F.1 Gp Azerbaijan vince Hamilton dopo un finale rocambolesco

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29 aprile 2018

BAKU (Azerbaijan) – Lewis Hamilton vince il quarto gran premio della stagione, dopo un finale rocambolesco, sul podio con il campione in carica salgono Kimi Raikkonen, dopo una corsa a fasi alterne e il sorprendente Sergio Perez, che riporta la Force-India nelle zone nobili, solo quarto Sebastian Vettel, in testa per oltre metà gara. Riviviamo la cronaca di questa gara veramente rocambolesca, Vettel scatta bene dalla pole, alle sue spalle Hamilton e Bottas, ma dopo due curve il primo colpo di scena, Raikkonen in recupero si tocca con la Force India di Ocon, il francese si ritira, mentre il finlandese del Cavallino rientra per sostituire il musetto. Dopo la Safety Car Vettel riparte e gestisce la gara allungando sulle due Mercedes, il tedesco prolunga anche il cambio gomme, fino al trentesimo giro, gestendo il vantaggio su Hamilton.

A questo punto Bottas si ritrova al comando, seguito da Vettel e Hamilton i tre proseguono ad elastico, con Bottas sta allungando il suo pit-stop mentre la Ferrari numero 5 rimane in attesa, certa di riprendersi la prima posizione. Si arriva al 36 esimo giro, con Bottas che non rientra ed Hamilton che si avvicina a Vettel , quando entrano in scena le due Red Bull, Ricciardo e Verstappen dopo una gara entusiasmante con sorpassi e toccate, sono nuovamente in lotta dopo che l’olandese è tornato davanti al compagno vincitore in Cina, nel gioco dei pit stop. Ricciardo non ci sta e attacca in fondo al lungo rettilineo del traguardo il coriaceo Verstappen, che come ha già fatto in passato opera un doppio cambio di direzione per contenere il sorpasso dell’australiano in questo momento più veloce. Ricciardo dal canto suo fintando calcola male il tempo di frenata, risultato le due Red Bull si tamponano finendo entrambi nella via di fuga, innescando senz’altro una altra nuova polemica, questa volta molto pesante sulla gestione di questi due piloti da parte del team austro-inglese.

Insomma ancora Verstappen, questa volta non da solo decisivo, per l’esito finale di un gran premio. Decisivo perché rientrano tutti e tre i capo fila della gara, montano gomme ultra-soft per un finale che si preannuncia incandescente. Ma la pazza gara di Baku non è ancora finita, Grosjean dopo essere partito ultimo, si ritrova brillante sesto, decide di essere ancor più protagonista, mentre riscalda gli pneumatici in regime di Safety Car, va in bambola e in modo “fantozziano” spalma la sua Haas contro le protezioni. Safety Car, ancora al “comando” del gran premio, mentre un gigantesco carro attrezzi raccoglie in modo goffo ed interminabile la monoposto di Grosjean. Operazione che termina a quattro giri dal termine per un arrivo in volata fra le due Mercedes e le due Ferrari. Alla ripartenza Vettel forse troppo frettolosamente e probabilmente innervosito da una gara che pensava di poter dominare e che gli sta sfuggendo a causa di eventi non programmati, non pensando anche a gomme e freni freddi prova il tutto per tutto tentando il sorpasso su Bottas, staccatona impossibile e il tedesco andando lungo per evitare il muro, si ritrova quarto superato anche dalla Foce India di Perez. Ma non è finita qui, Bottas avviato verso una meritata vittoria prende un detrito e fora clamorosamente la posteriore destra, parcheggia mestamente la sua Mercedes nella via di fuga e spiana la strada ad un Lewis Hamilton, che incredulo va a vincere la prima gara di una stagione iniziata sotto tono. Dietro Vettel prova fino alla fine di riprendersi almeno il terzo gradino del podio, ma contro un Perez in giornata e con le gomme “spiattellate” non c’è niente da fare, ripartendo dal Mar Nero a -4 da Hamilton. Il cittadino di Baku si conferma anche quest’anno come una pista dove può succedere di tutto, così come Verstappen oggi “codiavuto” da Ricciardo, continua ad essere quella pericolosa mina vagante, che va “disinnescata”, perché va bene lo spettacolo, va bene la sua determinazione dettata dall’incoscienza della gioventù, ma essere decisivo a danno o favore di altri per la sua irruenza e non per la sua bravura addirittura in due gare consecutive, forse è troppo. Vedremo cosa accadrà in seno alla Red Bull e se interverrà anche Liberty Media.

Comunque un mondiale fino ad ora intrigante, incerto e combattuto, che finalmente merita di essere seguito. Con una Ferrari, che in testa al Costruttori, può veramente fare paura, ad una Mercedes ed Hamilton fino ad oggi “sornioni” ma sempre pericolosi. Grande gara del giovane Charles Leclerc, il pilota della Ferrari Accademy, dopo una brillante qualifica porta l’Alfa Romeo-Sauber al sesto, dopo una gara stupenda fatta di sorpassi e grinta. Quinto è Sainz anche lui spettacolare con la Renault, sempre combattivo il “vecchio” Alonso settimo, con una rimonta delle sue dopo essersi trovato inizialmente con due gomme forate in contatto non per colpa sua. Chiudono la top ten altre tre sorprese, Lance Stroll, terzo lo scorso anno a Baku, quest’anno chiude comunque positivamente ottavo con una Williams inferiore al 2017, nono è Vandoorne con l’altra McLaren, conquista l’ultimo punto Hartley con la Toro Rosso. Fra quindici giorni si ritorna in Europa con il GP di Spagna, cosa sarà successo in casa Red Bull? la Ferrari userà un “corno” anti malocchio nel cruscotto della SF71H ? Hamilton si sarà definitivamente risvegliato dal suo torpore? Per le risposte ci troviamo il 13 maggio su PU24.IT.

ORDINE DI ARRIVO GP AZERBAIJAN

  1. HAMILTON – MERCEDES

  2. RAIKKONEN – FERRARI

  3. PEREZ – FORCE INDIA

  4. VETTEL – FERRARI

  5. SAINZ – RENAULT

  6. LECLERC – SAUBER-ALFA ROMEO

  7. ALONSO – McLAREN-RENAULT

  8. STROLL – WILLIAMS

  9. VANDOORNE – McLAREN-RENAULT

  10. HARTLEY- TORO ROSSO

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