Nelle Marche si corre ai ripari contro il gioco d’azzardo

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27 aprile 2018

04-24-18 pu24 - Nelle Marche si corre ai ripari contro il giocoLa dipendenza da gioco sta peggiorando notevolmente, e a dimostrazione di ciò ci sono le recenti allarmanti statistiche della città di Pesaro. Solo nel 2016 sono stati spesi quasi 250 milioni di euro nel gioco dagli abitanti della provincia, per una media di 688 euro a testa su una popolazione totale di 360.711 persone. Numeri che diventano più alti se si tengono in considerazione anche i minori e gli anziani.

Questo denaro è stato speso nelle 2.329 slot presenti in tutto il territorio della provincia, e nei dati ufficiali non vengono conteggiati né i Gratta e Vinci né il Lotto, che andrebbero a gonfiare la somma.

Le statistiche sono state calcolate dalla CISL di Fano, località dove la spesa pro capite risulta essere la quarta nella graduatoria provinciale (con 863 euro a testa spesi nelle slot machine) e dove, sempre nel 2016, sono stati spesi 52 milioni e 350mila euro nelle macchinette. Alcuni esempi sono allarmanti. Solo nel comune di Isola del Piano, nello stesso anno, i 600 abitanti hanno speso nelle uniche due slot 200.000 euro.

Il presidente della CISL Fano Giovanni Giovanelli ha affermato: “non volevo credere ai miei occhi e ho ricontrollato personalmente tutte le cifre. Sono dati sconcertanti. È assurdo quanti soldi buttino le famiglie.” L’appello della CISL ai sindaci, soprattutto dei paesi più a rischio, è quindi di adottare tutte le misure possibili per contrastare questo fenomeno e, in particolar modo, di investire in programmi di educazione della popolazione, che insegnerebbero ad approcciarsi non solo alle slot da tabaccheria ma anche alle varie slot online e ai giochi che attirano di più, come i casinò senza deposito e molti altri.

Sono state proposte varie idee per ridurre il problema. Tra queste, l’introduzione del divieto di gioco in determinati orari e non mostrare sulle vetrine le vittorie avvenute all’interno della ricevitoria, come già accade a Bergamo.

Un’altra idea è la riduzione o l’aumento della tassazione dei locali con sale giochi, a seconda delle attività delle slot al loro interno. In particolare, la Tosap, tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, la Tari, tassa sui rifiuti, e il Suolo Pubblico, ovvero la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. I locali che promuovono le slot verranno penalizzate mentre, al contrario, quelli che le faranno rimuovere avranno una riduzione. Questo viene già effettuato in alcuni comuni e città, come ad Ancona.

Nel capoluogo marchigiano è stata emessa piuttosto recentemente, precisamente il 7 febbraio 2017, la Legge sulla prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico e della dipendenza da nuove tecnologie e social network, che dà inizio ufficialmente alla riduzione del gioco d’azzardo sul territorio.

La Legge in questione prevede anch’essa la riduzione degli orari, diminuendoli sia nelle sale giochi (dalle 14 alle 24), sia per i giochi presenti nei bar e nei ristoranti (dalle 10 alle 20); la possibilità, per i comuni, di indicare ulteriori luoghi sensibili rispetto a quelli già presenti nella Legge; la riduzione delle tasse per i locali no-slot, come già menzionato, e la riduzione dei locali con giochi dai 118 di oggi a 5 entro il 2019.

 

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