Vuelle, un’altra vittoria che ancora non basta. Ci si gioca tutto in Sardegna

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7 maggio 2018

Immagine 9277PESARO – Avete presente quegli studenti, che si impegnano poco durante l’anno e solo all’ultimo mese cominciano a studiare e prendere buoni voti? Ecco, la nostra Vuelle ci si può paragonare, visto che ha passato tutto il primo quadrimestre a fare il compitino, prendendo qualche sufficienza ogni tanto, ma rimediando anche tanti brutti voti, non aiutata magari da un professore all’altezza della situazione, uno che sicuramente aveva a cuore questi ragazzi, ma che non sempre riusciva a trasmettere i suoi insegnamenti, e i suoi alunni finivano per andare in confusione e rimediare solo dei 5 o dei 4.

Poi è cambiato qualcosa, si è trasferito in America l’alunno più talentuoso, ma che forse era troppo individualista e non faceva mai copiare, ne è arrivato uno che non sarà un fuoriclasse, ma che si impegna e ha fatto subito gruppo e, soprattutto, è cambiato un professore, uno che la materia la conosce ed è riuscito, dopo qualche lezione di assestamento, a trasmettere ai suoi alunni il suo sapere, prendendo da parte quelli più discoli, perché in ogni classe ce ne sono almeno un paio, ed in questa Vuelle ce n’è uno che, nonostante tutta la buona volontà, il giorno dopo, si scorda quello che gli hanno insegnato il giorno prima e c’è n’è un altro, che sta vivendo problemi extra scolastici e quando arriva il momento dell’interrogazione settimanale, si innervosisce e rimedia brutti voti.

Arriva così l’ultimo mese di lezione, quello dove, nonostante tutto, se prendi un paio di 8, riesci ancora ad alzare la tua media, col piccolo problema che gli ultimi esami sono i più difficili e, per superarli, devi sperare che non ti chiedono proprio tutto il programma, ma che ti facciano giusto un paio di domande, che comunque hai dimostrato di sapere, dando le risposte che tutti aspettavano, ma nonostante i due otto presi in pagella, non sei ancora fuori pericolo, perché la tua media è vicino al 6, ma manca ancora qualche decimale e, all’ultimo esame, dovrai ancora dare il massimo, sperando magari in un aiutino di un altro professore, uno corpulento e che nella sua carriera ha dimostrato di essere uno dei più validi, uno che si è sempre fatto voler bene dai suoi alunni e che si può fregiare di importanti riconoscimenti in campo nazionale ed internazionale, perché qualcuno alla fine verrà bocciato, la vita va così, ma ti trovi in una situazione che solo qualche settimana fa sembrava irrimediabile, perché il 4 preso a Brindisi aveva pesato, come il 7 preso, sempre a Brindisi, dal tuo avversario diretto nella stessa interrogazione, anche se magari nel frattempo, il professore aveva cambiato le domande, ti trovi nella situazione, che se non arrivano domande troppo difficili, puoi ancora rimediare un 6,5, arrivando così alla media del 6, magari risicato, ma che sarebbe sufficiente per non essere bocciato, altrimenti, se rimedi un’insufficienza, correrai il serio rischio che, un 7 preso da un collega siciliano, ti costringa a ripetere l’anno, ma in un’altra classe e con altri professori, in una scuola completamente diversa e meno prestigiosa, rimangono un paio di giorni per studiare, cercando magari di recuperare anche quegli studenti con qualche problemino fisico, perché all’ultima interrogazione tutti devono arrivare preparati, nessuno escluso, continuando a dare ognuno il suo contributo, anche per una sola domanda, perché ogni decimo di punto conterà e, non avrai più la tua commissione a renderti la vita più facile, dato che l’ultimo esame si svolgerà lontano da casa, situazione che hai dimostrato di soffrire finora, ma, come diceva il grande Edoardo, gli esami non finiscono mai e l’ultimo è quello che si ricorderanno tutti.

 

I PIU’ …..

Eric Mika: Il ginocchio fa ancora le bizze e nell’intervallo sembrava che fosse peggiorato, ma Mika stavolta non si è tirato indietro, aiutato anche dal suo allenatore, che lo ha alternato con Ancellotti, e dai suoi compagni, che gli hanno servito sei splendidi assist, che ha trasformato in altrettante schiacciate, con la ciliegina dei due liberi segnati negli ultimi secondi, decisivi per la vittoria, adesso riposo e ghiaccio, per riaverlo al meglio a Sassari.

Tiri liberi: 22 su 26, la Vuelle è stata brava a concretizzare i tanti falli subiti dai veneziani, attaccando il ferro con maggior continuità, procurandosi così tanti liberi, con Mika che li ha segnati tutti e sette, ma anche il 9 su 12 di Omogbo non è da disprezzare.

Rimbalzi: Dopo un primo quarto di aggiustamento, la Vuelle riesce a presidiare i tabelloni con successo, andando tutti a rimbalzo con convinzione. Una nota di biasimo per Clarke, che ne ha catturati ben sei, di cui un paio offensivi.

…. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – VENEZIA

Immagine 9210Tiro da tre: 1 su 17, l’unico a metterla dentro è stato Clarke, che però ne ha fallite sette, sempre raddoppiato da una difesa veneziana, che non gli ha mai concesso il suo pezzo forte, la tripla in contropiede, perché a difesa schierata le cose sono molte più complicate per lui e per tutta la Vuelle,

Taylor Braun: La pallacanestro indubbiamente la conosce, ma forse non ha capito ancora come vanno le cose dalle nostre parti, dove uno straniero non puo’ limitarsi a fare il compitino, ma deve prendersi più responsabilità, soprattutto se sei in emergenza, come la Vuelle di ieri sera senza Bertone.

Diego Monaldi: Altro giocatore che dovrebbe alzare il suo contributo offensivo, perché non sempre è sufficiente fare il playmaker e delegare il compito di produrre punti ai compagni, in una Vuelle che avrebbe bisogno di un’altra bocca da fuori per scardinare le difese avversarie.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Vale lo stesso discorso fatto per Milano, per vincere questo tipo di partite, serve anche il contributo della capolista, perché il divario tra Pesaro e Venezia rimane evidente, ma sono le motivazioni a fare la differenza, siamo infatti sicuri che contro Milano, coach De Raffaele recupererà tutti i suoi infortunati, da Tonut a Bramos, perché per l’Umana è quella la partita chiave per prendersi il primo posto al termine della regular season, lo scontro diretto che sanno di dover vincere, mentre quella di Pesaro non era una tappa fondamentale per arrivare al primato, ma lo stesso discorso si può applicare anche per Cantù, che dopo essere stata sopra anche di 16 punti, ha mollato nel finale, sbagliando con Culpepper il tiro della possibile vittoria, ma anche i brianzoli sapevano che per loro, quella determinante sarebbe stata l’ultima giornata, quella dove gli basterà vincere contro una tranquilla Brindisi per accedere ai playoff.

Così vanno le cose, inutile lamentarsi, l’importante per la Vuelle, è essere arrivata a giocarsi la salvezza col matchpoint in mano, cosa impensabile fino a poco tempo fa, perché era chiaro, come ha detto coach Galli, che la vittoria di Capo d’Orlando a Brindisi, aveva demoralizzato tutto l’ambiente, dai giocatori ai tifosi, che quella partita l’avevano vista in diretta alla domenica sera su RaiSport e che ancora maledicano Mesicek per i due liberi falliti negli ultimi secondi. Con la spada di Damocle della differenza canestri sfavorevole e il macigno di saper di dover affrontare le due capolista, non era per niente facile lavorare in tranquillità, ma coach Galli ha avuto il merito di infonderla al gruppo, lavorando sui piccoli particolari e, alzando soprattutto, l’intensità difensiva della Vuelle, con quelle zone adattate che non sono facili da mettere in pratica, ma che se applicate alla lettera, mandano in difficoltà gli attacchi avversari, delle classifiche avulse ne parleremo domani, nell’articolo di presentazione della sfida di Sassari, ma Pesaro i conti non li deve più fare, perché sa che in caso di vittoria, si salverebbe, mentre in caso dovesse perdere e Capo d’Orlando vincere, retrocederebbe, vi sembra semplice? Si, ma non era così scontato solo due settimane fa, manca l’ultima impresa, ma non sarà per niente facile portarla a compimento.

Immagine 9209DAGLI ALTRI PARQUET

Milano supera agevolmente Pistoia e si conquista la possibilità di giocarsi il primo posto nello spareggio contro Venezia di mercoledì. Brescia blinda il suo terzo posto superando Torino al supplementare, mentre la quarta piazza se la giocheranno Trento e Avellino tra due giorni nello scontro diretto, dopo che le due formazioni hanno battuto, rispettivamente, Sassari e Bologna, conquista i playoff anche Varese, che supera Cremona, coronando così una grandissima rimonta, ricordando che dopo 14 giornate aveva solo 2 punti in più della Vuelle, mentre per accedere alla post season, Cantù dovrà aspettare l’ultima giornata, dopo aver perso al fotofinish a Capo d’Orlando, in un penultimo turno che ha visto Brindisi conquistare la salvezza matematica, grazie al successo casalingo su Reggio Emilia.

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