Vuelle, a Milano un proibitivo terzultimo tentativo di restare a galla

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27 aprile 2018

Massimo 'Cedro' Galli (Foto Filippo BaionI)

Massimo ‘Cedro’ Galli (Foto Filippo BaionI)

PESARO – Tutto sommato, quella di domenica sarà la giornata più tranquilla del campionato per la Vuelle, quella senza nessuna aspettativa, inevitabile quando l’ultima della classe va a fare visita alla prima, quando una squadra che a malapena è arrivata a due milioni e mezzo di budget, si sfiderà contro una formazione che ne ha spesi almeno cinque volte tanto e che ha un roster talmente profondo, che coach Pianigiani deve fare l’appello nello spogliatoio per non dimenticarsi qualcuno. Dovrebbe essere una domenica tranquilla, anche perché, per una bizzarria del calendario, pure Capo d’Orlando andrà a far visita all’altra capolista, quella Venezia, che poi la domenica successiva sarà di scena all’Adriatic Arena, e onestamente, se una tra Pesaro e la Betaland dovesse fare il colpaccio questa domenica, ci sarebbe da chiedersi il perché.

Confrontare le statistiche di Milano e la Vuelle, sarebbe un gioco al massacro, vi basta sapere, che l’Armani ha vinto lo stesso numero di partite che Pesaro ha perso – ventuno – che il loro sesto uomo – uno qualunque della rotazione – produce il triplo di quello della Vuelle – Ceron – o che, da quando si è concentrata solo sul campionato, Milano ha perso solamente domenica scorsa a Brescia, splendida realtà del nostro campionato, complicandosi però la corsa verso il primo posto, dato che alla trentesima giornata, dovrà andare proprio a fare visita a Venezia, avendo perso tra l’altro all’andata contro i lagunari e proprio questo fattore, potrebbe dare una piccolissima speranza alla Vuelle, per il match del 6 maggio, dato che all’Umana, in ogni caso, per essere prima, basterà vincere lo scontro diretto e anche se dovesse perdere a Pesaro, cambierebbe poco ai fini della sua classifica.

Piccole alchimie algebriche, alle quali ti attacchi quando non hai più molte alternative, come quella di sperare che domenica Sassari perda ad Avellino, in modo che il Banco di Sardegna si allontani sempre di più dall’ottavo posto, mentre Cremona dovrebbe vincere in casa contro Brescia, per alimentare ancora il sogno playoff, tralasciando i risultati che dovrebbero ottenere le tre squadre attualmente a quota 28 punti, perché il discorso si farebbe troppo complicato.

La trasferta in terra milanese insomma, sarà una specie di gita aziendale, senza nessuna frenesia di dover vincere a tutti i costi, anche se sei ultimo, perché bisogna restare coi piedi per terra e concentrarsi sulle restanti due giornate, quelle che saranno veramente determinanti ai fini della classifica. Al fischio finale della terna arbitrale, si aspetterà una mezzoretta il risultato del match tra Venezia e Capo d’Orlando, che inizierà alle 17.30 e, se non ci saranno brutte notizie, si dovrà dimenticare in fretta il match del Mediolanum Forum e concentrarsi sugli ultimi dieci giorni della stagione, quelli che ancora ci legano con un filo sottilissimo alla serie A, quelli dove cercare di dare tutto quello che è rimasto nei muscoli e, soprattutto, nella testa dei giocatori della Vuelle.

 

LA PARTITA DELLA SETTIMANA

E7 EMPORIO ARMANI MILANO (42 PUNTI) – VICTORIA LIBERTAS PESARO (12 PUNTI)

DOMENICA 29 APRILE – ORE 17.00 – MEDIOLANUM FORUM DI ASSAGO (MI)

Diretta streaming su Eurosport player

 

L’AVVERSARIA DELLA SETTIMANA

Andrea Ancellotti (Foto Filippo Baioni)

Andrea Ancellotti (Foto Filippo Baioni)

Sono nove gli stranieri a disposizione di coach Pianigiani e, per regolamento, due necessariamente dovranno restare in tribuna, una consuetudine comunque in casa Armani, formazione che ha di fatto tre titolari per ogni ruolo. I playmaker sono: Andrea Cinciarini, quello più in forma e che resta in campo nei momenti importanti, Jordan Theodore, folletto dal ventello facile e Curtis Jerrells, eccellente tiratore e uomo da non lasciare mai libero di partire in contropiede, il reparto esterni è completato da Andrew Goudelock, miglior realizzatore milanese, dal lettone Bertans e dal francese M’Baye, capace tranquillamente di giocare anche da ala piccola, come Awudu Abass, che sta cercando di trovare il suo spazio all’interno delle rotazioni. Per capire lo strapotere del reparto lunghi dell’Armani, vi basta sapere che Marco Cusin, pivot della nazionale italiana, sta giocando 11 minuti di media, scalzato nelle scelte di coach Pianigiani dall’americano Tarczewski e dal lituano Gudaitis, mentre da ala grande, si alternano da titolari, il serbo Micov e il lituano Kuzminkas, con Davide Pascolo utilizzato per una quindicina di minuti, in un’Armani pronta a riconquistare il tricolore il prossimo giugno.

IL DUELLO CHIAVE

Rotnei Clarke vs Andrea Cinciarini: Sulla marcatura di Clarke, coach Pianigiani ruoterà almeno tre giocatori, per togliergli ossigeno e fargli perdere lucidità, visto che Rotnei rimane in campo mediamente 35 minuti, ma inizialmente il compito toccherà a Cinciarini, che oltre ad essere un eccellente difensore, si sta dimostrando anche un buon regista e il suo tiro da fuori, sta cominciando a bucare la retina in maniera più costante rispetto al passato.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Dal punto di vista tecnico, ormai i giochi sono fatti, soprattutto perché nelle prossime tre partite, quello che conterà maggiormente sarà l’approccio psicologico al match, mentre tecnicamente, non c’è più nulla da inventare, la Vuelle è quella vista nelle ultime cinque partite, dopo l’arrivo di un giocatore di sistema come Braun, mentre sarebbe stato più utile, l’inserimento di un tipo alla Tony Mitchell. Siamo come sempre, nelle mani di Clarke, col piccolo problema, che su Rotnei la marcatura si fa sempre più stretta, specialmente contro corazzate come Milano e Venezia, che potranno ruotare tantissimi uomini su di lui, ma la mancanza di un secondo violino, rimane un problema irrisolto, visto che sappiamo, come Bertone vada in grosse difficoltà quando il tasso tecnico si alza e, quando vedrete il tabellino dell’argentino nelle prossime due partite, dovrete fare una distinzione, tra il primo tempo, quando difficilmente troverà la via del canestro, ed il secondo, dove col punteggio presumibilmente compromesso, riuscirà a prendersi i suoi tiri. Di Ceron ed Omogbo ne abbiamo parlato anche troppo, Ancellotti non potrà essere mai un trascinatore e Monaldi, purtroppo è in parabola discendente, rimangono così solamente Braun, al quale forse sarebbe il caso di spiegargli che deve prendersi anche lui i suoi 15 tiri a partita e Mika, ancora alle prese col fastidio al ginocchio accusato la settimana scorsa e al quale forse, sarebbe giusto fare saltare il match con Milano, per averlo al meglio contro Venezia.

Pretendere che una squadra dagli enormi problemi difensivi, riesca a tenere l’Armani sotto i 90 punti, sarebbe pura utopia, anche se magari si potrebbe provare la zona per qualche minuto, difesa che non è mai stata digerita da questa Vuelle, mentre in attacco, non sarà facile far girare il pallone coi tempi giusti e assisteremo a diverse forzature e ai soliti tiri allo scadere dei 24 secondi.

Per finire, una nota sulla Vuelle Papalini under 20, brava a conquistare l’accesso alle finali di categoria, ma travolta dalla Virtus Bologna in un quarto di finale dove ha segnato solamente 39 punti, con una partenza ad handicap nei primi 10 minuti (15-4), onestamente non c’è stata storia, con i vari Serpilli e Bocconcelli, travolti fisicamente dai virtussini, che hanno costretto i pesaresi ad una marea di forzature, entrate che venivano regolarmente stoppate e tiri da tre che non prendevano neanche il ferro, di schemi neanche a parlarne, la fluidità offensiva non sanno neanche cosa sia, l’unica nota lieta viene dalla difesa, dove i ragazzi di coach Luminati si sono battuti su ogni pallone, ma se pensate che da questo gruppo possa uscire un giocatore pronto per la serie A, rimarrete delusi, col grosso problema, che dopo aver dato un’occhiata anche alle altre sei formazioni qualificate, non si intravede nessuno che possa diventare, non diciamo un Belinelli o un Gallinari, ma, con tutto il rispetto, neanche un Poeta o un Polonara, con buona pace, di chi pensava che il basket italiano fosse in crescita.

 

LA VENTOTTESIMA GIORNATA IN PILLOLE

Rotnei Clarke in palleggio (Foto Filippo Baioni)

Rotnei Clarke in palleggio (Foto Filippo Baioni)

Ultimo turno che si giocherà con orari sfalsati, dato che gli ultimi due si giocheranno in contemporanea, ad iniziarlo, saranno sabato sera, Cremona e Brescia, con la Vanoli alla ricerca di punti playoff, stesso obiettivo di Sassari, che alle 17 della domenica, si recherà ad Avellino, mentre mezz’ora più tardi, Venezia cercherà di mantenere il suo primo posto, superando Capo d’Orlando, alle 18 si giocheranno le sfide tra una Torino in caduta libera e una Trento che vuole consolidare il suo quinto posto, mentre Bologna cercherà di espugnare il parquet di una The Flex Pistoia che non ha più niente da chiedere al campionato, stessa situazione di Brindisi, virtualmente salva, che dovrebbe lasciare spazio ad una Varese nella stessa situazione della Virtus, in una ventottesima giornata, che si chiuderà col posticipo delle 20.45 tra Reggio Emilia e Cantù.

UN PO’ DI NUMERI

Statistiche di squadra: Pesaro ultima nella percentuale da 3 e negli assist, seconda nei punti subiti.

Statistiche individuali: Emanuel Omogbo terzo nei rimbalzi totali, in quelli difensivi e nelle palle recuperate, sesto nei rimbalzi offensivi.

Eric Mika: Sesto nei falli subiti, ottavo nei rimbalzi totali e decimo in quelli difensivi.

Andrea Ancellotti ottavo nelle stoppate date.

 

 

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