“Qui mi piace di più”: le zone erogene spiegate dall’esperta

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11 agosto 2015

Dott.ssa Arianna Finocchi*

zona erogena (foto tratta dal web)

zona erogena (foto tratta dal web)

Per zona erogena si intende un’area del corpo, spesso un organo o parte di esso, la cui stimolazione è legata all’eccitazione e al piacere sessuale. Il termine “erogeno” deriva dalla lingua greca eros – geno e significa “che genera amore”, riferendosi appunto alla proprietà della zona in questione di procurare piacere.

Nel corpo le zone erogene più comunemente conosciute sono soprattutto i genitali, la zona perianale (tra i genitali e l’ano), i capezzoli (sia per la donna che per l’uomo), l’ombelico, il collo, l’interno coscia, le labbra e comunque l’intera mucosa orale. Possiamo asserire con notevole certezza che nella maggior parte delle persone le zone summenzionate rappresentino quei punti dove il piacere si fa strada. Altre zone erogene sono legate per lo più all’esperienza individuale ed alle preferenze: se ne possono menzionare diverse a partire dal retro delle ginocchia, la punta del gomito (quest’ultima tramite frizione circolare della pelle), i piedi, l’orecchio, la base del cranio, fino ad arrivare ai capelli (sia per l’uomo sia per la donna ricevere carezze sui capelli è di grande impatto erotico ed emotivo… il gesto viene interpretato come un segno di amore, oltre che di desiderio), e chi più ne ha più ne metta.

Erroneamente si pensa che le zone erogene per eccellenza siano il pene nell’uomo, la vulva e la vagina nella donna ma donna e uomo hanno un corpo ricco di terminazioni nervose che, se stimolate adeguatamente, regalano una forte eccitazione. E’ naturale che le aree in cui sono maggiormente concentrate le terminazioni nervose siano le zone d’elezione del piacere in generale e di quello sessuale; sono le zone più sensibili, e lo sono alla stessa maniera anche per il dolore.

Si sente parlare di punto G da sempre e se dovessimo individuare quest’area nella donna la collocheremmo nella parete interna della vagina, tra l’apparato genitale e quello urinario, forma un angolo di 35° con la parete laterale dell’uretra; nell’uomo, lo stesso punto lo collochiamo tra uretra e prostata, per questo anche l’ano è una tra le più tipiche zone erogene dell’uomo. Da sempre il mito della zona erogena più famosa rincorre i sogni di ognuno, ci si aspettano grandi cose dalla stimolazione di questa area circoscritta e forse le tante ricerche, gli articoli scientifici e, perché no, le leggende hanno contribuito a sostenerne la grandezza. Ma la prima cosa da imparare, prima ancora di avventurarsi alla ricerca del “Signor G”, è che in realtà la principale, maggiore e più estesa zona erogena del corpo è il cervello, da cui dipendono la comparsa del desiderio e dell’eccitazione, nonché la possibilità di raggiungere l’orgasmo.

Tali reazioni si verificano infatti solo se il cervello interpreta come erotici determinati stimoli che lo raggiungono. Questo significa che l’eccitazione non può comparire semplicemente provando una posizione piuttosto che un’altra o solo in seguito alla stimolazione dei genitali delle altre zone ad alta concentrazione di recettori. Se il cervello si rifiuta di abbandonarsi, è possibile che il corpo non risponda in alcun modo alle sollecitazioni effettuate anche nelle zone del corpo notoriamente considerate più erogene.

Una ricerca inglese pubblicata sulla rivista Cortex sfata il mito delle differenze abissali tra uomini e donne in materia di piacere sessuale, molte persone ritengono che il corpo delle donne sia pieno di zone erogene e che gli uomini ne abbiano soltanto una, la più ovvia; chiaramente non è così. La distribuzione è quasi uguale, con una leggera prevalenza per le donne, ma non maniera esagerata. Tra uomini e donne non esistono particolari differenze, anche i maschi sono sensibili al tocco sul collo o sulle orecchie; per le donne sono molto importanti anche le mani ritenute zona decisamente sensibile alla carezza di un bravo partner.

Altro dato ritenuto interessante riguarda l’assenza di significative divergenze nel riconoscere le zone erogene da parte di persone di continenti diversi “Questo indica che esistono preferenze innate, non solo quelle basate su esperienze culturali o di vita” ha detto  il professor Oliver Turnbull dell’università di Bangor. Il perché questo accada è adesso oggetto di studio da parte dei ricercatori, ma capire come anche il cuore possa influenzare le reazioni del cervello, della mente e quindi del corpo non è affare semplice: certo che il tocco dell’amato sul collo avrà effetto sensoriale diverso da quello di un amico o di un conoscente visto che il labirinto delle emozioni resta un continente immenso e profondo da esplorare.

L’emotività, come una risonanza magnetica, ci dice che siamo molto più simili di quanto noi stessi crediamo, esplorazioni psicologiche e mediche si avvicinano sempre di più, ciò che sentiamo e ciò che vediamo attraverso uno schermo ci dicono la stessa cosa: mente e cervello si uniscono nel piacere.

*Psicologa, Sessuologa, Psicoterapeuta

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