Ritorna la Mille Miglia in una Pesaro protagonista ieri e oggi

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15 maggio 2018

Maggi, Mazzotti, Castagneto e Canestrini: gli inventori della Mille Miglia

Maggi, Mazzotti, Castagneto e Canestrini: gli inventori della Mille Miglia

PESARO – Farà tappa a Pesaro nella mattinata di giovedì la Mille Miglia, “la corsa più bella del mondo” come la definì Enzo Ferrari, un appuntamento che coinvolgerà gran parte del territorio. Secondo la tabella di marcia intorno alle 8,30 dopo essere scese dalla Panoramica San Bartolo, dove sono in programma alcune prove cronometrate valide per la classifica, le 450 protagoniste di questa “leggenda”, percorreranno viale Gorizia/ ponte sul Foglia, via Canale, via Porta Rimini, via Belvedere, via Passeri, P.zza Lazzarini, via Branca per arrivare in Piazza del Popolo, dove ci sarà un controllo a “timbro”, e si potranno ammirare da vicino i “gioielli”, che sosteranno per il breve tempo che richiede l’operazione. Ripartiranno alla volta di Tavullia attraversando altre zone della città. Ma la Mille Miglia a Pesaro riserva domani sera, mercoledì, un prologo di prestigio, con l’arrivo in Piazza del Popolo intorno alle 21, del “Tribute To Ferrari”, con oltre cento modelli del Cavallino di ieri e di oggi, che come di consuetudine precedono la “Classica”. Ci saranno anche qualche decina di Mercedes che partecipano al “Challenge” riservato alle auto di Stoccarda, rinnovando così la “sfida” attuale in F.1.

La MM con Pesaro ha sempre avuto un legame particolare, nelle 24 edizioni della gara “vera” disputatasi dal 1927 al 1957, la nostra città, tranne che nel 1940, edizione ridotta a 1.000 km, corsa sul “quadrilatero” Brescia-Cremona-Mantova-Brescia a causa del secondo conflitto mondiale, è sempre stata presente nel percorso di gara. Con un pizzico di fantasia e immaginazione, riavvolgendo nella memoria i racconti dei nonni e papà, attraversiamo brevemente la storia di questo fenomeno del nostro costume, che sa di un po’ di fiaba e al tempo stesso di sfida per l’uomo e per le auto, ancora oggetti poco diffusi e “curiosi”, che grazie alla MM sono diventati patrimonio di tutti. Iniziamo a “vedere” i Conti Aymo Maggi e Franco Mazzotti, con l’amico Renzo Castagneto, che frequentando i Caffè bene di Brescia decidono di sfidare il circuito di Monza, che ha scippato la loro città del Gran Premio d’Italia. I “tre moschettieri” come nel romanzo di Dumas diventano quattro con l’inserimento del giornalista Giovanni Canestrini, primo cantore del mondo dei motori.

Così il 26 marzo del 1927, inizia la “leggenda” della MM, Il primo alloro va Minoia- Morandi che a bordo di un “OM”, percorrono i 1.600 km della sfida alla allora “impossibile” media di 77,3 km/h. Con il nostro… viaggio nel tempo, spostiamoci al “Curvone” di viale Della Vittoria, dove fin dalla notte sfrecciano i bolidi, con al volante i nomi che hanno fatto la leggenda delle corse e della MM stessa. Campari, vincitore nel 1928 e ’29, Varzi primo nel ’34, il mito Nuvolari trionfatore nel 1930 e ’33, ma protagonista di altre memorabili imprese lungo i 1600 km della gara. Borzacchini primo nel’32, l’asso tedesco della Mercedes Rudolf Caracciola, che si aggiudicò l’edizione del 1931, con il primato di essere stato il primo dei soli tre piloti stranieri che hanno vinto la MM in 24 edizioni. Scorrendo l’Albo d’ Oro, arriviamo a Carlo Pintacuda autore di una doppietta nel ’35 e ’37, nel 1936 è Antonio Brivio con l’Alfa Romeo a salire sul gradino più alto del podio di Viale Venezia a Brescia, nel 1938 ottiene la sua prima delle quattro affermazioni Clemente Biondetti, il toscano con il suo poker è il recordman della MM. L’ultima edizione prima dello stop per la seconda guerra mondiale, quella del quadrilatero, va al nobile tedesco Huschke Von Hanstein con la B.M.W 328. La leggenda della “Freccia Rossa” riparte nel 1947, il periodo bellico ha cambiato tante cose, anche il concetto di automobile sta evolvendosi così come le corse, con la voglia di ribellarsi al tragico passato e andare verso quel futuro, che farà delle quattro ruote e derivati, uno degli elementi “indispensabili” per l’uomo. Enzo Ferrari non è più al timone della Scuderia Alfa Romeo, il Drake sta realizzando il suo sogno, diventare costruttore di auto da corsa e conseguentemente sta dando il via alla sua “leggenda infinita”. Ma nel 1947 anno della ripresa della MM, sono ancora l’Alfa Romeo, all’ultimo dei suoi 11 successi, con Biondetti al suo secondo, a tagliare per primi il traguardo di Brescia. Nel 1948 inizia l’epopea Ferrari alla MM, per vincere viene ingaggiato proprio Biondetti, che replica e stabilizza il suo record, sempre con la “166 MM” l’anno dopo. Il 1950 la MM assume un tocco in più di glamour e romanticismo, quelli da trasmettere ai posteri per sempre, alludiamo al nobile industriale tessile Giannino Marzotto, che con il suo “doppio petto blu” e cravatta porta alla vittoria la Ferrari “195 Touring”.

Dorino Serafini secondo nel 1951 con la Ferrari 340

Dorino Serafini secondo nel 1951 con la Ferrari 340

La risonanza dell’accoppiata Ferrari-Marzotto, fa passare in secondo piano l’ impresa del nostro “grande” Dorino Serafini. L’asso pesarese, dopo i trionfi anteguerra in moto, sta costruendo una carriera che si annuncia altrettanto d’oro con le auto, Serafini è secondo con la Ferrari ufficiale dietro a Marzotto per soli 7 minuti dopo mille miglia, precedendo di ben 18 minuti un certo Manuel Fangio, che vincerà cinque titoli in F.1, ma mai la “Freccia Rossa”. Purtroppo l’anno successivo per Serafini la MM che tanto amava e che senz’altro poteva essere alla sua portata, si rivela una terribile nemica, infatti un grave incidente con la sua Ferrari, decreterà la fine della carriera di Teodoro per tutti Dorino.

In questo 1951 a vincere è ancora la Ferrari questa volta è la “340 America-Vignale” di Gigi Villoresi. Il 1952 è l’anno di Giovanni Bracco, con la Ferrari 250 Vignale, è l’acuto che lancia il forte pilota biellese nell’olimpo delle corse. Nel’53, questa volta con un pullover in “cachemire”, ritorna alla vittoria Giannino Marzotto che con la Ferrari 340 America, porta a sei i successi consecutivi del Cavallino. Il 1954 ad interrompere la sequenza Ferrari è ironia della sorte il “figlioccio” del Drake, quello che gli ha regalato i primi due titolo Mondiali di F.1: Alberto Ascari con la Lancia D24 Spyder Pininfarina.

Moss e Jenkinson alla MM record del 1955

Moss e Jenkinson alla MM record del 1955

Siamo al 1955 quello di una delle più belle e spettacolari edizioni della MM, caratterizzata dalla sfida fra Ferrari e Mercedes …tanto per cambiare. Lo squadrone tedesco si presenta a Brescia calando un poker d’assi assoluto, Moss, Fangio, Kling e Gendebien, la Ferrari sembra rifiutare la sfida, risponde comunque con piloti di valore: Castellotti, Taruffi e lo “stradista” Maglioli. La vittoria va così ad uno dei più forti piloti di tutti i tempi, Stirling Moss in coppia con il “barbuto” giornalista connazionale Denis Jenkinson. I due volano con la Mercedes 300 SLR Spyder, stabilendo la media record di sempre della MM , 157,650 km/h, coprendo i 1.957 chilometri in 10h 07’ e 48”. Se pensate alle strade di allora, alla gara che si svolgeva non completamente a strada chiusa, è spiegato il perché l’ impresa di Moss e della numero “722”, (i numeri della MM corrispondevano all’orario di partenza), rimane scolpita nella storia delle corse. Sir Moss oggi ottantottenne, è rimasto l’unico testimone di quei tempi eroici, e quando la salute lo permette si rimette al volante della “722” partecipando a rievocazioni storiche. Il 1956 ritorna il dominio Ferrari, con l’astro nascente Eugenio Castellotti, che fa volare sull’acqua la “290 MM Scaglietti”, in quella che senz’altro rimane l’edizione più difficile nella storia, con il diluvio ininterrotto dalla partenza all’arrivo.

Moss oggi con la Mercedes del record

Moss oggi con la Mercedes del record

Siamo al 1957, nessuno immagina che l’ultima vettura che scenderà dalla pedana di Brescia sarà anche l’ultima partente nella storia della Mille Miglia. Pomeriggio del 12 maggio, i bolidi sono nella fase finale della gara, la Ferrari è in grado di ottenere un poker in classifica, il nobile, play boy e pilota spagnolo Alfonso De Portago, in coppia con lo statunitense Edmund Nelson, è in lotta per la vittoria con gli altri compagni del Cavallino, Taruffi, Von Trips e Gendebien, Ferrari al controllo di Bologna non dà la classifica ai suoi per alimentare la sfida. De Portago che non ama le gare su strada, si impegna comunque al massimo un successo alla MM vale sempre tanto. La Ferrari “355 S” numero 531 sta percorrendo ad oltre 250 km/h i lunghi rettilinei della pianura mantovana, quando nei pressi di Guidizzolo lo scoppio di uno pneumatico fa sbandare violentemente la Rossa, De Portago tenta in vano di rimettere in careggiata il suo bolide, che colpisce alcune pietre miliari, l’effetto è un volo tra la folla assiepata nei campi, il bilancio è tremendo oltre a De Portago e Nelson periscono nove spettatori, fra cui alcuni bambini. E’ la fine della Mille Miglia e delle corse su strada, vince Piero Taruffi, con altre due Ferrari sul podio, senz’altro quello più triste per Ferrari, che subirà anche un lungo processo per questo episodio.

logo tribute ferrariComunque la Mille Miglia con il suo alone di leggenda, fatto di gioie e dolori, rimane ancora oggi, con la Rievocazione e gara di Regolarità un evento imperdibile, unico e suggestivo, …lasciamo il nostro viaggio nel tempo, mantenendo comunque la passione affolliamo le strade di Pesaro per assistere allo spettacolo “più bello del mondo” la Mille Miglia. Per gli orari ed il programma completo consigliamo di consultare il sito pesarourbino.aci.it, dove è disponibile una sezione dedicata alla MM.

Un commento to “Ritorna la Mille Miglia in una Pesaro protagonista ieri e oggi”

  1. orilio scrive:

    ciao,scrivi sempre storie basate sulla realtà!!!!!
    La tua penna è ” forte ” più della pietra!!!!!
    Distingui sempre il vero dal falso…..come un vero giornalista!!!!!( senza errori !)

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