Vuelle dopo l’amichevole con Ravenna: starting five ok, luci ed ombre sulla panchina

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5 settembre 2018

amichevole montecchio

L’amichevole con Ravenna (Foto tratta dalla pagina Facebook Victoria Libertas)

PESARO – Non c’è molta differenza tra una partita di precampionato di calcio o di pallacanestro, così come non c’è molta differenza tra una partita settembrina del 2018 o di qualche anno fa. Gli allenatori dicono praticamente sempre le stesse cose: è stato un buon test, utile per mettere a posto i particolari, tra noi e loro c’erano un paio di settimane di differenza di preparazione e questo si è visto in campo, le sconfitte sono utili per far capire ai nuovi arrivati dove sono capitati, non ci eravamo ancora preparati per affrontare una difesa a zona e ci siamo trovati in difficoltà.

Tutto vero, come è vero che il precampionato è l’occasione per porre le basi per il futuro, sia dal punto di vista fisico, che soprattutto tecnico, in uno sport come il basket, dove i particolari contano e dove gli automatismi devono diventare veramente automatici. Altrimenti si assisterà solo a continui uno contro uno, con buona pace del sistema di gioco.

Premesso tutto questo, dobbiamo comunque commentare la prima uscita stagionale della nostra Vuelle, quella dove Pesaro è uscita sconfitta 89-81 da Ravenna, e di cose particolari non ne abbiamo viste, ci sono state conferme sul talento individuale e sulla fisicità del gruppo, ma si è notato prepotentemente la differenza tra il quintetto e la panchina, quella dove gli italiani sono uno scalino, se non due, sotto lo starting five, ma anche questo si sapeva, così come eravamo a conoscenza della differenza di stile, tra coach Galli e il suo predecessore.

A livello fisico, tutti sembrano sotto controllo, a livello tecnico è prematuro dare un giudizio, ma nessuno sembra “l’Omogbo” della situazione. Tutti sembrano dotati di una buona tecnica individuale ed in possesso di uno stile di tiro decoroso e affidabile, quello che ancora latita è il gioco di squadra, ma era ampiamente prevedibile, anche se qualche sprazzo di pallacanestro si è comunque intravisto.

Dominique Artis ha voglia di diventare un playmaker a tutti gli effetti e potrebbe anche riuscirci, perché ha visione di gioco e voglia di coinvolgere i compagni, sono rimaste impresse due sue azioni: un coast to coast, concluso con un sottomano rovesciato, dopo aver dribblato tutta la difesa ravennate ed un assist al bacio per Mockevicius, Blackmon è forte e sa di esserlo e questo potrebbe diventare un problema, specialmente in precampionato, dove non gli scatterà quell’interruttore per metterlo in modalità “on fire”, ma l’importante è che coach Galli riesca a farlo accendere dal 7 ottobre in avanti. Lamond Murray è un giocatore lineare, capace di fare tante cose utili, con la sensazione che il suo contributo si alzerà mano a mano che salirà quello della squadra, McCree è potenzialmente un top player per la Vuelle e tutto il campionato, ma non lo abbiamo visto mai passare il pallone ad un compagno, cosa che coach Galli dovrà fargli capire fin dal prossimo allenamento, perché non siamo in G-League e si deve cambiare stile di gioco, Mockevicius è un pivot a tutti gli effetti, anche se sotto canestro, Ravenna era leggerina e il lituano ha fatto valere tutta la sua stazza, ma piedi e mani sono da quartieri alti della pallacanestro italiana e anche a rimbalzo ci è sembrato presente.

Fin qui il quintetto, tutto sommato oltre la sufficienza, ma non si vive solo di starting five e la panchina, la sufficienza non l’ha completamente raggiunta ieri sera a Montecchio, con Monaldi che è stato spesso schierato insieme ad Artis, ma se giochi da guardia, devi prenderti le tue responsabilità al tiro ed in entrata, Luca Conti non ha fatto danni, si è impegnato in difesa e a rimbalzo, ma dovrà sfruttare al meglio questo mese di settembre, dove il suo minutaggio sarà comunque consistente, per prendersi maggiori responsabilità in attacco, anche forzando qualcosina. Simone Zanotti è un debuttante e si vede, soprattutto nei giochi offensivi, dove deve trovare la sua posizione sul parquet, ma questo non gli vieta di sbattersi in difesa e nella lotta a rimbalzo, mentre il neo capitano Ancellotti sembra ben calato nella parte, che gli impone di essere un punto di riferimento per i nuovi arrivati, e ci sembra più coinvolto nei giochi offensivi, con un tiro da fuori che dovrebbe essere maggiormente sfruttato.

Rimane da valutare il lavoro di coach Galli, che sa di avere in mano una squadra potenzialmente più forte di quella precedente, ma che proprio per questo, è più difficile da guidare, da portare oltre l’ostacolo, che non è il prossimo quadrangolare di Fabriano, ma il quindicesimo posto, con buona pace di chi sogna chimere irraggiungibili – leggi playoff – perché la realtà è questa, poi può succedere di tutto, anche di trovare tre o quattro squadre inferiori e di non dover fare troppi calcoli, ma la prima domanda che vi chiediamo quest’anno è la seguente: dopo aver dato un’occhiata ai roster delle altre 15 squadre e considerando che dieci di loro, schiereranno sei stranieri, riuscite a trovare un ottavo e nono uomo, negli schieramenti, inferiori a Zanotti e Luca Conti? Dalla risposta positiva a questa domanda, passeranno gran parte delle speranze di salvezza della Victoria Libertas.

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