Rof 2018, per il 39° anno Pesaro ringrazia Gioachino Rossini

Da sinistra Abel, Sagripanti, Pizzi e Cucchi (Foto Amati Bacciardi)

Da sinistra Abel, Sagripanti, Pizzi e Cucchi (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – E’ sempre tempo di Rossini. A maggiore ragione nel 2018, 150° anniversario della morte del compositore pesarese.

La musica di Rossini ha preso per mano Pesaro, accompagnandola nel mondo. Insomma, se la città è conosciuta, lo deve soprattutto al suo figlio più illustre.

Peccato che… Ma no, oggi no, ce ne occuperemo domani per raccontare la colpevole distrazione di chi pure ha avuto l’onore di scrivere il nome del Cigno, fosse pure in un cartello stradale o in un’affissione pubblicitaria. Tenete a mente: Gioachino Rossini. Oggi non abbiamo alcuna voglia di polemizzare. Oggi la freschezza delle parole che hanno accompagnato la presentazione cittadina dell’imminente Rossini Opera Festival (11-23 agosto) ha mitigato la calura insopportabile.

“Corro in tutti i luoghi del Festival – ha raccontato con grande e felice sintesi, il maestro Ernesto Palacio, sovrintendente e allo stesso tempo direttore artistico del magico appuntamento – pure dovendo fare i conti con le temperature di questi giorni. E posso informarvi che tutto procede bene. Unico intoppo la rinuncia per motivi personali di Eleonora Buratto, soprano, che doveva essere protagonista del Concerto di Belcanto del 19 agosto”. La sostituisce la canaria Yolanda Auyanet.

App speciale per gli spettatori stranieri

Palacio, che da manager della cultura preferisce i fatti alle parole, si è augurato che il pubblico possa essere soddisfatto delle tre opere, altrettante novità nelle proposte, anticipando un’importante novità che mostra attenzione e rispetto per gli spettatori.

“Il 70 per 100 del nostro pubblico proviene dall’estero. Non tutti parlano o capiscono l’italiano. A loro disposizione ci sarà un’app da scaricare nei telefoni smart e nei tablet che permetterà la traduzione del testo in diverse lingue. Siamo lieti di soddisfare una richiesta che veniva avanzata da tanti spettatori. Un utilizzo che non distrarrà, perché la luminosità sarà bassa e allo stesso tempo sarà richiesto di silenziare i suoni”. App gratuita Lyri scaricabile da www.lyri.it

Seguendo il Rof praticamente dalla sua nascita, ci consentiamo un applauso a Palacio e a chi ha adottato la decisione. Da sempre gli spettatori stranieri rimproveravano il Rof per la carenza, oggi colmata.

Se c’è un rimprovero che tutti i melomani avanzano dal 2006, anno in cui il Rof fu obbligato a lasciare il PalaFestival per trasferirsi all’Adriatic Arena, è il dover vivere serate esaltanti in “una landa desertica”. Il grande impianto della Torraccia si presta alle manifestazioni sportive, ai convegni di massa, assai meno un evento culturale impregnato di magia, della magia delle note rossiniane.

Il Festival ha un nuovo sito web tutto da vedere

A proposito di tecnologia: Websolute, compagnia digitale con 10 sedi tra Italia ed estero e 150 dipendenti, ha realizzato il nuovo sito del Rossini Opera Festival. L’abbiamo visitato ed è bellissimo, con immagini suggestive e con tutta la storia del Rof, fin dalla prima sera, reperibile in una frazione di secondo. Tutte le informazioni in un attimo al servizio degli appassionati e degli spettatori. Complimenti a chi ha curato il progetto e a chi l’ha voluto per illustrare con 4 grandi sezioni l’edizione attuale, l’Accademia Rossiniana, quindi il futuro vocale del Festival, l’organigramma e la storia. Legittima la soddisfazione di Valentina Roberti, project leader che ha coordinato il lavoro sul progetto.

Il vice sindaco anticipa: al PalaFestival nel 2019. Effetto Ceriscioli?

Stamattina, nel corso della presentazione del Rof 2018, nell’hotel Alexander, il vice sindaco e assessore alla cultura Luca Vimini, che è anche presidente del Rof, ha annunciato che “sono incominciati i lavori per la sistemazione del palasport di Viale dei Partigiani, che diventerà PalaScavolini, e si confida di averlo disponibile per la prossima edizione del Festival, quella del quarantennale”.

Auguriamo a Vimini che abbia ragione. Se non sarà così, potrà comunque contare in futuro su quello che è stato definito il “fattore Ceriscioli”, l’ex sindaco avventuratosi in previsioni di recupero nefaste per il PalaFestival, ma alla fine premiato con l’incarico di Governatore delle Marche. Insomma, la previsione rimarrà sulla carta, l’attuale vice sindaco potrebbe ritrovarsi anche in Parlamento.

A parte gli scherzi, mica tanto eh, Vimini ha ricordato l’importanza delle celebrazioni del 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini (Passy 13 novembre 1868), con eventi che saranno illustrati il 23 agosto alle ore 20,30 dal vice sindaco e da Gianfranco Mariotti, presidente del Comitato delle Celebrazioni rossiniane. Invece, il 18 agosto, alle ore 20,30, il sindaco di Pesaro Matteo Ricci e il sovrintendente del Rof Palacio faranno il punto sullo stato di realizzazione del Museo Rossini e del PalaScavolini.

Gianfranco Mariotti, raccontando con ironia la domanda di chi, confondendo Torre del Lago Puccini con La donna del lago, chiedeva perché quest’ultima opera fosse stata inserita in passato nel Rof pure se pucciniana. Un aggancio per ricordare che Rossini conosce momenti di grande fama, ma anche di assoluta dimenticanza. Il merito se la sua sublime musica è stata recuperata alla fruizione di tutti è dovuto al rapporto tra Rof e Fondazione Rossini, alle scelte rigorose fatte dai musicologi.

Pizzi e il Barbiere: “Sorridere, non ridere, quei bricconi siamo noi”

Un momento del lavoro per l'allestimento de Il barbiere di Siviglia (Foto Amati Bacciardi)

Un momento del lavoro per l’allestimento de Il barbiere di Siviglia (Foto Amati Bacciardi)

A esaltare questo lavoro, soprattutto a ringraziare Rossini ci ha pensato Pier Luigi Pizzi, che “pure avendo nel mio repertorio 20 titoli rossiniani, mi cimento per la prima volta nel Barbiere. Che non è una farsa, non fa ridere, ma sorridere. Molte volte, i cantanti, se sentono le briglie sciolte, fanno di tutto per strappare un applauso in più. No, per essere felici basta la musica di Rossini, che ha il potere di farci sentire bricconi come i protagonisti sul palcoscenico. Insomma, noi siamo come questi personaggi. Lavoro con un bellissimo cast, con un direttore, Yves Abel, con il quale mi sono subito trovato in sintonia”.

Il ritorno di Abel e l’opera s’annuncia un grande evento

Il barbiere di Siviglia s’annuncia come un grande evento. Ne è convinto il direttore d’orchestra canadese che torna a Pesaro 18 anni dopo l’ultima presenza: La Cenerentola 2010. Tre anni prima aveva diretto un Barbiere decisamente triste, che Luigi Squarzina ambientò in una Siviglia lugubre. La sensazione è che Pizzi, che è la storia del Rof con le sue monumentali regie, già felicissimo lo scorso anno ne La pietra del paragone, esalterà il cast. “Giovani bravi e perfetti anche nel fisico per quest’opera”. Con lui, infatti, diversi protagonisti de La pietra: Maxim Mironov, Aya Wakizono, Davide Luciano e William Corrò.

“L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai – aggiunge Abel – è meravigliosa, eccellente il Coro del Teatro Ventidio Basso”.

I corsi e i ricorsi e la soddisfazione della pesarese Rosetta Cucchi

L'allestimento che Rosetta Cucchi ha voluto per Adina (Foto Amati Bacciardi)

L’allestimento che Rosetta Cucchi ha voluto per Adina (Foto Amati Bacciardi)

Il Rof regala corsi e ricordi.

“Nel Barbiere di ventun’anni fa ero al pianoforte con il maestro Abel. Oggi ho cambiato cappello e curo la regia di Adina, che vi sorprenderà”. Rosetta Cucchi è pesarese: “Nata con Rossini. Potete immaginare la mia soddisfazione di essere a casa mia”.

A dirigere Adina sarà il venezuelano Diego Matheuz, uno dei “figli” del Sistema di Abreu, perché se è vero che il “socialismo del petrolio” di Chavez e Maduro affama il suo popolo, in Venezuela è nata una delle storie più belle della musica.

Un Ricciardo e Zoraide stellare con Florez, Yende e Romanovsky

I protagonisti di Ricciardo e Zoraide (Foto Amati Bacciardi)

I protagonisti di Ricciardo e Zoraide (Foto Amati Bacciardi)

Ad aprire il 39° Rof sarà Ricciardo e Zoraide, che ha un cast straordinario. Non potrebbe essere altrimenti, con Juan Diego Florez nel ruolo, ma anche Pretty Yende (Zoraide) e il fantastico Sergey Romanovsky mattatore assoluto dell’edizione 2017. Giacomo Sagripanti, che ha partecipato alla presentazione odierna, ha sottolineato tutta la soddisfazione di potere dirigere un’opera che ha pagine da scoprire, tutte molto interessanti

Non lo scopriamo oggi che la musica di Gioachino Rossini è una gioia per l’anima. Pesaro può essere fiera di averlo al suo fianco, 150 anni dopo e per sempre.

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