Basket Serie A: le semifinali Milano-Brescia e Venezia-Trento sotto la lente di Pu24

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21 maggio 2018

PESARO – Da spettatori neutrali, ci auguravamo dei quarti di finale più combattuti ed equilibrati, invece tre serie su quattro si sono decise con un secco tre a zero, con la sola eccezione della sfida tra Avellino e Trento, conclusa comunque in quattro gare, con la Sidigas che, persa gara uno in casa, non è riuscita ad invertire il trend negativo, ma i tifosi del bel basket, si sono potuti consolare nel weekend, con le Final Four di Eurolega, svoltesi a Belgrado, dove il Cska da 37 milioni di budget, è arrivato ultimo e il Fenerbache di Datome e Melli, strepitoso in finale con i suoi 28 punti, ha dovuto cedere lo scettro al Real Madrid del fenomeno sloveno Luka Doncic, 19 anni appena compiuti, che si appresta ad essere scelto al numero uno o due nei prossimi draft Nba e che è stato eletto Mvp della manifestazione, con buona pace di chi pensa che a 19 anni, sei ancora un giovincello da svezzare e perdonare.

Nella parte destra del tabellone, quella occupata da quattro squadre lombarde, sono passate Milano e Brescia, ovvero le due formazioni che hanno giocato meglio per tutta la stagione, con la Germani che, nel girone d’andata, ha stupito tutti per il suo basket ordinato, ma efficace, mentre l’Armani, una volta liberatasi del macigno, soprattutto piscologico, dell’Eurolega, ha cominciato ad inanellare una serie di vittorie, che l’anno riportata al ruolo di favorita per lo scudetto, anche se non sarà facile, perché prima di affrontare probabilmente Venezia, nella finale, si dovrà liberare di Brescia, compito tutt’altro che semplice, dato che i ragazzi di coach Diana giocheranno con la tranquillità di chi non ha niente da perdere e proveranno in tutti i modi ad allungare la serie il più possibile.

Nella parte sinistra del tabellone invece, i campioni d’Italia di Venezia hanno superato senza problemi l’ostacolo Cremona, con la Vanoli già paga di aver raggiunto i playoff in extremis e tra Austin Daye la finale, c’è adesso da superare un ostacolo più ostico, rappresentato dalla Dolomiti Energia Trento, che ha superato anche abbastanza facilmente lo scoglio Avellino, vincendo in Irpinia gara uno e facendo valere il fattore campo in gare tre e quattro, dimostrandosi una squadra adatta alle sfide senza domani e giocate a distanza ravvicinata.

Le semifinali inizieranno giovedì, con il derby lombardo tra Milano e Brescia, si giocherà sempre al meglio delle 5 gare, con la formula 2-2-1 e si giocherà sempre ogni 48 ore, alternandosi naturalmente con l’altra semifinale, in modo che ogni sera si potrà assistere ad una partita, tutte trasmesse da Eurosport player, problemi tecnici permettendo, Eurosport 2 e Raisport..

2° EMPORIO ARMANI MILANO – 3° GERMANI BASKET BRESCIA

Per capire come sarebbe andata a finire la serie contro Cantù, sono bastati i primi dieci minuti di gara uno, dove Milano ha corso, difeso ed attaccato in maniera perfetta, non concedendo quasi nulla ad una Red October che ha capito subito che aria tirava e che, al Mediolanum Forum ha alzato quasi subito bandiera bianca, sperando magari di vincere davanti al suo pubblico, ma anche in gara tre, non c’è stata storia, con i giocatori di coach Pianigiani che hanno fatto valere il proprio predominio tecnico, trascinati da un Goudelock finalmente protagonista, con Andrea Cinciarini sempre a suo agio quando c’è da far ragionare la squadra e i vari Jerrels e Micov pronti a fare il loro dovere, anche se ancora non tutti stanno dando il 100% in casa Armani. Cantù non è riuscita a scatenare tutta la sua velocità e, a difesa schierata, Culpepper e Smith diventano giocatori quasi “normali”, ma coach Sodini può essere soddisfatto della stagione dei suoi ragazzi, sempre tra le prime otto del campionato, senza lasciarsi distrarre da discorsi extra cestistici, perché non è chiarissimo se Cantù abbia risolto tutti i suoi problemi economici, con la famiglia Gerasimenko che, in estate, per forza di cose dovrà far quadrare i conti e risolvere tutti gli eventuali carichi pendenti sulla società.

Varese invece, si deve mangiare le mani, per aver sprecato 15 punti di vantaggio in gara due e, soprattutto, 19 punti in gara tre, quella che sembrava già nelle mani di coach Caja, in un match dal punteggio basso, dove Brescia è stata bravissima a rimontare, “regalando” a Cain i due punti del 60 pari, a sette decimi dalla sirena, canestro che ha portato la partita al supplementare, dove la Germani, invece di subire il contraccolpo piscologico, ha continuato a giocare il suo basket, affidandosi come sempre alla regia di un ispirato Luca Vitali, ma non bisogna dimenticarsi del contributo fondamentale di David Moss e Ben Ortner, che di playoff ne hanno giocati parecchi e che non si tirano mai indietro se c’è da fare un passo in più, con Marcus Landry intenzionato a far vedere tutto il suo valore,

Varese si meritava di portare la serie almeno a gara 4, ma è mancata nei momenti topici, quando c’era da chiudere il discorso, invece di concedere a Brescia di rientrare, perché poi, nelle ultime azioni, tutto si resetta e vengono fuori pregi e difetti delle due squadre, Avramovic, Cain e Vene, hanno dimostrato tutto il loro valore, ma anche Ferrero e Tambone hanno dato una bella mano, in una Open job Metis, che è giusto ricordare, alla 14esima giornata, aveva solo due punti in più della Vuelle e che, nei prossimi mesi, è intenzionata a rinforzare la squadra, grazie ad un Consorzio che funziona a dovere, dove tutti, dal presidente allo sponsor, sono intenzionati ad aumentare il loro contributo, per riportare Varese in alto, sia a livello nazionale che internazionale, perché un progetto per funzionare, deve crescere ad ogni stagione.

Il pronostico di Pu24: Le partite facili per Milano sono finite, perché Brescia non ha nulla da perdere, gioca una bella pallacanestro e non vuole uscire da un campionato che l’ha vista protagonista fin dalla prima giornata, quando sembrava solo una meteora destinata a sparire, invece il lavoro paga sempre, sia a livello societario che sul parquet e la Germani non si lascerà intimorire dalla profondità del roster milanese, perché è chiaro che in ogni caso, l’Armani sia la favorita della serie, anche se dovrà fare attenzione soprattutto a gara uno, che si giocherà a otto giorni di distanza dalla fine dei quarti, dove Brescia proverà subito a fare lo sgambetto ai ragazzi di coach Pianigiani, altrimenti si giocherà il tutto per tutto in casa sua, dove Milano potrebbe anche fare il colpaccio in gara quattro: Milano – Brescia 3-1

 

1° UMANA VENEZIA – 5° DOLOMITI ENERGIA TRENTO

L'Umana Venezia all'Adriatic Arena (Foto Filippo Baioni)

L’Umana Venezia all’Adriatic Arena (Foto Filippo Baioni)

Era il quarto di finale più scontato e infatti Venezia, in tre gare, ha rifilato 69 punti complessivi di scarto alla Vanoli, già paga di aver raggiunto i playoff e che ha salutato la fine della carriera agonistica di Drake Diener, protagonista per tanti anni del nostro campionato, in casa Umana, il talento di Austin Daye comincia a farsi sentire, così come procede spedito l’inserimento di Edgar Sosa, ma a fare impressione è la profondità del roster veneziano, con 12 giocatori 12 sempre protagonisti e una rotazione degli otto stranieri, che le consente di mettere in tribuna un giocatore talentuoso come Dominique Johnson, il fatto poi di giocarsi tutte le eventuali belle tra le mura amiche del Taliercio, fa alzare la percentuale di poter ripetere l’exploit dello scorso anno, quando Venezia si è cucita sul petto, un tricolore che non sarà per niente facile strappargli dalla maglia.

E allo scudetto, ci era andata molto vicino Trento l’anno scorso, perdendo la finale contro Venezia e in casa Dolomiti, un pensierino all’ultimo atto lo stano facendo, dopo aver passato abbastanza agevolmente l’ostacolo Avellino, con un Diego Flaccadori che ha dimostrato di meritarsi il trofeo di miglior giovane del campionato, ma tutti i giocatori di coach Buscaglia sono sembrati in palla, da Shavon Shields a Dustin Hogue, con il solito Toto Forray leader silenzioso e regista in grado di far girare la squadra senza sbavature.

Avellino ha confermato di aver finito la benzina, tradita da Fesenko e Jason Rich, i due giocatori più rappresentativi e a nulla sono valsi gli inserimenti in extremis di Patrick Auda e Alex Rerifroe, bravi individualmente, ma che probabilmente hanno rotto i fragili meccanismi interni di coach Sacripanti, che ha dovuto inventarsi un turnover non gradito ai veterani.

Il pronostico di Pu24: E’ la riedizione della finale scudetto del 2017 e solo per questo, merita di essere seguita con attenzione, una sfida che si presenta molto equilibrata, dove il fattore campo potrebbe saltare un paio di volte e rimandare tutto a gara 5, perché è vero che Venezia ha un roster più lungo, ma Trento è ugualmente una squadra profonda, che ha dimostrato di avere tante frecce al suo arco, allenata magistralmente da coach Buscaglia, che proverà in tutti i modi a fare lo sgambetto ai Campioni d’Italia: Venezia-Trento 3-2.

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