Santiago de Compostela, l’arrivo regala una gioia che azzera ogni fatica: ultima tappa del Cammino Primitivo di Luciano Murgia

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18 settembre 2018

Ecco il quattordicesimo capitolo del diario di Luciano Murgia a cui abbiamo chiesto di raccontare il Cammino di Santiago (rileggi la presentazionel’arrivo in Spagnaprima tappaseconda tappaterza tappaquarta tappaquinta tappasesta tappasettima tappaottava tappanona tappadecima tappaundicesima tappa e dodicesima tappa).

SANTIAGO DI COMPOSTELA (Galizia – Spagna) – Di nuovo qui, in piazza Obradoiro, per la quarta volta. Dopo il Cammino Francese (14 maggio – 13 giugno 2016), il Caminho Portugues da Costa (19 – 29 maggio 2017) e il Cammino Inglese (31 maggio – 3 giugno 2017), l’Oficina de Acogida al Peregrino De Santiago de Compostela ha certificato che dal 6 al 18 settembre, partendo da Oviedo, ho percorso 334 km, completando il Camino Primitivo.

Il mio orologio ne ha registrati di più ma non è questo il tema di oggi, perché non esiste alcuna certificazione che possa quantificare prima la fatica quotidiana e infine, oggi, la gioia. Soddisfazione e gioia che azzerano ogni fatica.

L’ultima tappa, poco più di 18 km, è stata una passeggiata. Solo la salita verso il Monte Gozo, da dove – finalmente – ho visto le guglie della Cattedrale, ha richiesto un piccolo sforzo. Niente rispetto a quelli fatti nelle Asturie.

L’unico ostacolo è stato un fattore atmosferico di cui vi ho parlato già: la nebbia che diventa pioggia. Stamattina, al risveglio, guardando dalle finestre dell’Albergue Cruceiro, sono rimasto gelato, pensando che sarebbe stato il mio terzo arrivo a Santiago de Compostela sotto la pioggia. Tutto bagnato, intorno, con qualche pozzanghera.

Invece era solo nebbia.

Partenza alle ore 7,30, notte ancora fonda. Vinco il buio con la lucina che ha la mia fascia da mettere in testa e cammino discretamente, con un buon passo, malgrado la birra di ieri sera bevuta in compagnia di Krysia, amica scozzese.

Volevo cenare vegetariano, ma non la solita insalata o tortilla spagnola. La signora alla cassa di un supermercato mi ha consigliato la pizzeria CH, dove ho incontrato Krysia, che era già al dolce. Giusto un sorso di birra in compagnia, spiegandomi che grazie al Camino ha imparato a bere la birra con la pizza. Prima beveva vino.

Alle prese con le vesciche, confidava di arrivare presto a Santiago. Oggi non l’ho vista, malgrado sperassi di farlo per ringraziarla: ha pagato il mio conto. Voleva sdebitarsi per un mio invito a Salas.

Chi è arrivata tardi, ieri, a Pedrouzo, è stata Cristina, messicana, giunta alle 20,30. L’ho vista dal mio tavolo alla finestra e l’ho invitata a entrare. Era distrutta. Ci ha raggiunto Pepe, suo fratello, giustamente preoccupato per la sorella in netto ritardo e irraggiungibile telefonicamente.

Oggi, da Pedrouzo al Monte Gozo, non ho incontrato uno solo dei tanti conosciuti nel Cammino Primitivo. Eppure in strada sembrava di essere alla processione del Corpus Domini. Tanta gente in arrivo soprattutto da Sarria per gli ultimi 100 km che garantiscono la Compostela.

Lungo il percorso, tanti posti di ristoro pieni, e luoghi d’accoglienza esauriti.

Percepisco l’avvicinamento ascoltando gli aerei in decollo e in atterraggio. Poco dopo siamo a Lavacolla. Che ricordi quando si passa davanti all’albergo dove trascorsi la notte prima di concludere il Cammino Francese. Metto l’ultimo “sello” del Primitivo, prima dell’attestazione finale, in una piccola chiesa.

All’entrata di Santiago, due donne con altrettanti cani: uno al guinzaglio, l’altro in braccio, in un borsone.

Avvicinandosi Piazza Obradoiro, il flusso di pellegrini aumenta, ma la fila per ritirare la Compostela risulta accettabile. Lunga, invece, la coda per visitare il Portico de Gloria, realizzato in stile romanico da Maestro Mateo, sottoposto a un grande intervento di restauro che ha conquistato i visitatori, ha informato il telegiornale della televisione gallega.

Proverò a visitarlo tra stasera e sabato, quando tornerò a Santiago da Finisterre.
Prima, però, vorrei ringraziare tutti per l’attenzione. Scrivere con il telefono non è stato facile. A maggiore ragione dopo avere camminato tanto, ogni giorno, per fortuna con un tempo eccellente. Salvo il primo giorno, quando era stata la pioggia a farci compagnia.

E noi ringraziamo lui, Luciano Murgia, per le emozioni che ci ha fatto vivere quotidianamente lungo il Cammino Primitivo verso Santiago di Compostela.

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