Situazione Vuelle, per il Consorzio è il momento di “fare la conta”

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21 maggio 2018

Ario Costa (Foto Filippo Baioni)

Ario Costa (Foto Filippo Baioni)

PESARO – Mercoledì si farà la conta in casa Vuelle, in una riunione del Consorzio che potrebbe anche essere l’ultima con l’attuale sistema. E’ arrivato infatti il momento di sapere chi intende proseguire nell’avventura e chi invece deciderà di uscirne, occasione che se da un lato fa paura, perché in una società col budget più basso della categoria, l’uscita di metà dei proprietari, potrebbe rappresentare la pietra tombale sul futuro, dall’altra è l’occasione per rifondare il tutto, di fare piazza pulita di tutti quelli coinvolti per forza o per convenienza, e di creare un altro consorzio, più ristretto, dove le quote si alzano, con facce nuove al comando, magari più entusiaste di quelle attuali, con un main sponsor che “semplicemente” dovrebbe raddoppiare il suo contributo precedente, e con le altre aziende che potrebbero tutte porre il loro marchio sulle divise da gioco, sfruttando – in tal senso – le nuove regole stabilite nell’ultima riunione della Legabasket, che hanno allargato il numero di sponsor su canotte e pantaloncini.

A presiedere la Vuelle, se Ario Costa accetterà il suo nuovo ruolo dirigenziale federale, potrebbe essere un altro uomo legato al nostro recente passato, mentre alla guida del Consorzio, si dovrebbe insediare uno dei title sponsor, quelli che danno insomma il maggior contributo, un personaggio dotato di entusiasmo e buona volontà, magari meno permaloso di quello attualmente al comando, che faccia da apripista, per quello che potrebbe essere l’ennesimo anno zero della Victoria Libertas, anche se il rischio di andare incontro semplicemente alla fase zero è ancora alto, ma siamo arrivati ad uno dei momenti cruciali del basket a Pesaro, quello che farà da spartiacque tra una fine ingloriosa ed un inizio di una nuova avventura, che potrebbe anche riportarci nei quartieri nobili della pallacanestro italiana ed europea, basterebbe proporre un progetto serio ed ambizioso, dove tutti, e non solo pochi eletti, fossero sempre coinvolti in prima persona, sentendosi partecipi di ogni decisione, anche non quelle finanziare, perché chi salverebbe la pallacanestro a Pesaro, entrerebbe in un ristretto gotha, mentre coloro che la facessero affondare, sarebbero ricordati come i nuovi Amadio, con la piccola differenza che lui era un imprenditore abruzzese senza nessun legame con la città, mentre chi ha comandato finora in casa Vuelle, la pizza la mangia con la maionese e l’uovo sodo sopra.

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