Rof, la bellezza va oltre i numeri. Il sovrintendente Palacio anticipa i ritorni di Pratt e Iervolino, Jicia e Abrahamyan

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24 agosto 2018

Il sovrintendente Ernesto Palacio durante l'Accademia Rossiniana (Foto Amati Bacciardi)

Il sovrintendente Ernesto Palacio durante l’Accademia Rossiniana (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – Il bilancio del 39° Rossini Opera Festival è straordinariamente positivo. E non ci riferiamo ai numeri, diffusi oggi, su record di presenze e di incassi. Ché ogni anno è così. Abbiamo una convinzione, da sempre: il Rof non ha bisogno di mille presenze in più per confermare la sua grandezza, fatta di allestimenti, voci, direttori e musicisti di assoluto valore.

Anche quest’anno, Pesaro ha ospitato cantanti che sono la storia, non solo di Rossini. Chi può proporre in due settimane Flórez e Albelo, Oropesa e Barcellona, Romanovsky e Mironov, Pertusi e Spagnoli, Luciano e Yende? Doveroso fare i complimenti a Ernesto Palacio, sovrintendente del Rof, conoscitore unico di voci rossiniane.

Avete allestito spettacoli che sono piaciuti, esibito voci bellissime, utilizzato direttori di grande valore.
“Abbiamo avuto fortuna. Se c’è un merito, è lavorare con attenzione sul futuro. Sono pronti i cast del 2019 e del 2020 e c’è già qualcosa per quelli degli anni successivi. Anticipare i tempi, consente di scegliere cantanti liberi”.

I complimenti vanno estesi per le nuove voci, per i giovani cantanti che abbiamo potuto ascoltare nelle due rappresentazioni de Il viaggio a Reims e si presume si potranno ascoltare nel prossimo futuro.
“Ho fatto molte audizioni in giro. Carles Pachón, il baritono che ha fatto Lord Sidney nella prima compagnia, l’ho conosciuto a Las Palmas, dove ha vinto un importante concorso. Lui è molto giovane, ha 23 anni, ma gli ho proposto di venire all’Accademia e ha accettato. Altri li ho ascoltati in altri concorsi, come quello di San Pietroburgo, ma anche in audizioni a Mosca. Ritengo sia stata molto importante la preselezione. Per la prima volta, gli allievi hanno mandato i loro video. Così abbiamo evitato di fare arrivare a Pesaro persone provenienti da molto lontano. L’anno scorso, una cantante venne da New York, spendendo per biglietto aereo e albergo, per sentirsi dire che non era pronta. Chi supera la preselezione è invitato all’audizione”. Questa attenzione alle esigenze e alle spese dei giovani artisti vi fa onore.

Carles Pachón, intervistato da pu24.it, ha espresso tutta la sua soddisfazione per averla incontrata in occasione del Concorso Alfredo Kraus.
“Dove è stato premiato da una giuria molto competente, con tante personalità. Gli abbiamo assegnato il premio con grande piacere”.

Xabier Anduaga, il tenore basco protagonista in Ricciardo e Zoraide, aveva una parte piccola, ma ha ottenuto un successo incredibile.
“Anduaga ha a disposizione un materiale vocale straordinario e quando il pubblico l’ascolta cantare lo premia, a prescindere dalla parte, indipendentemente dal ruolo grande o piccolo. Già l’anno scorso fu notato ne Le siège de Corinthe, dove pure faceva un solo recitativo: colpì molto il suo timbro di voce. Xabier ha tante possibilità future e sarà con noi i prossimi anni, almeno nel 2019 e 2020. Poi vedremo cosa verrà fuori, ma noi contiamo sulle sue qualità”.

Può anticiparci qualcosa su altre voci che il pubblico del Rof ascolterà già nel 2019?
“Tornerà Jessica Pratt, protagonista in Demetrio e Polibio. Teresa Iervolino sarà la protagonista de L’equivoco stravagante. Nella Semiramide avremo un bel cast, con la coppia vincente de La donna del lago: Salome Jicia e Varduhi Abrahamyan”.

Rivedremo presto Lisette Oropesa, che dopo il successo in Adina s’accinge a cantare a Parigi diretta da Michele Mariotti?
“Stiamo parlando anche con lei, ma purtroppo non sarà possibile fino al 2022. Prima sarà impegnata oppure non ci sarà il titolo giusto per Lisette, che non è una voce rossiniana doc. Lei s’avvicina a Rossini e lo fa molto bene, ma dipenderà anche dall’opera che le si proporrà per consentirle di fare la bella figura di quest’anno”.

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