La Vuelle vuole ritornare ad essere felice contro la Happy Casa Brindisi: domenica alle 17

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10 novembre 2017

VuellePESARO – Solamente tre settimane fa i tifosi pesaresi attendevano fiduciosi il trittico di spareggi salvezza che si prospettava nell’immediato futuro. Tre match che avrebbero potuto portare la Vuelle fuori dalla sabbie mobili. In fin dei conti i ragazzi di coach Leka erano reduci da quattro buone partite, come quella contro Brescia, l’attuale capolista o quelle contro Bologna e Torino, due formazioni che puntano ai primi quattro posti, con la felice parentesi del blitz a Reggio Emilia, una vittoria che si sperava non rimanesse un caso isolato, ma il viatico di un campionato vissuto senza troppi patemi.

Invece, per motivi poco chiari, Pesaro ha affrontato Cremona e Capo d’Orlando nel modo peggiore, dimenticandosi del bel gioco mostrato fino a quel momento, incartandosi in attacchi farraginosi e poco redditizi e cedendo subito le armi in difesa, fase che in ogni caso rimane la vera cartina di tornasole dello stato di salute della squadra, perché, anche se non sei stato baciato in fronte dagli dei del basket, nessuno ti vieta di dannarti l’anima correndo dietro al tuo avversario, invece di schiantarti miseramente contro un semplice blocco.

Abbiamo avuto così la risposta alla domanda, se la Vuelle vista ad ottobre fosse troppo bella per essere vera: sì. Principalmente per due motivi: il primo è che le avversarie ti hanno preso le misure, fatto logico se il tuo attacco si basa principalmente sulla verve di Dallas Moore e sulle scorribande di Omogbo, basta schierare semplici zonette, fidandosi della scarsa precisione dei tiratori biancorossi e il gioco è fatto. Il secondo è che la Vuelle 1.0 viveva di entusiasmo, l’unico antidoto ad una generale mancanza di tecnica e di esperienza e, senza quella scintilla giusta negli occhi, questa versione della VL, perderebbe anche contro la metà delle formazioni di serie A2.

Ci manca però la risposta, sulle cause di questa crisi, che è in parte tecnica e, si può risolvere solamente con il lavoro in palestra e con tante sedute tattiche, ma che sembra anche psicologica, con quelle facce viste a Capo d’Orlando che non ci sono piaciute, possibili sintomi di una incrinatura dello spirito di gruppo, quello indispensabile per sopperire alle mancanze tecniche e che sembrava uno dei punti di forza della Vuelle 1.0.

Ma sarebbe ora di mandarla in soffitta la prima versione della Vuelle e passare al più presto alla versione 2.0, quella con il sostituto di Little e di Bertone, perché inutile girarci intorno, l’argentino, pur con tutta la buona volontà, rimane un lusso che non ci possiamo permettere, giocando da straniero, e il vero salto di qualità si farebbe inserendo una guardia con punti nelle mani e un numero quattro in grado di alternarsi ad Omogbo, due giocatori da prendere al più presto, al di là della nazionalità, perché meglio finire i visti, che rimanere in fondo alla classifica.

Naturalmente, ci vorrebbero dei soldi che attualmente non ci sono in cassa e allora lanciamo una provocazione. Sui tifosi pesaresi pende come una spada di Damocle la famigerata giornata biancorossa, quella fuori dall’abbonamento, quella che per entrare all’Adriatic Arena ci si deve presentare al botteghino a comprare il biglietto, quella insomma, che è stata una delle cause dei 600 abbonamenti in meno, fatti da una tifoseria che non ha certamente gradito l’operazione.

Così, quando sei in difficoltà, chiedi aiuto agli amici e la società di via Bertozzini, preso atto dei problemi a reperire da sola le risorse necessarie, potrebbe, ancora una volta, affidarsi al suo primo sponsor, il pubblico di Pesaro, con la solenne promessa che i soldi ricavati al botteghino saranno unicamente spesi per rinforzare la squadra, ingaggiando i due tasselli che mancano per poter sperare di salvarsi e non per coprire eventuali buchi nel bilancio, che, stando alle dichiarazioni, non ci dovrebbero essere.

Purtroppo non disponiamo del dato esatto del numero degli abbonati paganti, né sappiamo quante tessere sono state fatte in tribuna o in curva, ma andando a naso, dovrebbero essere circa 1.300 in tribuna (35×1300=45.500), 600 nel settore K1-K3 (26×600=15.600) e 200 nel settore K2 (200×18=3.600), il totale sarebbe di circa 65.000 euro, ma da questa cifra si deve decurtare il costo ridotto del biglietto per gli under e gli over e ci sarebbe da aggiungere il ricavo ottenuto dal parterre, dove un biglietto costa 75 euro, ma onestamente, crediamo che sia occupato quasi tutto da consorziati e tessere omaggio.

Diciamo che, una volta tolti i costi di gestione, se tutti gli abbonati compissero questo sforzo, perché di sacrificio si tratta, dato che il costo del biglietto non è certamente economico, specialmente per un nucleo familiare, potrebbero entrare nelle casse della Vuelle circa 50.000 euro, da spendere subito senza se e senza ma, ammettendo di non essere stati in grado di farcela con le proprie forze e chiedendo aiuto, con una campagna stampa e pubblicitaria mirata, al pubblico pesarese, magari anche a quei 600 che avevano deciso in estate di non rinnovare l’abbonamento.

Dopo Brindisi, la prossima partita casalinga, sarà quella del 3 dicembre contro Varese, c’è tutto il tempo per organizzare al meglio la cosa, magari con l’aiuto di uno sponsor che si assuma l’onere dei costi organizzativi, perché non possiamo fare tutto noi, è un’ultima carta da giocare, una richiesta d’aiuto che il pubblico pesarese potrebbe accogliere, come ultima speranza, di invertire un trend che rischia di portarci dritti in serie A2.

LA PARTITA DELLA SETTIMANA

VICTORIA LIBERTAS PESARO (2 PUNTI) – HAPPY CASA BRINDISI (2 PUNTI)
DOMENICA 12 NOVEMBRE – ORE 17.00 – ADRIATIC ARENA DI PESARO
Diretta streaming su Eurosport Player

L’AVVERSARIA DELLA SETTIMANA

Ci sarà anche Nic Moore domenica pomeriggio, gradito ritorno in Puglia, fortemente voluto da coach Dell’Agnello, che ne apprezza le eccellenti qualità di tiratore e la capacità di dare una mano anche in cabina di regia. Moore dovrebbe prendere il posto di Anthony Barber, rookie che non ha pienamente convinto, anche se una decisione definitiva ancora non è stata presa. Brindisi ha scelto la formula del 3+4+5, in una rotazione a 9, dove gli italiani a trovare spazio sono Marco Giuri, fresco di convocazione azzurra e il sempre utile Cardillo. Insieme a Moore, nello starting five, troveranno posto la guardia Scott Suggs, veloce e con un discreto tiro, l’ala slovena Mesicek, ventenne che Dell’Agnello non ha paura a gettare nella mischia ed una coppia di lunghi potenzialmente esplosiva, quella composta dall’ex Maccabi Brian Randle e dal verticale Cady Lalanne, miglior rimbalzista del campionato con una media superiore a 12. I cambi del lunghi sono l’esperto serbo Milenko Topic e il nigeriano Oleka, mentre è in dubbio la presenza di Daniel Donzelli, fermo ai box per un risentimento muscolare, per una Happy Casa che ha preso fiducia dopo la vittoria ottenuta con Avellino ai supplementari.

IL DUELLO CHIAVE

Dallas Moore vs Nic Moore
Entrambi realizzatori, il Moore pesarese è un giocatore più individualista, che fa del gioco in velocità il suo punto di forza, mentre il Moore brindisino è più tiratore ed ha una maggiore propensione alla costruzione del gioco.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Di Simone Fontecchio ve ne parliamo da quest’estate, essendo stati facili profeti sul suo scarso utilizzo da parte dell’Armani, che pur avendo fatto incetta di tutti gli italiani validi disponibili sul mercato (Abass, Pascolo, Cusin), sta investendo tutte le sue speranze di ben figurare in Eurolega sugli stranieri, che con il ritorno di Jerrels, sono diventati 12, con la possibilità si schierarne solo 7 in campionato, operazione che non sta dando i frutti sperati, se dobbiamo giudicarla dal trentello rimediato ieri a domicilio dallo Zalgiris. Capirete che, dopo due mesi di panchina ininterrotta, il 22enne nativo di Pescara si sia stancato di essere utile solo in allenamento e abbia cominciato a guardarsi intorno, alla ricerca di una squadra che lo faccia giocare. Pesaro è dietro al giocatore da agosto, ma se dal punto di vista del minutaggio, è quella che può garantirgli addirittura un posto in quintetto, è invece messa malino dal punto di vista economico, non potendo sobbarcarsi neanche una parte dello stipendio, mentre Reggio Emilia e Pistoia parrebbero in grado di pagarne almeno la metà. Milano, probabilmente, andrebbe avanti anche senza i soldi della Vuelle, ma i soldi non hanno colore e se c’è la possibilità di risparmiare centomila euro, lo faranno sicuramente.

Di altri giocatori in uscita eventualmente dall’Armani non se ne parla nemmeno, perché viaggiano a cifre molto più alte e hanno ambizioni europee, mentre si potrebbe fare un pensierino al 34enne Guido Rosselli, messo fuori rosa dalla Virtus Bologna, che ha tante richieste da formazioni di serie A2, ma che magari preferirebbe restare nella massima serie, dove la sua esperienza potrebbe essere ancora utile. Ma, per adesso, l’unica certezza è che anche contro Brindisi, la Vuelle giocherà con un americano in meno, come nei precedenti due spareggi, sperando di non doverlo rimpiangere tra qualche mese.

LA SETTIMA GIORNATA IN PILLOLE

Sono ben tre gli anticipi al sabato sera, tutti interessanti, a cominciare dalla delicata trasferta dell’Armani a Trento, con Venezia che andrà a far visita a Cantù, sempre alle prese con problemi societari, mentre Reggio Emilia potrebbe eliminare lo zero dalla casella vittorie, dopo aver ospitato Pistoia. La domenica, si comincia a mezzogiorno, con il match tra Avellino e Varese, proseguendo alle 17.00 con la sfida tra Torino e Cremona, mentre alle 18.15, Sassari ospiterà Capo d’Orlando, in una settima giornata che si chiuderà alle 20.45, con il big match tra Bologna e la capolista Brescia.

I PROSSIMI TURNI DELLA VICTORIA LIBERTAS

Domenica 19 novembre – ore 17.00: Dolomiti Energia Trento – VL Pesaro

Domenica 26 novembre – Pausa per la Nazionale

Domenica 3 dicembre – ore 18.15*: VL Pesaro – Openjob Metis Varese * orario da confermare

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