Hotel Flaminio: tutti a casa. L’ira dei dipendenti enfatizzata da Filcams Cgil

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6 marzo 2018

Loredana Longhin*

PESARO – Nel silenzio generale, lo scorso 15 Febbraio l’Hotel Flaminio ha chiuso i battenti, la famiglia Mulazzani che aveva in gestione l’hotel dal 2013 ha restituito l’immobile al curatore fallimentare,  che dovrà espletare  le consuete procedure previste dalla legge.

Tra i vari atti che il curatore dovrà compiere c’è anche il licenziamento collettivo dei 21 dipendenti che lavoravano presso l’hotel.

E’ davvero una brutta storia, una storia che ci parla, ancora una volta, quanto a pagare il conto salato delle alterne vicissitudini dei proprietari, delle norme fallimentari tanto severe quanto ineludibili, siano sempre e solo i lavoratori.

baia flaminia resortUna situazione paradossale, nella quale nessuno ha voluto tenere in giusta considerazione la situazione lavorativa presente e futura dei dipendenti. Ogni soggetto coinvolto in questa vicenda  aveva un’ altra priorità da soddisfare e salvaguardare, e agli onori della cronaca è passato solo la revoca dell’affitto alla famiglia Mulazzani con la conseguente chiusura dell’omonimo hotel.

La lettura cruda della  realtà è che la gara di vendita inizialmente prevista per l’8 marzo è stata revocata, e slitterà presumibilmente ad aprile o maggio, e ciò significa non arrivare attrezzati ad affrontare  la stagione estiva  che rischia di saltare completamente. Per non parlare della situazione economica in cui versano i dipendenti, licenziati e senza prospettive occupazionali serie. Si tratta degli stessi dipendenti già reduci dal fallimento di Baia Flaminia Resort S.r.l. di cui ancora devono percepire le spettanze.

A tutto ciò, oggi, si aggiunge la gestione di Hotel Flaminio Baia Resort s.r.l. che pagherà ai propri dipendenti solo le mensilità lavorate, quindi bisognerà ricorrere alle azioni legali per poter pretendere il pagamento del trattamento di fine rapporto e quant’altro.

Da un lato affermiamo con convinzione che  il turismo deve essere un volano per lo sviluppo economico di questa città, dall’altro poi i lavoratori vengano trattati come merce usa e getta, dei quali ci si può liberare quando è più comodo.

Bisogna ricordarsi che dietro a quei  21 lavoratori, oltre ad una  professionalità ed esperienza pluridecennale, ci sono famiglie, situazioni personali che non passano alla ribalta della cronaca.

*Filcams Cgil

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