La Vuelle è ancora in serie A: brutta sconfitta a Sassari (81-112) ma pure Capo d’Orlando va ko

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9 maggio 2018

Esultanza Vuelle contro Pistoia (Foto Filippo Baioni)BANCO DI SARDEGNA SASSARI – VICTORIA LIBERTAS PESARO 112-81
BANCO DI SARDEGNA SASSARI: Spissu 2, Bostic 13, Bamforth 22, Planinic 18, Devecchi 0, Bucarelli 4, Pierre 4, Jones 10, Stipcevic 15, Hatcher 5, Polonara 19, Tavernari 0. All. Markovski
VICTORIA LIBERTAS PESARO: Omogbo 8, Ceron 7, Clarke 18, Mika 17, Bocconcelli 0, Ancellotti 3, Braun 19, Crescenzi ne, Monaldi 6, Serpilli 3, All.Galli
ARBITRI: Baldini, Weidmann, Belfiore
PARZIALI: 28-14, 29-22, 30-24, 25-21

SASSARI – Siamo ancora in serie A! Pesaro gioca una delle peggiori partite stagionali, perdendo per 112 a 81, un match che l’ha vista sempre sotto dal primo minuto, ma poco importa, perché Capo d’Orlando perde nettamente a Cremona e, grazie alle incredibili vittorie ottenute contro Milano e Venezia nelle ultime due giornate, la Vuelle mantiene due punti di vantaggio sui siciliani e, per la terza volta, negli ultimi sei anni, si salva all’ultima giornata. Poco da dire sulla partita, con i soliti Clarke, Mika e Braun che si sono fatti vedere, mentre la difesa è tornata quella colabrodo che ben conosciamo, ma poco importa stasera, per i processi ci sarà tempo tutta l’estate, stasera si deve festeggiare una salvezza, a lungo tempo inseguita e raggiunta proprio all’ultimo respiro.

PRIMO QUARTO

Vuelle senza Pablo Bertone, che non è riuscito a recuperare dall’infortunio al quadricipite, problema che coach Galli spera di risolvere con capitan Ceron, nello starting five insieme a Clarke, Braun e la coppia di lunghi composta da Omogbo e Ancellotti, mentre Sassari è al completo e parte subito forte con un gioco da quattro punti di Bamforth e sul 6 a 0 per la Dinamo, coach Galli chiama prontamente timeout, perché l’inizio del match dei suoi giocatori non gli è piaciuto per niente, ci vogliono quasi tre minuti per assistere al primo canestro biancorosso, ma il Banco vola, con la tripla di Stipcevic, sul 13 a 2 e coach Galli mette sul parquet Monaldi e Mika per dare una scossa ad una Vuelle scesa troppo nervosa in campo, che dopo quattro minuti si ritrova sotto di ben 13 lunghezze, dopo un paio di errori, Clarke trova il suo primo canestro in entrata, ma la difesa pesarese sembra una lontana parente di quella vista solo tre giorni fa e lascia troppo spazio agli attaccanti sardi, Braun trova la tripla dall’angolo del meno 10, ma con sette punti segnati in sette minuti non si va troppo lontano, anche se Clarke con una tripla e Mika con una schiacciata, tentano di dare una svegliata ad una Vuelle distratta e pasticciona, che chiude il primo quarto sotto per 28 a 14.

SECONDO QUARTO

Difficile capire come recuperare questo disavanzo, dato che la difesa non sembra in grado di contrastare la maggiore fisicità avversaria e l’attacco non è riuscito finora a trovare il modo di coinvolgere Omgbo e Mika nei giochi, due triple dei padroni di casa, portano il Banco di Sardegna sul 34 a 16, in un quarto, dove la linea dei tre punti è terra di conquista per tutti gli attaccanti sardi, e sulla quarta tripla segnata, la Dinamo vola sul 40 a 18, costringendo coach Galli a chiamare timeout, anche se le carte da giocare non sono poi tante, a parte le solite triple di Clarke, che sbaglia due liberi consecutivi, evento rarissimo che non lascia presagire nulla di buono per questa serata, Polonara infila la quinta tripla consecutiva per i padroni di casa, Bamforth la sesta e il 48 a 23 sul tabellone è la logica conseguenza di una difesa che, continuando così, al 40esimo subirebbe 120 punti, qualche segnale di vita arriva da Ancellotti, che segna una tripla centrale (51-32) e dai liberi segnati da una Vuelle, che sfrutta il bonus dei falli esaurito dai padroni di casa, anche se Monaldi ne sbaglia un paio di troppo e, soprattutto, non puoi pensare di vincere, se in venti minuti hai subito ben 57 punti, segnandone solamente 36.

Le statistiche di metà partita evidenziano il dominio di Sassari, che ha segnato ben 10 triple delle 19 tentate, ha preso più rimbalzi (19-14), ha distribuito più assist e perso meno palloni.

TERZO QUARTO

21 punti da recuperare, sembrano una montagna troppo impervia da scalare per la Vuelle vista nel primo tempo, a meno di un clamoroso crollo delle percentuali sarde, che finora hanno sempre punito tutte le disattenzioni della difesa pesarese, si ricomincia, con la palla che arriva dentro l’area a Braun e Mika, ma non si possono lasciare cinque metri di spazio a Polonara, che dopo aver messo la tripla, segna da sotto il 64 a 40, arriva la prima tripla di capitan Ceron, a secco finora, un lampo in una serata negativa, ma di lampi ce ne vorrebbero parecchi, anzi servirebbe una vera e propria tempesta, per sperare di riavvicinarsi ad un Banco di Sardegna che naviga tranquillamente sui venti punti di vantaggio (69-45) e che dopo aver fatto il break con le triple, lo mantiene servendo il pallone dentro l’area ai suoi lunghi, con i vari Planinic e Jones che non trovano grande opposizione, ma non la trova neanche Bucarelli, che fino a qualche settimana fa, giocava a Cagliari in Legadue e che è riuscito a segnare un paio di canestri comodi comodi. Pesaro arriva a quota 50 punti segnati, dopo 26 minuti, ma è sempre sotto di 23 lunghezze, con il solo Clarke che sembra non voler mollare, mentre i compagni falliscono troppe triple aperte, un problema che Pesaro si porta dietro fin dalla prima giornata e che non è mai stato in grado di risolvere, Braun raggiunge a quota 15 punti segnati, il suo compagno Clarke, anche se il miglior realizzatore del match, rimane sempre Bamforth, già a quota 22, in un terzo quarto dove le due squadre si sono impegnate il giusto, con il Banco di Sardegna che lo chiude in vantaggio per 87 a 60.

ULTIMO QUARTO

L’attenzione ormai è tutta spostata, su quello che sta succedendo a Cremona, dove la Vanoli è avanti di 17, mentre a Sassari si assisterà ad un lunghissimo garbage time, una costante nel campionato della Vuelle in trasferta, dato che questa di Sassari sarà l’ottava sconfitta con un margine vicino o superiore a 20 punti, sulle 15 disputate, si va avanti, giusto per rimpinguare le statistiche individuali e la curiosità di conoscere, quando il Banco di Sardegna supererà quota 100 punti – al 36esimo – si fa vedere Mika, con un paio di giocate dentro l’area, con il mormone che si giocherà con Clarke e Braun, il platonico titolo di miglior marcatore odierno della Vuelle e coach Galli chiama timeout, soprattutto per prolungare la partita e conoscere il prima possibile il risultato delle Betaland, arriva il più 30 (104-74), ma ormai conta poco, perché a Cremona la partita sta finendo e Capo d’Orlando non riuscirà a recuperare il netto disavanzo e alle 22.10, arriva la sicurezza di poter disputare, anche la prossima stagione, il campionato di serie A, qualche minuto dopo, arriva anche il risultato finale, di una partita senza storia, che il Banco di Sardegna vince col punteggio finale di 112 a 81.

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