Vuelle, la chiarezza questa sconosciuta. Pu24 analizza il nebuloso futuro del basket biancorosso

di 

24 maggio 2018

PESARO – Comunicazione e chiarezza, due qualità per cui l’attuale dirigenza della Vuelle non ha certamente brillato in questi cinque anni, e che con lo scarno comunicato di ieri sera (rileggi qui precedente articolo Pu24), ha forse toccato il suo punto più basso, in una giornata in cui i tifosi attendevano con ansia, dei chiarimenti dalla riunione del Consorzio svoltasi nella tarda serata.

Analizziamolo parola per parola: “A conclusione del cda, convocato per analizzare lo stato delle cose in vista della prossima stagione sportiva, dopo un confronto franco e costruttivo, sono ulteriormente emerse le difficoltà del momento” un giro di parole per dire che in cassa ci sono pochi soldi, ma questo lo avevamo capito da un pezzo, con la speranza che questo confronto sia stato veramente costruttivo e non distruttivo.

Il comunicato poi prosegue: “La posizione del presidente Ario Costa, fulcro della discussione, resta sospesa”, ma perché è il fulcro della discussione? Dovrebbero esserlo la ricerca del nuovo sponsor o di nuovi consorziati, non quello di un presidente in uscita, per quanto meritevole della stima dei pesaresi per tutto quello che ha fatto in questo ultimo lustro, ma che rimane comunque un presidente senza portafoglio, stipendiato dalla Vuelle e che, al di là degli attestati di stima, potrebbe essere sostituito da una figura altrettanto stimata e capace, il comunicato infatti prosegue dicendo “in attesa di un’eventuale sostituto”, cosa ovvia dato che per regolamento, uno che firma i contratti lo devi avere, ma capiamo meno la frase “ o in alternativa, di una convincente soluzione, tesa a garantire una continuità quantomeno dignitosa alla società”, quale soluzione? Ribadiamo che la figura del presidente è obbligatoria per legge e un’alternativa non esiste e chiunque prenderà il posto di Costa, ci auguriamo sia una persona dignitosa e non il primo che passa sotto la sede di Via Bertozzini e che si offra al suo posto.

L’ultimo paragrafo del comunicato è quello più interlocutorio: “Proseguiranno fino al giorno limite indicato per l’iscrizione (29 maggio), tutte le iniziative tese a garantire un futuro alla società ed evitare la mancata ammissione alla massima serie” frase sibillina, che non chiarisce se, in caso di mancata iscrizione alla serie A, si proseguirà in serie A2 o se tutto finirà il 30 maggio.

Cosa manca in questo comunicato? Oltre ad una piccola dose di ottimismo, non vengono mai menzionati Luciano Amadori ed il Consorzio, la cui presenza è molto più importante rispetto a quella di Ario Costa, perché sono loro che dovrebbero tirare fuori i soldi in questa settimana e garantire l’iscrizione, che a questo punto è tutta nelle loro mani, perché se si fossero dimessi ieri sera, avrebbero dato la possibilità ad un’eventuale nuova cordata, di prendere il loro posto, ed invece, restando al comando, saranno i soli responsabili della situazione che si creerà in questi cinque giorni.

Ario Costa

Ario Costa

Si sono poi dimenticati di chiarire se esistono debiti pregressi da coprire, o se i conti sono veramente in ordine come hanno sempre affermato e, se così fosse, sarebbe stato utile ribadirlo, dato che ormai è chiaro che serviranno nuovi investitori per andare avanti e se emetti un comunicato, che sembra più un bollettino medico di un malato terminale, difficilmente attirerai nuovi imprenditori.

Cosa succederà in questi cinque giorni che ci separano dal 29 maggio? Si aspetterà la riunione della Legabasket di lunedì prossimo, in cui Milano caldeggerà l’elezione di Ario Costa come nuovo dirigente e se venisse eletto, dovrà comunque proseguire nell’amministrazione ordinaria della Vuelle, che tradotto in parole povere, vuol dire firmare tutti gli incartamenti per l’iscrizione al prossimo campionato, da mandare in Legabasket entro il 30 maggio, per poi preoccuparsi a giugno, di trovare i 250.000 euro per la fideiussione, che negli anni precedenti, non è stata garantita con i soldi presi dalla cassa della Vuelle come si potrebbe pensare, ma da cinque componenti del Consorzio, che hanno messo 50.000 euro a testa per assicurare la partenza della stagione.

Per allestire una squadra di serie A, si deve partire da un montepremi stipendi lordo di ottocentomila euro, compresi allenatori e staff, quota minima stabilita dalla Legabasket per evitare che una squadra sia formata solo da dieci juniores, falsando così il campionato, e a quella cifra si devono aggiungere tutte le spese vive – benzina, buoni pasto, noleggio auto, affitti delle case dei giocatori – e quelle gestionali – costo dell’impianto, commercialista, bollette, affitto di Via Bertozzini, stipendi per tutte le persone che lavorano nella Vuelle, tasse federali e societarie – aggiungendo poi il costo del settore juniores e varie ed eventuali, diciamo altri ottocentomila euro, stando veramente stretti, insomma per potere almeno partire, serve più di un milione e mezzo.

Dove li andiamo a trovare? Ad essere ottimisti, si trova uno sponsor da mezzo milione, altri dieci che garantiscono altri cinquecentomila euro, con la speranza che il pubblico confermi il suo sostegno e versi nelle casse biancorosse la rimanenza – nella stagione 2016-17 la Vuelle ha incassato dal botteghino 605.000 euro – aggiungiamo i ricavi derivanti dalla pubblicità all’Adriatic Arena, rimborsi provenienti dalla federazione, qualche eventuale entrata derivante dal premio degli italiani, se si adotterà la formula del 5+5, e si potrebbe partire col mimino sindacale.

Ma avrebbe senso continuare in serie A, con il budget più basso della categoria? Vi diamo degli spunti per riflettere: nel basket il mercato è sempre aperto, ovvero in qualsiasi momento, si possono cambiare i giocatori stranieri, soprattutto se non pretendi di trovare un fenomeno, ma un onesto giocatore che sia disponibile per i motivi più disparati – il suo campionato è finito, è stato tagliato per motivi economici, etc. etc. – dandoti la possibilità di partire con cinque semi conosciuti o quasi, e provare a risalire la china nel corso della stagione, ma attenzione, anche il mercato economico in fondo è sempre aperto, perché nulla ti vieta di trovare nuove risorse strada facendo, o di trovare nuovi sponsor e partner intenzionati ad entrare in società.

Ma esiste ancora il pericolo reale, che tutto potrebbe finire e che la Vuelle non si iscriva a nessun campionato, anche se non capiremmo il perché, dato che non siamo falliti, ma “semplicemente” siamo diventati più poveri dell’anno precedente. Quello che non ci è ancora chiaro è se esiste veramente la volontà di proseguire da parte di questa dirigenza, che ogni giorno che passa, sembra sempre più distaccata e meno vicina alla tifoseria, o se Luciano Amadori e soci, saranno gli artefici della sparizione della Victoria Libertas dal basket italiano.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>