Vuelle, dopo Monaldi e Ancellotti si aspetta Bertone e… un nuovo main sponsor

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28 giugno 2018

Pablo Bertone (Foto Filippo Baioni)

Pablo Bertone (Foto Filippo Baioni)

PESARO – Dopo le firme di Monaldi ed Ancellotti, potrebbero passare alcuni giorni prima dell’arrivo di nuove ufficialità in casa Vuelle, con il rinnovo di Bertone, che potrebbe richiedere più tempo del previsto, dato che Pablo ha chiesto un ritocco al suo contratto, visto che l’anno scorso era stato lo straniero meno pagato del lotto e, anche se non potrà giocare da italiano la prossima stagione, qualche euro in più lo potrebbe guadagnare in giro per il Belpaese, nel frattempo, se lo volete vedere all’opera con la maglia della nazionale italiana del 3 contro 3, vi dovrete collegare domani col canale youtube della Fiba, con l’Italia impegnata alle 17.30 contro Israele e alle 21 contro la Francia, in un girone a tre, dove passano le prime due, con le semifinali in programma sabato sera alle 21.

La conferma o meno di Bertone, potrebbe aprire scenari interessanti anche nella costruzione della squadra, con il passaggio al 6+6, legato al discorso del main sponsor, visto che l’operazione costerebbe almeno centomila euro, tra luxury tax e un paio di contratti in più, ma una Vuelle con Bertone, Monaldi, Ancelotti e Serpilli partenti dalla panchina e un quintetto formato da cinque americani o comunque cinque stranieri, apparirebbe già maggiormente competitiva, rispetto alla versione che prevedrebbe Bertone in quintetto e un italiano – Uglietti? – come guardia di riserva.

Si torna così al famigerato main sponsor, con qualche bella novità che potrebbe arrivare da Milano, dove uno degli sponsor “minori” dell’Armani, potrebbe lasciare l’Olimpia, per passare in riva al Foglia, minore mica tanto, se considerate che i campioni d’Italia, hanno come secondi sponsor la Luxottica e la Bmw, due colossi del settore, che versano nelle casse della società del presidente Pioli, cifre superiori al milione di euro, e che, di conseguenza, anche le aziende che invece di essere di essere gold sponsor, sono semplici official partner, versano un contributo vicino al mezzo milione, cifra che, magari aumentata di qualcosina, servirebbe per diventare main sponsor della Victoria Libertas, se ne saprà di più nel weekend, quando le due parti si dovrebbero rincontrare.

Aspettando buone notizie, se ne avete l’occasione, date un’occhiata all’intervista, pubblicata sulla Gazzetta dello Sport odierna, a Luigi Scavone, presidente dell’Alma Trieste, squadra neo promossa in serie A, perché ci sono due-tre notizie che interessano da vicino anche Pesaro: la prima è che ha dichiarato, che tre anni fa, era stato contattato anche dai dirigenti della Vuelle, per acquisire la società, affare sfumato perché “non si sentiva pronto per compiere questo passo”. La seconda è che l’imprenditore di origine potentina, prima di acquisire nel dicembre 2015, la Pallacanestro Trieste, era intenzionato ad entrare nella Triestina Calcio, affare complicato, con il sindaco della città giuliana, che invece gli consigliò di comprare la società di basket, affare meno oneroso, ma prestigioso, giusto per ribadire il modo in cui le autorità cittadine, possano essere utili alo sport locale, non come bancomat dalle quali andare a chiedere denaro, ma come trait d’union tra società e imprenditoria, perché quando arrivi in una città nuova, contare sull’appoggio delle istituzioni locali, è sicuramente indispensabile. Nell’intervista si parla anche di cifre, un tabù in casa Vuelle, con i dirigenti triestini che affermano di aver speso un milione e 800 mila euro l’anno scorso e pensano di spenderne 3 e mezzo per l’anno prossimo, puntando a fare un campionato di metà classifica, per poi provare a scalarla l’anno successivo, grazie anche al contributo dell’Allianz, che per i prossimi tre anni, sponsorizzerà il palazzetto di Trieste.

Queste sono le interviste che vorremmo rilasciassero anche i nostri dirigenti, quelle dove non manca la chiarezza e quelle dove soprattutto, si respira entusiasmo e non ci si piange sempre addosso, dove un progetto non solo si intravede, ma viene definito in ogni dettaglio, dove un presidente appena insediato, comunica ai suoi tifosi cosa voglia fare per il futuro, Trieste e Pesaro sono due città storiche per la pallacanestro italiana, accumunate dalla stessa passione e da due palasport moderni, almeno per le nostre latitudini, perché in America, due arene con vent’anni sulle spalle vengono già considerate obsolete, quello che per adesso le divide, e che in Friuli si respira un’aria nuova e frizzante, mentre in riva al Foglia, l’aria continua ad essere stantia, viziata da anni di immobilismo societario, con la speranza che, anche dalle nostri parti, arrivi una folata di bora, che spazzi via il malumore, portando finalmente una boccata d’aria nuova.

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