Rof, oltre 7 minuti d’applausi a Ricciardo e Zoraide, qualche buuh per la regia

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12 agosto 2018

Ricciardo e ZoraidePESARO – Sette minuti e 10 secondi d’applausi, con qualche buuh alla regia, hanno salutato la conclusione della prima di Ricciardo e Zoraide, restituito alla fruizione dopo 22 anni di silenzio. Buuh che non provenivano dal loggione (nel caso dell’Adriatic Arena, la galleria), incredibilmente pieno a metà. Quasi incredibile, nella storia del Rossini Opera Festival, quando canta Juan Diego Florez, ancora una volta mattatore della serata. Pretty Yende non è stata da meno, conquistando l’unanimità degli spettatori, che alla fine si sono scatenati ritmando con il battito dei piedi il loro ringraziamento a tutto il cast, che merita ogni elogio. Solo un attimo di smarrimento, quando il duetto tra Ricciardo e Zoraide è sembrato bloccarsi. Scorreva il testo, ma le voci erano mute.

Un particolare tributo è stato riservato ad Ernesto (Xabier Anduaga), il tenore basco, erede del popolo che respinse, uccidendolo, il paladino Rolando.

Ai grandi applausi al direttore Giacomo Sagripanti aggiungiamo il nostro, ringraziandolo per la lezione offerta nell’incontro organizzato dalla Fondazione Rossini. Ha aiutato a capire meglio lo sviluppo dell’opera, che – onestamente – nelle prime due esecuzioni (1990 e 1996) non ci era piaciuta. Stasera, sì. Con il direttore e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il Coro del Teatro Ventidio Basso, e tutti i cantanti (Sergey Romanovski, Agorante; Pretty Yende, Zoraide; Juan Diego Florez, Ricciardo; Nicola Ulivieri, Ircano; Victoria Yarovaya, Zomira; Xabier Anduaga, Ernesto; Sofia Mchedlishvili, Fatima; Martiniana Antonie, Elmira; Ruzil Gatin, Zamorre), ci è piaciuta la regia di Marshall Pynkovski, assecondato dalle coreografie di Jeannette Lajeunesse Zinng, dalle scene di Gerard Gauci, dai costumi di Michael Gianfrancesco, dalle luci di Michelle Ramsay.

I balletti hanno dato vivacità all’opera, esaltando la bella musica di Rossini. I colori delle scene, caldi, hanno regalato piacere alla vista. Splendido il quadro del mare e la passeggiata con gli ombrellini illuminati dal sole. Ecco, non abbiamo capito i buuh, a meno che non siano per partito preso o per la laicità con cui Pynkovski si è avvicinato al confronto (storico) tra cristiani e mori.

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