Volley Mondiale: la classe di Boskovic e Ognjenovic dà l’oro alla Serbia, per l’Italia un argento che vale

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20 ottobre 2018

Serbia-Italia 3-2

Serbia: Bošković 26 (23/44; 1 muro, 2 ace), Mihajlović 19 (18/36; 1 muro), Veljković 10 (8/12; 1 muro, 1 ace), Rašić 10 (7/23; 3 muri), Ognjenović 8 (4/6; 2 muri, 2 ace), Buša 6 (3/15; 2 ace, 1 muro), Popović (L), Stevanović. N.e. Živković, Malešević, Pušić, Bjelica e Aleksić. All. Terzić.

Italia: Egonu 33 (30/60; 2 muri, 1 ace), Bosetti 14 (12/30; 2 muri), Sylla 10 (8/29; 1 muro, 1 ace), Danesi 9 (6/15; 2 muri, 1 ace), Chirichella 3 (3/9), Malinov 2 (¼; 1 ace), De Gennaro (L), Cambi, Pietrini (0/1). N.e. Ortolani, Nwakalor, Fahr, Lubian, Parrocchiale. All. Mazzanti.

Arbitri: Mokry (Slovacchia) e Rolf Usa

Parziali: 21-25; 25-14; 23-25; 25-19; 15-12 in 116 minuti

Statistiche di squadra: Serbia: attacchi 63/136 (46,32%), muri 7, ace 6, errori avversarie 30. Italia: attacchi 60/147 (40,81%), muri 7, ace 4, errori avversarie 24.

La Serbia è campione del mondo, per l’Italia è un argento che vale, con il rammarico che alcuni dettagli abbiano impedito la conquista dell’oro. Ma ha vinto la squadra che ha meritato, che pure aveva perso per grave infortunio la schiacciatrice Bojana Milenković, da questa stagione alla Savino Del Bene Scandicci. Lo confermano anche i numeri, che spesso sono bugiardi, ma non nel mondiale che si è concluso stamattina a Yokohama, in Giappone. La Serbia ha vinto entrambe le sfide con le azzurre, che hanno perso solo due volte, ma al cospetto della classe di Tijana Bošković (Mvp dei Mondiali), unita alla classe e all’esperienza di Maja Ognjenović sarebbe servito di più. Eppure l’Italia è andata a un passo dal titolo iridato, vincendo primo e terzo set, ma arrendendosi troppo facilmente nel secondo e nel quarto parziale. Soprattutto subendo un brutto break nel quinto e decisivo set: dal 5-7 azzurro, al 15-12 serbo. Un 10-5 che ha cancellato i sogni delle magnifiche ragazze allenate dal marottese Davide Mazzanti.

C’è un’azione che racconta meglio di ogni commento la finale: dopo avere gettato al vento il vantaggio nel tie-break, sbagliando una battuta con Sylla e un attacco con Egonu, l’Italia è sotto di due punti: 13-11. Mazzanti ferma il gioco. Cambi serve Chirichella che nette a terra un gran primo tempo. Rientra Malinov per Cambi. La battuta di Egonu mette in difficoltà la Serbia che riceve male, servendo su un vassoio d’argento (mannaggia!) la prima intenzione della parità. Fosse capitata nelle mani di una centrale, magari avrebbe colpito a due mani, sbattendo la palla sotto la rete. Sylla schiaccia, ma anziché il taraflex trova il bagher difensivo di Brankica Mihajlović, che difende, facendo attaccare Bošković. L’Italia la mura, ma non riesce a rigiocare. Dopo una delle azioni più brutte del mondiale azzurro, il bagher di De Gennaro finisce in campo serbo, dove Ognjenović colpisce il suo ottavo punto. Dal pari a 13, al 14-12 e due palle iridate per la squadra di Terzić, che ringrazia. Sylla e Malinov non trovano il meno uno e la schiacciatrice spedisce la palla fuori asta. La Serbia può celebrare, all’Italia restano mille rimpianti. Soprattutto avere subito troppo il servizio serbo, che ha impedito di sviluppare il solito gioco offensivo, brillante e aggressivo, anche se – lo ribadiamo oggi dopo averlo scritto ieri – troppo legato agli attacchi di Paola Egonu..

Resta, però, che la Serbia ha potuto contare sulla grande classe e la straordinaria esperienza di Maja Ognjenović. Arrivata in Italia, alla Pieralisi Jesi, nella stagione 2008/09, ritornata nella nostra pallavolo a Modena (2012) e ancora in Emilia, nella River Piacenza trasferitasi a Modena, oggi gioca nell’Eczacibaşi Istanbul, dove compone la diagonale con Bošković. Leggete i numeri della palleggiatrice di 34 anni nata a Zrenjanin, città di campioni, visto che ha dato i natali all’immenso Dejan Bodiroga, e vi rendete conto di cosa ha fatto la differenza tra Serbia e Italia.

Mazzanti ha avuto poco, pochissimo, da Sylla e Chirichella e ha sofferto le evidenti difficoltà di Malinov a giocare con le centrali. Lo ha fatto meglio Cambi.

La grande prova di Lucia Bosetti ha surrogato parzialmente la giornata difficile della schiacciatrice ex bergamasca.

La Serbia, invece, ha potuto contare sull’eccellente prestazione di Veljković, che con Mihajlović e la stessa Ognjenović ha rappresentato un’alternativa fondamentale agli attacchi di Bošković.

Peccato, però, perché un autorevole primo set, ma anche la bellissima rimonta nel terzo, quando dal più 3 (13-16) le azzurre erano andate a meno 2 (21-19), aveva fatto sperare in un risultato diverso. Le magie di Maja e il braccio prepotente di Tijana hanno azzerato le speranze azzurre.

Attenzione, però: dopo il Messico, l’Italia era la squadra più giovane tra le partecipanti al mondiale. Il gioco mostrato e la presenza d’altre giovani in rampa di lancio, a incominciare da Elena Pietrini, induce a essere ottimisti e a celebrare l’argento come fosse oro.

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Bošković Mvp, l’ex pesarese De Gennaro miglior libero

Infine, i riconoscimenti individuali:

Migliore libero: Monica De Gennaro, e su questo non ci sono dubbi.

Migliore schiacciatrice: Miriam Sylla.

Migliore centrale: Ni Yan (Cina)

Migliore opposto: Paola Egonu

Migliore palleggiatrice: Ofelia Malinov. Ne siamo lieti per lei, ma che Lia sia stata votata migliore palleggiatrice fa a pugni con la realtà, soprattutto nel confronto con Maja Ognjenović

Mvp: Tijana Bošković

Ma se Bošković è opposto, ed è stata la migliore del Mondiale, come può Egonu essere nominata migliore opposto?

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