Kevin Schwantz accolto dalla fotomodella pesarese Camilla Rupalti

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5 settembre 2018

MISANO ADRIATICO (Rimini) – Martedi 5 settembre, l’ex “pilota kamikaze” lo statunitense Kevin Schwantz, in occasione del suo arrivo in Romagna, per assistere al Gran Premio di San Marino e della Provincia di Rimini, per potersi spostare dall’Hotel al circuito più agevolmente in questi giorni del Motomondiale, su concessione della Suzuki, si è recato a ritirare la moto V-STROM 1000 presso il Concessionario Ufficiale Suzuki per la provincia di Rimini, Ugolini Motorciclo.

Carriera nelMotomondiale di Kevin Schwantz: Esordio 1986 in classe 500 Stagioni dal 1986 al 1995 Mondialivinti 1 Gare disputate 104, Pole position 29,Podi 51,Gare vinte 25.

Kevin Schwantz, passato al motomondiale, viene scelto dalla Suzuki dove corre subito nella classe 500, nelle stagioni 1986 ed 1987. Degno di nota il fatto che durante il suo debutto, ad Assen, tra prove e gara cadde ben tre volte. Nella stagione 1988 vince l’inaugurale Gran Premio del Giappone ed il successivo  Gran Premio di Germania, ma nella classifica finale non andò più in là dell’ottavo posto. Terminata la stagione del motomondiale, nel novembre 1988 conquista il Gran Premio motociclistico di Macao, che si disputa ininterrottamente dal 1967 sul pericoloso tracciato cittadino di Macao. L’anno seguente vince ben sei gare del mondiale (quelle disputate in Giappone, Austria, Jugoslavia, Gran Bretagna e Brasile) ma si deve accontentare della quarta piazza.

Soprannominato “pilota kamikaze” per il suo stile aggressivo e funambolico, egli non possedeva una tecnica sopraffina ma sopperiva a questa mancanza con agilità, grip e frenata, specialità quest’ultima in cui era un maestro e che gli permetteva di realizzare grandi “staccate”. Il suo stile di guida, che risentiva del suo passato nel motocross, gli imponeva di pestare sulla pedana esterna alla curva, andando quindi in maniera veloce, ma rischiando in ogni caso la caduta: questa vocazione alla spettacolarità gli fece attribuire altri nomignoli, tra cui “pilota impossibile“, “esempio da non seguire” o, più semplicemente, “testa calda“.

Nel 1990 Schwantz arriva primo in cinque occasioni e con 188 punti è vicecampione della classe regina alle spalle di Wayne Rainey. Nel 1991 è terzo con lo stesso numero di vittorie, superato in questo caso anche dall’asso emergente Mick Doohan. Il 1992 è un anno piuttosto opaco, ma il successo (unico della stagione) conseguito nel Gran Premio d’Italia al Mugello contribuisce non poco ad aumentare la sua popolarità tra gli italiani.

Kevin Schwantzè uno dei primi sportivi ad avere un ottimo rapporto con la stampa: nessun giornalista tornava a casa senza un’intervista, e ciò gli permise di essere sempre difeso dai mass-media. Nel  vince due gare (in Giappone, suo circuito preferito, ed in Gran Bretagna) ma deve cedere alla strapotenza di Doohan. Un infortunio capitatogli al polso destro gli impedisce dapprima di terminare la stagione 1995 e poi gli impose il ritiro dal motociclismo professionistico. Il ritiro è stato annunciato in lacrime al Circuito del Mugello.Nel1993, seppur con quattro primi posti alle spalle, sembra destinato ad essere sconfitto nuovamente da Rainey,ma un infortunio capitato al grande rivale gli permette di vincere in scioltezza e di diventare per la prima volta campione del mondo della 500.

In segno di rispetto, la Federazione Internazionale Motociclismo ha ritirato il suo numero, il 34, dalle carene delle moto partecipanti al mondiale nella classe regina.

Dal 1996 al 2002 Kevin Schwantz si dedica al campionato NASCAR, correndo 18 gare e vincendone due. Attualmente egli risiede ad Atlanta dove insegna le tecniche di guida per motociclismo in una scuola specializzata.

A tutt’oggi, nel suo attuale ruolo di consulente e uomo immagine della Suzuki, Schwantz ha mantenuto la sua indole estremamente disponibile nei confronti di giornalisti e spesso anche di semplici appassionati. Prende spesso parte alle presentazioni stampa del marchio di Hamamatsu, segnatamente delle moto supersportive, scendendo in pista assieme ai giornalisti ed ai tester per gli immancabili turni di prove e le sessioni fotografiche e rispondendo, con estrema pazienza, a tutte le loro domande.

Il 6 novembre 2011, in occasione del Gran Premio motociclistico di Valencia, a Kevin è stata affidata la moto di Marco Simoncelli, per effettuare il giro d’onore in ricordo del pilota scomparso nel precedente Gran Premio della Malesia, in compagnia di tutti i piloti del motomondiale.

Mentre la fotomodella pesarese Camilla Rupalti, era nella stessa Concessionaria per un servizio fotografico sui nuovi motoscoter elettrici a 3 ruote  Goodyear Ego 2 e itangoho Doohan, la famiglia Ugolini ha colto l’occasione per fare un brindisi con Kevin Schwantz e signora, il responsabile Marketing Suzuki Andrea Simari, la fotomodella Camilla Rupalti e la mamma Mara.

LE FOTO DI AMATO BALLANTE

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