Sta per partire la Serie A di basket: alla scoperta di tutte le 16 squadre (quarta e ultima puntata)

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4 ottobre 2018

PESARO – Quarta ed ultima parte dello speciale di Pu24.it sul campionato italiano di pallacanestro che prenderà il via sabato prossimo, (clicca qui per rileggere la prima parteclicca qui per rileggere la seconda parteclicca qui per rileggere la terza parte), è arrivato il momento di analizzare la ridimensionata Reggio Emilia, la paladina del sud Brindisi, la pericolante Pesaro e la neopromossa Trieste:

GRISSIN BON REGGIO EMILIA

L’arrivo dell’esperto centro nigeriano Chinemelu Elonu, ha completato il roster della Grissin Bon, che ha affidato la panchina all’esordiente Devis Cagnardi e per raggiungere la salvezza, dovrà sperare che il ginocchio di Riccardo Cervi non faccia le bizze e che la coppia di playmaker formata da Leonardo Candi e Federico Mussini superi l’’esame della serie A, in un pacchetto italiani completato da Niccolò De Vico, utile partendo dalla panchina e Raphael Gaspardo, lungo dalla buona mano ed efficace nella lotta sotto canestro.

Il leader reggiano sarà Ricky Ledo, guardia dal ventello facile, con lo spagnolo Llompart confermato come play aggiunto, sempre pericoloso se lasciato libero sul perimetro, ma attenzione anche al rendimento di Spencer Butterfield, che ha disputato un buon precampionato e di Eric Griffin, centro tascabile, con buona propensione al rimbalzo, specialmente offensivo.

LA STELLA

Ricky Ledo: Dopo essere stato scelto col numero 43 al draft 2013, ha giocato una trentina di partite in Nba, iniziando poi un lungo pellegrinaggio in giro per il mondo, con puntate anche in Spagna e Turchia, il suo talento cestistico è fuori discussione, con un fisico nato per il basket e una capacità realizzativa che ne farà uno dei giocatori più scelti al fantabasket, ma non sempre talento e carattere vanno di pari passo e la sua gestione fuori e dentro dal campo non sarà facile da gestire per la dirigenza reggiana.

LA SORPRESA

Spencer Butterfield: Guardia di 191 cm dotata di un ottimo tiro, ha giocato in Francia e Germania, con buone cifre, approdando quest’estate a Reggio Emilia, dove partirà dalla panchina, col compito di aprire le difese e rompere le uova nel paniere alle difese avversarie.

IL COACH

Devis Cagnardi: Dopo 12 anni di gavetta nelle giovanili, a Reggio Emilia hanno deciso di affidare la panchina ad un uomo di fiducia, alla sua prima vera esperienza ad alto livello, un rischio comunque calcolato, in una stagione dove alla Grissin Bon non si chiede di primeggiare, ma di traghettare la squadra verso una tranquilla salvezza.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Salvezza.

 

HAPPY CASA BRINDISI

Tante novità in casa brindisina, dove a fare da guida ai nuovi arrivati ci sarà il veterano Adrian Banks, capitano di una Happy Casa che si affiderà al talento dell’ex Canty Jeremy Chappell, per togliersi dalle zone pericolose, in un quintetto dove il play sarà il rookie Wes Clark, mentre la coppia di lunghi sarà composta da Tony Gaffney e John Brown, pivot differenti tra loro, che dovrebbero garantire una buona dose di punti e rimbalzi. Dalla panchina, coach Vitucci potrà pescare il play Alessandro e l’ala Riccardo Moraschini, inseguito invano dalla Vuelle in estate, per un settore esterni completato da Nicolò Cazzolato ed Erik Rush, firmato negli ultimi giorni, dopo essere stato in prova per tutto il precampionato, mentre il cambio dei lunghi sarà l’ex Capo d’Orlando Wojciechowski,

LA STELLA

Jeremy Chappell: Uno dei migliori attaccanti del nostro campionato e nella sua stagione canturina, ha messo in mostra pregi e difetti, con l’innata capacità di prendersi un tiro ad ogni occasione, cosa che molte volte tende a diventare un difetto, con troppe forzature e palle perse, a 31 anni, Brindisi gli chiede di dare una mano a Banks, nel traghettare l’Happy Casa verso metà classifica.

LA SORPRESA

Wes Clark: Playmaker veloce e con punti nelle mani, che nei suoi quattro anni di college ha tenuto buone medie, ma è tutto da scoprire il suo impatto col basket professionistico, in precampionato si è comportato bene, come tutta la squadra, e potrebbe essere una lieta sorpresa per i tifosi del Pala Pentassuglia.

IL COACH

Frank Vitucci: Uno degli allenatori veterani del nostro campionato, al quale si chiede, come sempre, di assemblare una squadra quasi totalmente rinnovata, che magari non arriverà in zona playoff, ma che non avrà nessun problema a raggiungere, in anticipo, la salvezza.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Salvezza tranquilla

 

VICTORIA LIBERTAS PESARO

Vuelle al Memorial Ford (Foto Luca Toni)

Vuelle al Memorial Ford (Foto Luca Toni)

Tutto cambia, ma tutto rimane uguale in casa Vuelle, che per il settimo anno consecutivo, parte con gli sfavori del pronostico, dove l’obiettivo rimane sempre lo stesso: evitare l’ultimo posto, almeno fino al prossimo anno, quando le retrocessioni saranno due. Il bello è che ogni estate, i tifosi pesaresi si illudono di aver tra le mani delle carte vincenti, quelle che gli permetterebbero di fare un pensierino addirittura ai playoff, per poi rimanere puntualmente delusi, trovandosi in primavera a compilare tabelle salvezza, tra classifiche avulse e differenza canestri. Un paio di jolly dal mazzo, li potrebbe avere anche pescati la Vuelle, perché se Milano ha intravisto qualcosina in Eric McCree e James Blackmon, un motivo ci sarà, ma alla fine è sempre la somma che fa il totale e coach Galli dovrà mettere insieme un quintetto potenzialmente da playoff, con una panchina che farebbe fatica a salvarsi in serie A2, dal risultato di questi due addendi, passeranno molte delle speranze di salvezza per i ragazzi del presidente Costa.

LA STELLA

Erik McCree: Se cercate un giocatore capace di prendersi un tiro in ogni occasione, da qualsiasi zona del parquet e di battere con facilità, i tentativi di raddoppio avversario, avete trovato il vostro uomo, ma nella pallacanestro esiste anche la fase difensiva e nei campionati europei, ad un’ala grande, si chiede anche di dare una bella mano a rimbalzo, comunque stiamo parlando di un giocatore altamente competitivo, di uno che subirà una marea di falli e, anche, e non solo per questo, molto adatto ad essere il vostro numero quattro titolare al fantabasket.

LA SORPRESA

Luca Conti: A fine campionato, dovrebbe essere il Millennial, essendo nato nel 2000, più utilizzato in serie A, non il più forte magari, anche se in giro purtroppo di diciottenni italiani competitivi non c’è ne sono tanti, ma sicuramente quello che resterà più minuti sul parquet, almeno finché la Vuelle non dovesse cambiare formula. Il ragazzo in ogni caso, sta dimostrando di saper giocare a pallacanestro, di avere mezzi fisici e tecnici per non sfigurare e, in fase difensiva, può marcare sia le guardie che le ali piccole avversarie, per un diciottenne è già tanta roba.

IL COACH:

Massimo Galli: In precampionato, ha lasciato giocare i suoi ragazzi a briglie sciolte, insistendo sulla coesione offensiva e relegando la fase difensiva, agli ultimi dieci giorni, un po’ come il professore che tiene la parte più noiosa della sua materia, per l’ultimo mese di scuola, accattivandosi così la simpatia degli alunni. A tutti piacerebbe raggiungere l’obiettivo senza faticare, ma sappiamo che non funziona così e, per salvarsi, coach Galli dovrà inserire il prima possibile una difesa decorosa, provando anche la zona, altrimenti dovrà sempre sperare in percentuali fantascientifiche dei suoi attaccanti.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Salvezza

 

ALMA TRIESTE

L’ultima vera neopromossa in serie A è stata Brescia, la stessa squadra che si è insediata stabilmente nelle prime quattro del campionato, perché non conta da dove vieni, conta la strada che hai intrapreso e a Trieste, sono anni che preparavano il ritorno nella massima serie, costruendo un nucleo italiano confermato in blocco, inserendo stranieri forti e già esperti del nostro campionato e potendo contare su un pubblico numeroso e attaccato alla squadra, come confermano gli oltre 4000 abbonamenti già sottoscritti, in un palazzetto da 7000 posti, dove il calore dei tifosi non si disperde come da altre parti. Daniele Cavaliero ed Alessandro Cittadini, tornano in serie A insieme alla loro Trieste, e con Da Ros, Fernandez e Janelidze formano un nucleo italiano, magari non fortissimo, ma capace di dare una mano anche a livello superiore e parlando d’esperienza, gli arrivi di Peric e Chris Wright ne garantiscono tanta, ma anche gli altri stranieri dell’Alma, non sono dei rookies, come il centro Justin Knox, visto a Bologna e Capo d’Orlando, l’ala Jamarr Sanders, passato da Trento e Casale, il centro William Mosley, sei stagioni in serie A2 e l’ex Reggio Emilia Arturs Strautins, l’unico “novizio” è la guardia Devondrik Walker, in una Trieste che punta senza mezzi termini ad un posto tra le prime otto.

LA STELLA

Hrovje Peric: Non avrà più la freschezza dei venti anni, ma Peric rimane un professore della nostra pallacanestro, un’ala grande con movimenti da centro e il tiro da fuori di un’ala piccola, senza dimenticare il suo contributo a rimbalzo e in fase difensiva, in una Trieste divis a metà tra esperienza e freschezza, la sua leadership può essere decisiva.

LA SORPRESA

Matteo Da Ros: A 29 anni, ha l’occasione di dimostrare di poterci stare in serie A, dopo una carriera passata, tra alti e bassi, nelle serie inferiori, a livello tecnico, può ampiamente dire la sua, quello che gli è sempre mancato è la costanza di rendimento.

IL COACH

Eugenio Dalmasson: Al suo nono anno sulla panchina di Trieste, ha finalmente coronato il sogno di tornare in serie A, con una squadra costruita per soffrire il meno possibile e puntare al lato sinistro della classifica.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Quarti di finale playoff

2 Commenti to “Sta per partire la Serie A di basket: alla scoperta di tutte le 16 squadre (quarta e ultima puntata)”

  1. paolo scrive:

    La società si è lamentata dell’insufficiente risposta dei tifosi con gli abbonamenti. Comprendiamo i perenni sforzi nell’allestire una squadra decente (ma mai abbastanza sufficiente), però poi accade che i numeri delle tessere rimangono un mezzo mistero fino alla chiusura, salvo che per lamentarsi, e soprattutto, che la squadra non riesca a vincere praticamente mai in precampionato. Tolta la solita scusante dell’amalgama da trovare, che vale anche per le altre, guarda caso è il precampionato che può dare qualche minima indicazione ai tifosi intenzionati ad abbonarsi, perché di andare sulla fiducia, ovvero sulle presentazioni della società ed affiliati, non ne possiamo più, visto come va poi tutti gli anni. Non mi sembra una gran pretesa sentire di QUALCHE vittoria ogni tanto, perché è vero che ancora non ci sono punti in palio, ma possibile che si debba continuare a fare l’abbonamento SOLO per passione senza un minimo di buone prospettive, col dubbio di essere nuovamente la pecorella inseguita fino all’ultimo dal branco?

  2. Paolo scrive:

    Ma perché tenete i campi per i commenti, se poi li eliminate!

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