La Vuelle e il mercato che verrà

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5 giugno 2018

PESARO – Mentre stasera inizia la finale scudetto tra Milano e Venezia, le altre 14 squadre della serie A, stanno affilando le armi per la prossima stagione, quella che inizierà il 7 ottobre e in questi quattro mesi, a tenere banco saranno prima, le varie voci di mercato, e poi le firme sui contratti, cui seguirà la curiosità di conoscere se i vari general manager hanno fatto o no, un buon lavoro.

L’iter è pressoché identico per tutte le squadre, si comincia dall’allenatore, con le riconferme di quelli più meritevoli o la ricerca di nomi nuovi, cercando magari giovani coach pronti a fare il salto nella massima categoria, dopo aver fatto la gavetta nelle serie inferiori, poi, di solito entro il mese di giugno, viene sistemata la questione degli italiani, quelli che sono “obbligatori” avere nel proprio roster e anche qui, prima si cerca di confermare quelli più meritevoli di rimanere al proprio posto e poi si dà un’occhiata a quello che c’è in giro, con i prezzi che rimangono sempre troppo alti per il loro valore effettivo, specialmente in una stagione come quella che ci aspetta, dove molte formazioni opteranno per il 6+6, formula che garantirà una decina di contratti in più, e dove le tre promozioni previste dalla serie A2, faranno spendere qualche euro in più a società come Treviso, Fortitudo, Siena, Biella, Verona e Udine, che vorranno approfittare della situazione per ripresentarsi in serie A.

Poi a luglio, sarà la volta degli stranieri, con un sistema simile a quello applicato per gli italiani, anche se qui intervengono altri fattori, soprattutto per quelli bravi, che mirano a contratti più remunerativi, che solo le squadre estere possono garantire, mentre quelli “nella media” puntano in ogni caso ad alzare il loro stipendio, la novità è che non ci sarà più la caccia al comunitario, con la nuova regola che non fa più distinzione tra extra e comunitari vari, quelli con passaporto di comodo che tanto sono andati di moda in questi ultimi anni, e si tornerà a guardare con maggior attenzione al mercato statunitense vero e proprio, la ricerca degli stranieri proseguirà fino a tutto settembre, per presentarsi pronti all’appuntamento con la prima giornata del campionato.

Queste regole di mercato verranno seguite, almeno in parte, anche dalla Vuelle, che infatti per primo, sta cercando di chiudere il discorso con Cedro Galli, già sotto contratto per la prossima stagione, con la decisione da prendere, di comune accordo, se rimarrà head coach o tornerà a fare il vice, non di Spiro Leka, che tornerà al settore juniores, ma eventualmente di un allenatore più giovane, proveniente dalla serie A2, ma non ci aspettiamo troppe sorprese e crediamo che Galli rimarrà saldo al suo posto.

Massimo 'Cedro' Galli (Foto Filippo BaionI)

Massimo ‘Cedro’ Galli (Foto Filippo BaionI)

Poi si passerà agli italiani, con capitan Ceron, ancora sotto contratto per un anno, che potrebbe lasciare Pesaro dopo tre stagioni, mentre Serpilli verrà mandato in prestito in serie A2, discorso da chiarire anche con Ancellotti, che ha dimostrato di essere un buon cambio e con Monaldi, desideroso di riscattarsi, dopo una stagione sotto le aspettative, ma probabilmente si tornerà a sondare il parco italiani della serie A2, con il solito sistema “noi ti diamo di meno, ma almeno giochi in A1”, con la speranza di trovare giocatori all’altezza della situazione.

Per gli stranieri, molto dipenderà dalla conferma di Clarke, richiesta a gran voce dal pubblico pesarese, anche se abbastanza onerosa per adesso, ma Rotnei sarebbe uno dei due stranieri con esperienza auspicati da Galli, per una Vuelle che per forza di cose, dovrà firmare tre rookies, mentre il quinto, che non dovrebbe essere Taylor Braun, troppo costoso, dovrebbe provenire dal campionato italiano, con un occhio di riguardo al settore lunghi.

Ma Pesaro, ha un’altra incombenza da compiere, una che le altre 15 squadre non hanno, ovvero la famigerata ricerca del main sppnsor, per rimpinguare una cassa societaria che continua ad essere più vuota rispetto all’anno scorso, anche se la ricerca continua a 360°, soprattutto sotto la voce Adriatic Arena, nome che si vorrebbe mandare in pensione al più presto, sostituito da quello che verrebbe abbinato anche alla Vuelle. Tutte le piste sono ancora aperte, ma ad avere fretta, come al solito, siamo noi e non le aziende che devono valutare il tutto, anche il fatto che per tutta l’estate il palazzone della Torraccia è occupato dal Rossini Opera Festival, manifestazione sicuramente prestigiosa, ma rivolta ad un pubblico elitario, diverso magari da quello che andrebbe a vedere i concerti dei vari Jovanotti, Laura Pausini e Biagio Antonacci, che infatti si sono esibiti a Bologna ed Ancona, “problema” che si potrebbe risolvere quando il Rof tornerà in Viale dei Partigiani al PalaScavolini, ma sulla possibilità che si possa trasferire nell’estate del 2019 non ci crediamo troppo. Toccherà al Comune, tramite l’Aspes, che ha la gestione del Palas della Torraccia, darsi da fare, perché il piano B, quello che prevede di far diventare main sponsor, una delle attuali aziende già presenti sulla maglia, non porterebbe molti soldi in più nelle casse, mentre uno sponsor nuovo di zecca, con i suo 600-700 mila euro, risolverebbe parecchi problemi.

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