Rof, ritorna Il viaggio a Reims con gli allievi dell’Accademia Rossiniana. Fra loro, Carles Pachón che sognava di giocare a calcio

di 

14 agosto 2018

Carles Pachón, baritono catalano vincitore di importanti concorsi

Carles Pachón, baritono catalano vincitore di importanti concorsi

PESARO – Il giorno di Ferragosto e venerdì 17, alle ore 11, nel Teatro Rossini, va in scena Il viaggio a Reims, uno degli appuntamenti più attesi del Rossini Opera Festival. Gli allievi dell’Accademia Rossiniana sono protagonisti dell’allestimento curato da Emilio Sagi, con i costumi di Pepa Ojanguren e ripreso da Elisabetta Courir. La cantata scenica rappresenta uno dei momenti più magici della storia del Rof.

Fra i giovani cantanti, uno ha una storia particolare. Da bambino, Carles Pachón, baritono catalano, giocava a pallone e puntava a entrare nella scuola calcio del F.C. Barcelona. Magari sognava di giocare con Leo Messi, ma i fatti della vita lo hanno portato dal sogno del Camp Nou, il “duomo” di Barcelona, al palcoscenico del Gran Teatre del Liceu, un altro tempio catalano, nel caso della musica.

“Ho dovuto lasciare il calcio per problemi al cuore. Ho scoperto un’altra grande passione: il canto”.

Le manca il calcio?
“Sì, molto. Giocavo in tutti i ruoli, come si fa da noi nelle scuole calcio, ma negli ultimi anni, prima di smettere, ero attaccante, mezzapunta”. Adesso è in carriera nel mondo della lirica. Lo scorso anno, Carles ha cantato, nel ruolo di Antonio, che lo vedrà protagonista anche nella seconda recita pesarese, nella co-produzione tra il Rossini Opera Festival, il Liceu di Barcelona e il Teatro Real di Madrid, per la regia di Emilio Sagi, la direzione di Giacomo Sagripanti e la partecipazione, fra gli altri, di Pietro Spagnoli, ma anche di Ruth Iniesta, Gurgen Baveyan e Marigona Qerkezi, già allievi dell’Accademia Rossiniana.

“Ho rivisto con piacere Sagripanti alla generale di Ricciardo e Zoraide e Pietro Spagnoli, che è Bartolo nel Barbieree a Barcelona era Don Profondo”.

Con Ruth, Marigona e Gurgen ha parlato dell’Accademia, si è interessato del Rossini Opera Festival?
“Siamo stati insieme un mese ed era logico informarmi sulle loro precedenti esperienze. Mi spiegarono dell’Accademia Rossiniana, che Ruth ha fatto con il maestro Zedda, e che studiare a Pesaro era una grande opportunità. In verità non sapevo se avrei presentato domanda. Poi ho avuto il piacere di conoscere il sovrintendente Ernesto Palacio, che era in Spagna a seguire il Concorso Alfredo Kraus. Il maestro mi ha chiesto se desiderassi venire a Pesaro, a fare l’Accademia Rossiniana. Perché no?, risposi. Sapevo del valore dell’Accademia, me ne avevano parlato molto bene. E adesso sono qui…”. Per la cronaca, Carles è il vincitore dell’ultima edizione del grande concorso che si tiene nelle isole Canarie. La cerimonia si è svolta il 29 settembre 2017 e Pachón è stato votato il migliore degli undici partecipanti. Carles è anche fra i 40 finalisti di Operalia Lisbona 2018, l’importante premio portoghese.

Docenti straordinari, un’esperienza fantastica”

Il baritono ha cantato nel concerto finale dell’Accademia, interpretando “Una voce m’ha colpito”, Aria di Batone da L’inganno felice, e si accinge a partecipare alle due rappresentazioni de Il viaggio, qual è il suo giudizio sull’esperienza pesarese?
“Un’esperienza fantastica. Non solo per le lezioni sullo stile rossiniano che impartiscono straordinari professionisti. A Pesaro si respira musica e ti aiutano a capire come si canta Rossini. Per un cantante giovane le lezioni che riceve nell’Accademia sono un aiuto prezioso. Un esempio: se hai il giorno libero, ti chiedi: cosa si fa? Bene, andiamo in spiaggia. Però qui impari che è meglio non starci troppo, perché prendere tanto sole non fa bene alla voce. Ho apprezzato molto le lezioni di Franco Fussi (fisiologia e tecnica del riscaldamento vocale) e di Frank Musarra (dalla funzione dei muscoli del tronco al canto)”.

Senza la sollecitazione di Palacio, avrebbe partecipato?
“Probabilmente no, anche se avevo ipotizzato di partecipare alle audizioni”.

Nelle edizioni passate abbiamo registrato l’entusiasmo degli allievi per le lezioni di Florez.
“La fortuna è avere Hugo Carrio quale direttore del Viaggio. Lui è molto amico di Juan Diego Florez. Così il tenore, oltre alla master class, è venuto altre volte a darci ulteriori indicazioni. Ascoltare i consigli di un grande referente rossiniano come Florez, che ha messo a nostra disposizione anche i piccoli trucchi per la nostra professione, è stato un arricchimento inestimabile”.

Lei ha detto a Operactual, la rivista leader nel mondo della musica iberica, che la carriera che ha intrapreso è dura e sottintende una grande solidità. La risposta incuriosisce. A quale solidità si riferisce?
“E’ un fatto molto personale. Sono nato a Navás, un paese di 6.000 abitanti nei Pirenei, in provincia di Barcelona. Lì, ci conosciamo tutti. Sono cresciuto insieme ai miei amici da quando avevo tre anni. Abbiamo concluso l’università insieme. Oggi vivo con un amico con il quale ho studiato. La carriera che ho scelto implica solidarietà perché ti porta lontano dalla tua gente. In più: sono figlio unico, legatissimo ai miei genitori. Quando non sono a Barcelona, vivo con loro, a Navás. È vero che quando lavori a una produzione, stai insieme con i colleghi anche più di un mese, ma poi l’opera finisce e tu sei solo. Magari li incontri di nuovo, o ne conosci altri, ma sei solo”.

In una recente intervista ha affermato che quando desidera rilassarsi ascolta Ingemisco, cantata da Luciano Pavarotti. Lo sapeva che Big Luciano trascorreva le vacanze a Pesaro ed è cittadino pesarese onorario?
“Oh, sì, nella sua villa davanti al mare. Purtroppo, di lui ricordo solo quando morì. Ero ragazzino. Quel giorno, le notizie parlavano solo di lui, come se il mondo si fosse paralizzato”.

Le piacciono Mozart e Rossini, ma sogna di cantare Verdi.
“Sono cose distinte. Oggi come oggi, la mia vocalità è adeguata alle musiche di Mozart e Rossini. L’età e la voce mi consentono d’interpretare personaggi di questi compositori. Nelle musiche di Verdi i ruoli di baritono sono riservati ai genitori. Non sono ancora in grado di farli, non sarei convincente. Però sto studiando lo stile verdiano. Uno diventa cantante verdiano con il trascorrere degli anni, acquisendo la carica psicologia di quei personaggi. Invece puoi cantare Rossini anche in giovane età se hai coloratura, tecnica e buon gusto per il Belcanto”.

Che cosa le piace di Rossini?
L’ho scoperto da poco: conosco Il viaggio a ReimsLa Cenerentola nel ruolo di Dandini. Mi piace Il barbiere di Siviglia e il ruolo di Figaro”.

Cosa canterà nel Viaggio?
“Il maestro Palacio mi ha proposto un esperimento: il 15 agosto canto Lord Sidney, che è un ruolo per basso. Non per un baritono quale io sono. Vedremo cosa succederà. Il 17 interpreto Antonio”. Il ruolo di lord Sidney è stato interpretato a Pesaro, per la prima volta, da Samuel Ramey, un grande.

Pesaro mi piace molto e adoro il Mobike”

Carles, come si è trovato a Pesaro?
“Meravigliosamente. Anche perché sono stato fortunato a trovare un posto in un Airbnb, dalla signora Gabriella, che mi segue come fossi suo figlio. Sono felicissimo. Mi prepara la colazione e mi chiede sempre di cosa ho bisogno. Per quanto riguarda la città, è piccola e hai tutto a portata di mano. Adoro il Mobike, il sistema di utilizzo delle biciclette. Sembra strano, ma Barcelona, pure più grande, è soprattutto città pedonale, in particolare nel centro. Nelle strade circolano molte auto e utilizzare le biciclette è pericoloso. A Pesaro, invece, ci si muove benissimo. È una scelta che apprezzo molto perché favorisce la mobilità sostenibile”.

Lei ama la Zarzuela, i drammi lirici spagnoli, ma è catalano. Come sta vivendo la situazione, indubbiamente difficile, della Catalunya?
“Una delle cose curiose è che la maggior parte dei compositori di Zarzuela sono catalani. Mi piace la Zarzuela e mi piacciono sia la cultura spagnola sia la catalana, che intendo come mie. I miei genitori hanno origini in Andalusia e in Estremadura, anche se le due famiglie sono nate in Catalunya, dove i loro padri si trasferirono per lavorare. Della situazione politica in Catalunya ciò che più mi preoccupa è quando accaduto il primo ottobre 2017. In un paese civile, democratico, nel 21° secolo, non può essere che si intervenga con la violenza, come nel secolo precedente. La violenza della Guardia Civil che entra nei seggi per sequestrare le urne è assurda. Se il governo centrale non voleva riconoscere i risultati del referendum, non era necessario intervenire con la forza e quindi la violenza per impedire il voto. Noi, e per noi intendo la Catalunya, volevamo votare, sì o no non importa: ce lo hanno impedito. Questa è la verità. Non è offensivo avere opinioni diverse, è la democrazia. È offensivo impedire ai cittadini di esprimersi”.

Durante l’intervista a Carles, abbiamo scoperto che il baritono segue con attenzione TV3, la televisione catalana in cui lavorano due amici di Pesaro: Lluís Canut e Jordi Robirosa, più volte nella città di Rossini per le partite internazionali tra l’allora Scavolini e la squadra blaugrana.
“Non li conosco personalmente, ma mi incantano. Io ascolto tutti i giorni TV3. Purtroppo, sembrano avere l’intenzione di eliminarla perché l’emittente trasmette in catalano. Sarebbe una pena. Io sono cresciuto con TV3 che informa su quanto accade senza inculcare alcuna idea. Il livello, il rigore, la professionalità con cui lavorano i i suoi giornalisti non la riscontro nelle altre emittenti”.

Un’ultima domanda: riguarda l’argomento con cui abbiamo aperto l’intervista, il calcio. Cosa pensa di Cristiano Ronaldo alla Juventus?
Mi dispiace. Per noi del Barça, affrontare il Real senza Ronaldo è peggio, perché una cosa è essere in competizione con il Madrid che ha Cristiano e un’altra farlo senza che lui sia in campo in maglia bianca. Vedremo cosa succederà”.

Accademia RossinianaIntanto, però, vediamo cosa accade sul palcoscenico del Teatro Rossini: Dal 2001 il Rof, all’interno del suo Festival Giovane, propone il Viaggio nell’interpretazione di giovani voci formatesi nell’ambito dell’Accademia Rossiniana (nella foto Amati Bacciardi alcuni sono impegnati nelle prove). L’ardua prova ha permesso a molti di loro l’accesso ai grandi palcoscenici internazionali, a cominciare da quello pesarese, che anche quest’anno ospita numerosi ex-allievi nel proprio cartellone. Lo spettacolo è quello, collaudatissimo ed esportato anche al Teatro Real di Madrid, al Liceu di Barcelona e al Maggio Fiorentino. Il maestro Hugo Carrio dirigerà la Filarmonica Gioachino Rossini. Nel cast delle due serate figurano Maria Laura Iacobellis e Aleksandra Sennikova (Corinna), Maria Barakova e Laura Verrecchia (Marchesa Melibea), Claudia Muschio e Larisa Stefan (Contessa di Folleville), Lusine Makaryan e Milla Mihova (Madama Cortese), Manuel Amati e Anatoliy Pogrebnyy (Cavalier Belfiore), Shanul Sharma (Conte di Libenskof), e Nicolò Donini (Lord Sidney), Petr Sokolov (Don Profondo), Igor Onishchenko (Barone di Trombonok), Pablo Gálvez e Alejandro Sánchez (Don Alvaro), Nicolò Donini e Pablo Gálvez (Don Prudenzio), Antonio Garés (Don Luigino), Milla Mihova e Maria Laura Iacobellis (Delia), Anastasia Medvedeva (Maddalena), Aleksandra Sennikova e Claudia Muschio (Modestina), Anatoliy Pogrebnyy e Manuel Amati (Zefirino/Gelsomino), Alejandro Sánchez e Carles Pachón (Antonio).
Il viaggio a Reims è trasmesso in diretta streaming sul sito web www.rossinioperafestival.it e sulla pagina Facebook del Festival, in collaborazione con Comune di Pesaro e Amat.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>