Rof, un trionfo e qualche brivido per il Concerto di Belcanto di Michele Pertusi

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21 agosto 2018

Michele Pertusi nel Concerto di Belcanto (Foto Amati Bacciardi)

Michele Pertusi nel Concerto di Belcanto (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – Brividi, almeno un paio, nel trionfo pomeridiano di Michele Pertusi, eccellente Don Basilio nell’opera – Il barbiere di Siviglia – che saluta le serate che il 39° Rossini Opera Festival ha dedicato all’opera.

Se stasera cala il sipario su Adina, nobilitata dalla straordinaria presenza di Lisette Oropesa, domani sarà il turno del Barbiere firmato da Pier Luigi Pizzi.

L’allestimento dello storico regista ha raccolto unanimi, entusiasti commenti. Chi scrive non è stato da meno, ma onestamente si è fatto prendere la mano dal grande entusiasmo della prima di lunedì 13 agosto. Successive riflessioni inducono a maggiore cautela, di riesaminare un giudizio che sembrava assoluto, magari nella speranza di rivedere l’opera nella quarta e ultima rappresentazione.

L’intero cast, o quasi, del Barbiere, si è dato appuntamento lunedì pomeriggio nella platea e nelle balconate dell’Auditorium Pedrotti che ha ospitato il Concerto di Belcanto di Michele Pertusi, accompagnato al pianoforte da Richard Barker.

Abbiamo visto arrivare assai presto Pizzi con il suo aiuto regista Massimo Gasparon; il direttore Yves Abel in compagnia del figlio; Pietro Spagnoli e Davide Luciano; Aya Wakizono con famiglia. Non abbiamo notato Maxim Mironov, mentre ci è sembrato di scorgere Elena Zilio. Difficile vedere tutti in un Pedrotti che presentava un bel colpo d’occhio. Una presenza, con relativa accoglienza, che Pertusi ha gradito, subito autoritario, possente, nell’aria di Demetrio “Sì, tra i ceppi”, da Berenice di Georg Friedrich Händel.

Il primo brivido dopo l’esecuzione di “Per questa bella mano”, aria per basso KV 612 di Wolfgang Amadeus Mozart. Il basso emiliano stava per cantare “La speranza”, dai Trois choeurs religieux di Rossini, quando ha lasciato improvvisamente il palcoscenico. Un brivido pensando al recente malessere. Niente di tutto questo, per fortuna. E un applauso intenso, liberatorio, ha salutato il ritorno del cantante.

Altri due brividi, in seguito, ma solo per andare a prendere gli occhiali (Pertusi) e lo spartito (Barker).

Un concerto che ha sancito la stima del pubblico del Rof per uno dei più affermati protagonisti, non solo del Festival pesarese, che ha cantato un programma di grande intensità, che ha compreso anche Rossini, Bellini, Verdi, Ravel e Ibert. E l’aggiunta di tre bis con brani di Giuseppe Apolloni, Ambroise Thomas e dell’Anonimo che ha composto “Vieni… all’anima mia che piange e spera”), con particolare apprezzamento per “Fu Dio che disse”, da L’ebreo di Apolloni.

Applausi e complimenti: “Grande!”, con Pertusi a ringraziare con ironia: “Semmai grosso!”.

Pertusi e Barker lunedì nell'Auditorium Pedrotti (Foto Amati Bacciardi)

Pertusi e Barker lunedì nell’Auditorium Pedrotti (Foto Amati Bacciardi)

Applausi anche per le due esecuzioni al piano di Richard Barker, alla sesta presenza nei concerti del Festival.

Per tutti, anzi solo per chi ha in tasca il prezioso tagliando, l’appuntamento con Pertusi, e ovviamente con tutto il cast delBarbiere, è per le ore 20 di mercoledì 22 agosto, nell’Adriatic Arena, nella speranza sia l’ultima volta del Rof alla Torraccia. Ci sia consentito qualche dubbio.

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