Documenti, vaglia e assegni falsi per truffare le banche: la Polizia di Pesaro inchioda due pregiudicati campani

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19 maggio 2018

Foto Mobile-1PESARO – Arrestati in flagranza di reato due pregiudicati campani, una donna di 51 anni e un uomo di 42, rispettivamente per i reati previsti dall’art. 497 bis c.p. (possesso di documenti di identificazione falsi) e dall’art. 493 ter c.p. (sub specie della detenzione di carte bancomat abilitate al prelievo di denaro contante, di provenienza illecita) nonché indagati in concorso per tentata truffa, sostituzione di persona e ricettazione.

L’attività investigativa della Polizia è scaturita dalla segnalazione di personale di un istituto bancario di Pesaro, che aveva nutrito sospetti circa la genuinità del documento di identità presentato da una donna all’atto dell’apertura di un conto corrente bancario il 10 maggio precedente.

La donna in questione, che si esprimeva con spiccato accento napoletano, si era ripresentata in banca il 15 maggio ed aveva versato sul conto corrente un vaglia postale dell’importo di 3.800 euro, verosimilmente falso. Pertanto, all’uscita dalla banca, la donna veniva dapprima seguita e poi fermata  dal personale della Squadra Mobile ed identificata con le sue vere generalità.

Contemporaneamente, attraverso il pedinamento della donna, si riusciva ad individuare anche il suo complice che veniva fermato ed identificato. All’esito di perquisizione personale la donna veniva trovata in possesso della carta di identità falsa e di alcune matrici di assegni e vaglia postali anch’essi falsi. L’uomo veniva invece trovato in possesso di diverse carte e bancomat appartenenti a vari istituti di credito, di vaglia postali falsi per un ammontare complessivo di oltre 43mila euro nonché di ulteriori carte di identità false, con altre generalità, riportanti la foto della donna.

L’attività messa in opera dai due arrestati è sicuramente finalizzata alla consumazione di truffe in danno di istituti di credito su tutto il territorio nazionale,  attraverso un consolidato modus operandi consistente nell’aprire conti correnti con documenti di identità falsi; ottenere il rilascio di carte bancomat; depositare dopo qualche giorno assegni falsi per poi procedere, una volta ottenuto l’accredito, al prelievo di denaro contante presso sportelli ATM.

Entrambi gli arrestati risultano avere pregiudizi penali per reati contro il patrimonio (ricettazione e falsificazione di documenti, truffa, sostituzione di persona, peculato, furto, pirateria audiovisiva). La Squadra Mobile ha tuttavia ritenuto che tale attività non sia stata occasionale e sporadica, ma frutto di un collaudato sistema che implica una notevole capacità criminale; attività sicuramente condotta anche in concorso con altri soggetti di una organizzazione capace di produrre una pluralità di documenti di identità e tessere sanitarie codici fiscali falsi nonché titoli di credito falsi di ottima fattura, compresi caratteri alfanumerici prodotti tramite microforatura, capaci di trarre in inganno gli addetti al sistema bancario.

E inoltre emerso che l’importo ottenuto illecitamente mediante tale sistema fraudolento è stimato a livello nazionale in circa 5 milioni di euro.

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