Rof, Alaimo e Rossini sciolgono anche il “cattivo” Remo Girone. Il trionfo del baritono palermitano-pesarese

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17 agosto 2018

I protagonisti di Grandi Scene Rossiniane (Foto Amati Bacciardi)

I protagonisti di Grandi Scene Rossiniane (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – Le musiche di Gioachino Rossini sciolgono l’animo anche dei cattivi. E chi è più cattivo di Tano Cariddi, il cattivo per eccellenza? Tano Cariddi, pardon Remo Girone, è stato conquistato da Rossini e da Nicola Alaimo, impareggiabile compagno d’avventura nelle Grandi Scene Rossiniane. Il baritono palermitano gigante dal cuore d’oro e il protagonista di uno sceneggiato tra i più famosi – la Piovra – sul palcoscenico del Teatro Rossini, oasi di fresco, in tutti sensi, in un pomeriggio caldissimo.

La bellissima voce di Remo Girone ha aperto l’appuntamento con una spiegazione ineccepibile: “Perché sono qui? vi chiederete. Intanto perché mi hanno scritturato”. Ovviamente non solo per questo.

Remo Girone, una bellissima voce nel Teatro Rossini (Foto Amati Bacciardi)

Remo Girone, una bellissima voce nel Teatro Rossini (Foto Amati Bacciardi)

Girone ha anticipato ogni singolo tema, illustrando i brani che di lì a poco avrebbe cantato Alaimo, accompagnato da venti componenti il Coro del Teatro della Fortuna Mezio Agostini, dall’Orchestra Sinfonica G. Rossini diretta da Michele Spotti.

Non solo brani cantati, anche due splendide sinfonie che hanno meritato gli applausi.

Girone ha giocato sui ricordi di Rossini, come quando ha ricordato che, al compositore pesarese che riproponeva in una nuova opera un brano già utilizzato in una precedente, uno spettatore abituale del teatro romano che ospitava lo spettacolo urlava: “Ben tornato, sor maestro!”.

Nicola Alaimo, davvero in gran forma, ha aperto con l’Aria del Duca “Cedi… Indietro. Ah qual voce d’intorno rimbomba”, proseguendo con uno dei brani che ha fatto la storia del Rof: dopo il coro “Dal ferro dal foco”, è arrivata la Cavatina di Maometto II “Sorgete, sorgete”, quella che, con la regia di Pizzi, ebbe per protagonista Samuel Ramey. Il suo “a Maometto intorno…” regala ancora brividi ai fortunati che furono presenti nel Teatro Rossini.

L'intensa ed emotiva interpretazione del baritono siciliano (Foto Amati Bacciardi)

L’intensa ed emotiva interpretazione del baritono siciliano (Foto Amati Bacciardi)

Fortunati anche gli spettatori che hanno scelto di seguire Nicola Alaimo. Un teatro colmo d’appassionati, soprattutto stranieri, ha esultato con il baritono siciliano, che ha scelto di vivere a Pesaro, dopo un’interpretazione magnifica.

E che dire di “Ah perché la conobbi?” e della successiva Aria di Lord Sidney “Invan strappar dal core” da Il viaggio a Reims, che – lo ricordiamo – torna venerdì mattina per la seconda e ultima rappresentazione con i giovani cantanti dell’Accademia Rossiniana fondata e diretta da Alberto Zedda. Alaimo era legatissimo al maestro scomparso l’anno scorso.

La bellissima sinfonia di Semiramide ha anticipato l’ultimo brano in programma: prima “Il dì già cade”, poi il Coro “Ah! La sorte ci tradì”, infine l’Aria Assur: “Deh… ti ferma… ti placa”, la cui conclusione è stata salutata da un boato.

Remo Girone ha giocato ancora con il pubblico: “Nicola mi dice che il bis…”.

Alaimo ha scelto di cantare l’Aria Guillaume “Sois immobile, et vers la terre” che lui ha eseguito magistralmente al Rof 2013. E il teatro ha rischiato di venire giù.

In una festa della musica, però, ha aggiunto Girone, bisognava chiudere con un brano allegro, divertente.

“Ma dopo basta!” ha intimato Alaimo, sempre dentro il gioco. E ha cantato in maniera fantastica l’Aria Don Magnifico “Sia qualunque delle figlie”. Bisognerebbe proporre la registrazione per farvi capire quanto il baritono sia stato bravo. I coristi erano incantati. Raramente abbiamo ascoltato un’interpretazione così rappresentativa del personaggio, perché – facciamo nostre le parole di Remo Girone – Nicola Alaimo non è solo un grande cantante, ma anche un grande attore”. Gli applausi finali hanno coinvolto anche il Cigno pesarese: Viva Rossini, ha urlato qualcuno da da un palco. Vero, verissimo, ma oggi anche viva Alaimo e viva Girone, viva il direttore Michele Spotti, viva il Coro del Teatro della Fortuna M. Agostini diretto da Mirca Rosciani e viva l’Orchestra Sinfonica G. Rossini. Soprattutto, viva il Rof!

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