Vuelle stanca e Adriatic Arena ‘dimessa’ al 14esimo Memorial Ford. Ora quadrangolare con le squadre di A2 Cento, Forlì e Treviglio

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27 settembre 2018

PESARO – Sarà stato il nuovo impianto di illuminazione dell’Adriatic Arena, che sullo stile di altri palazzetti, punta tutti i fari sul parquet, lasciando le tribune in penombra, sarà stato il guasto al tabellone, che dopo due minuti e mezzo ha deciso di non funzionare più, facendo tornare il tempo indietro di 50 anni, quando era lo speaker a comunicare il punteggio, sarà stato il primo freddo, con temperatura esterna che non superava i 10 gradi, clima che non ha aiutato il pubblico a scaldarsi e sicuramente sarà stato anche il brutto spettacolo offerto dai ragazzi di coach Galli, che dopo aver giocato un primo quarto preoccupante anziché no, non hanno nemmeno provato a rialzare la testa, accontentandosi di tenere il disavanzo intorno alla decina di punti.

Saranno stati tutti questi fattori, ma dei quattordici Memorial dedicati al grande Alphonso Ford, quello di ieri sera è stato sicuramente il meno entusiasmante, quello con meno pubblico presente, un migliaio forse, che ha assistito in silenzio a quello che accadeva sul parquet, spettacolo che non ha suscitato applausi a scena aperta, perché se ne è visto davvero pochino, complice una Vuelle che per adesso, gioca un uno contro uno sistematico, con la coppia Blackmom-McCree che ha in mano il pallone, ma non ancora il pallino del gioco, perché prendersi la metà (31 su 66) dei tiri della squadra, chiarisce fin da subito le gerarchie interne, ma non aiuta il famigerato gioco di squadra, quello che potrebbe portarci lontano, mentre per adesso navighiamo a vista, con Artis timoroso di andare sopra le righe, Mockevicius apparso fuori condizione e fuori dai giochi (solo 6 assist a referto per Pesaro), giochi che non riesce ad innescare neanche Monaldi, stranamente nervoso ieri sera, così come capitan Ancellotti, che dopo aver sbagliato un paio di rigori clamorosi e essersi lasciato sfuggire un paio di rimbalzi da sotto il naso, se la prendeva non sappiamo con chi, il resto è poca cosa, nel senso che, senza Murray, la rotazione è ancora più ridotta e si riduce ai soli Conti e Zanotti, il ragazzino di Trento ha sicuramente pagato l’emozione, con quei tre tiri che hanno faticato a prendere il ferro, ma nei 23 minuti in cui è rimasto in campo, si è reso sicuramente utile e non sarebbe giusto gettargli subito la croce addosso, Zanotti invece è apparso sicuro di suoi mezzi, che a livello tecnico non saranno tantissimi, ma fisicamente in questa serie A ci può stare e non era così scontato al momento del suo ingaggio.

A fine partita, coach Galli ha chiamato in causa la stanchezza, come motivo principale della brutta partita disputata dai suoi ragazzi e gli vogliamo credere, dato che sta lavorando con loro da più di un mese, ma, oltre ad una condizione fisica precaria, ci sono altri problemi da risolvere in casa Vuelle, prima di tutto la difesa, a cui si è affermato, ci si dedicherà negli ultimi dieci giorni della preparazione e l’ora X scatta proprio oggi, a dieci giorni esatti dal debutto con Pistoia, partita già fondamentale per la stagione biancorossa.

Nel weekend, ci si sposta a San Lazzaro di Savena, per l’ultimo quadrangolare del precampionato, che vedrà la Vuelle affrontare Cento, Forlì e Treviglio, tutte e tre formazioni di serie A2, con l’occasione magari di tornare anche a vincere un partita, visto che gli unici due successi gli abbiamo ottenuti proprio contro formazioni di quella serie, rientrerà nel gruppo anche Lamond Murray, che già ieri sera si scaldava coi compagni, innesto importante, per allungare quella famosa rotazione corta Non è il caso di preoccuparsi ancora, perché dal match contro Cremona , siamo usciti anche con delle certezze, una su tutte, che McCree e Blackmon hanno il necessario talento per ben figurare, ma si sono visti anche difetti preoccupanti, che sarebbe il caso di non farli diventare congeniti, dato che al parto ufficiale mancano ancora dieci giorni e che quando nascerà la nuova Vuelle, dovrà farsi trovare, non diciamo bella, perché quello conta il giusto, ma almeno in salute, con tutte le cose al suo posto, perché sarà anche vero che ogni figlio è bello a mamma sua, ma certe volte, bisogna avere anche il coraggio di ammettere che il neonato non è proprio Brad Pitt e negli ultimi anni, dalla sala parto della Vuelle, sono usciti più degli Alvaro Vitali che dei George Clooney.

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