Dal Tramonto all’Alba: venerdì l’Angolo della Poesia è alla Rosa dei Venti di Baia Flaminia

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27 giugno 2017

angolo poesia manifestoPESARO – ‘Dal tramonto all’alba’ propone una nuova tappa per chiudere il mese di giugno in modo decisamente suggestivo. Venerdì 30 (alle ore 20), appuntamento in Baia Flaminia alla Rosa dei Venti con ‘Sole che vieni sole che vai’, la serata di anteprima all’edizione 2017 de ‘L’Angolo della Poesia’, rassegna ideata da Peppino Saponara. Alla serata prenderanno parte: Saponara, Michela Gorini che declamerà alcune sue poesie, Elena Levantini che racconterà una fiaba sul sole, Paolo Martinelli (voce) e Oscar Badioli (violino) che canteranno pezzi di Fabrizio De André.

Manifestazione ormai ‘fissa’ dell’estate pesarese, L’Angolo della Poesia ritorna – dal 24 al 29 luglio – là dove tutto nacque: nel giardino di Palazzo Ricci. Uno spazio ‘speciale’ nel cuore del centro storico, luogo aperto e chiuso al tempo stesso, ideale per incontrare i ‘grandi’ nomi della ‘poesia’ attraverso la bellezza delle immagini – spesso provenienti dalla Cineteca Rai – e la narrazione di vite e personaggi affascinanti. ‘Tutti i giorni che ha fatto Iddio’ è il titolo dell’edizione 2017: è la frase che accompagna piccoli riti, abitudini e ritmo del vivere quotidiano ma richiama anche i giorni della creazione del mondo, offrendo dunque un doppio spunto di appartenenza alle nostre radici, umane e spirituali. E’ questa la traccia che seguiranno le serate della VII edizione, la traccia di un percorso di ‘creazione’ parallelo alla nascita della vita e del mondo, tra passato e presente.

Un commento to “Dal Tramonto all’Alba: venerdì l’Angolo della Poesia è alla Rosa dei Venti di Baia Flaminia”

  1. vitaliano vagnini scrive:

    LA BAIA FLAMINIA

    A te hanno dato il nome di un Patrizio
    Degli antichi Romani Sacerdoti Flamini
    Come se l’ombra che ricevi sia più sacra
    Di quella che propina il colle Ardizio

    Baia Flaminia all’imbrunire
    Nel rumore dell’onda che s’infrange
    Da un lato su falesie e dall’altro sul molo
    Che separa il fiume Isauro e il suo fluire.

    Or sei tornata ad essere oasi di pace
    Dopo quel tempo dedicato a Marte
    Sublime è il passeggiar fra le tue dune
    Quando finisce il giorno e tutto tace

    Diffuso in quel cielo, invaso da Gabbiani,
    È il vento salmastro e il profumo di ginestra
    Che sale come incenso, come una preghiera,
    Che chiede gioia e libertà per il domani

    Pare che il mare respinga con le onde
    Quel fiume che vuole entrare nel suo seno
    Poi s’arrende e l’abbraccia come amante
    Così l’acqua col sale a lui si fonde

    Tace sull’arenile il rumore di bagnanti
    Di giovani virili attratti dalle forme
    Di donne avvenenti con chiome al vento
    Che controllavano i giochi di bimbi festanti

    Sugli scogli, con lenze da lanciar lontano,
    Stavano schierati pescatori soli e pensosi
    Come se volessero gettar a mare delusioni
    Che questa vita dispensa ad ogni umano

    Torna a riva la barca del guarda spiaggia
    Scendendo sull’umida sabbia a piedi scalzi
    Soddisfatto d’aver protetto questa baia
    Un tempo silenziosa, irta e selvaggia

    Mentre d’intorno s’incontrano gli amici
    Per cenare insieme nei luoghi di ristoro,
    Bevendo e sperando in un mondo nuovo,
    Il canto dei nottambuli li fa sembrar felici.

    Salpa dal porto il peschereccio ignaro
    Di cosa l’attende: abbondanza o naufragio.
    Mentre la notte aspetta il giorno nuovo
    E dal monte ruota la luce di un gran Faro

    Nel silenzio il mio cuor si tuffa nel passato
    Quando solcavano il mare silenti vele colorate
    Non fuoribordo che lasciano schiumosa scia
    Rompendo il silenzio con il lor boato.

    Vitaliano Vagnini – 15 gennaio 2021

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