Venezia troppo forte, ma Vuelle troppo arrendevole: si torna dalla laguna con un nutrito blocco di appunti su cui lavorare

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22 ottobre 2018

moaaldPESARO – Quante volte avrete letto che tra due squadre ci sono trenta punti di differenza, ma che quando vai in campo, tutto si azzera e si parte da zero a zero, il problema è che per questa Vuelle, l’affermazione vera è la prima, perché la seconda è vera a metà, dato che solo numericamente parti in parità, ma se la testa è quella vista ieri sera al Taliercio, parti già con una ventina di punti sul groppone. Perché, per una squadra che deve salvarsi, perdere sul campo della prima in classifica rientra nella logica delle cose, quello che non ci rientra però è l’atteggiamento negativo visto in campo, quello che ad esempio non ha avuto Pistoia a Milano, con i toscani che alla fine hanno perso nettamente, ma che almeno ci hanno provato per tutto il primo tempo, costringendo l’Armani ad impegnarsi per portare a casa i due punti.

Ma magari i problemi fossero solo di testa, le magagne sono purtroppo anche tecniche e tattiche, visto che questa Vuelle, per adesso, non ha uno straccio di gioco di squadra, ma solo tanti solisti che pensano di poter risolvere la questione da soli, insistendo ossessivamente negli uno contro uno fini a se stessi, quelli che spesso finiscono contro i raddoppi avversari, perché poi tutto questo talento, lo stiamo vedendo a sprazzi dai presunti top player di questa squadra, visto che né Blackmon, né McCree stanno giocando ad un livello superiore rispetto ai compagni, i due sotto l’ombrello milanese, stanno giocando ancora in stile Nba, campionato che è ripartito proprio in questi giorni e che, almeno a livello di regular season, continua ad essere sicuramente spettacolare ed infarcito di campioni, ma che a livello tecnico, propone un asfissiante gioco individuale, sporcato negli ultimi anni dal continuo aumentare del tiro da tre, dove la supremazia fisica dei vari top player fa spesso la differenza, ma dove far girare il pallone alla ricerca del miglior tiro, viene ritenuta un’opzione e neanche quella principale.

E se Blackmon e McCree pensano di essere ancora in America, sarebbe il caso di svegliargli, anche se le stoppate ricevute in queste prime tre partite, qualche campanello nella loro testa, lo dovrebbe aver fatto suonare, perché questa Vuelle è stata creata su di loro, col piccolo problema che, se volessimo cambiarli per scarso rendimento, dovremmo chiedere il permesso e con un problema forse più grosso del playmaker, visto che Artis sembra l’ennesima combo guard vista tante volte in riva al Foglia, mentre ci era stato venduto come un regista con tanto fosforo, disposto a mettersi al servizio dei compagni, che a loro volta, stanno mettendo in mostra tutte le loro mancanze tecniche, come quelle di Mockevicius, pivot con scarsa esplosività nelle gambe e con poca forza nelle mani visto che di rimbalzi in mischia non ne cattura mai.

L’unico dal quale non ci aspettavamo grandi cose era Lamond Murray e forse è l’unico che non ha tradito le attese, che non è proprio una cosa positiva, mentre della panchina corta lo sapevamo fin dall’estate, anche se a settembre pensavamo di dover concedere una decina di minuti a testa a Conti e Zanotti, ma non potevamo prevedere l’arrivo di Shashkov, che di fatto è diventato l’ottavo uomo delle rotazioni di coach Galli, quella famosa rotazione ad otto amata dagli allenatori di seconda fascia, perché tra i tanti problemi di questa Vuelle, non si può sorvolare quello della conduzione tecnica, che ancora non è stata in grado di mettere su una difesa decente, di dare un minimo di gioco offensivo ad una squadra composta da solisti neanche troppo dotati e di fare in modo di non venire umiliati dalle big con passivi pesanti, perché perdere a Venezia rientra nella logica delle cose, ma dargliela su fin dal primo minuto, non dovrebbe essere considerata una cosa inevitabile.

I PIU’ ……

Alexander Shashkov: Niente di eccezionale, per carità, ma almeno non lo abbiamo visto vagare per il campo, abbiamo potuto apprezzare una buona tecnica e, per non farsi mancare niente, è stato ignorato dal magnifico duo, come i compagni più grandi, quando era libero sul perimetro, segnale che fa già parte di questa squadra.

Stefano Tonut: Fa sempre piacere vedere un giocatore italiano essere il migliore in campo, in una squadra piena di talenti come Venezia e Tonut merita di rientrare nel giro della Nazionale, dopo i tanti problemi fisici accusati negli ultimi mesi.

 

…. E I MENO DELLA SFIDA VENEZIA – PESARO:

Tiro da tre: 2 su 16 complessivo, i due gol portano la firma di Blackmon e Monaldi, poi si sarebbe perso lo stesso e si può apprezzare il fatto di non averne abusato troppo, ma tirando così male dall’arco, sarà difficile salvarsi.

Egidijus Mockevicius: In balia di chiunque gli sia passato nelle vicinanze, non è mai riuscito a prendersi un tiro normale, finendo per forzare conclusioni con parabole improbabili, subendo anche il maggior atletismo nella lotta a rimbalzo, a sua difesa va detto che non gli è mai arrivato un pallone decente, ma il lituano ci ha messo del suo per meritarsi un 4 in pagella.

Erik McCree: Stavolta non è stato neanche bello da vedere, al di là di un paio di canestri in entrata, troppe le forzature, troppe le entrate senza guadarsi intorno e poi continuiamo ad insistere sul fatto che un’ala grande non può catturare solo 4 rimbalzi a partita.

Assist: 29 a 7 per Venezia, cosa dite, abbiamo un problema alla voce gioco di squadra?

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

A fine partita, hanno chiesto scusa tutti, dal presidente Costa a capitan Ancellotti, con coach Galli che nella conferenza stampa, ha dichiarato che non si può entrare in campo con l’atteggiamento visto nel primo quarto, quello che tanto sta partita non la vinciamo mai ed è inutile sbatterci più di tanto. Chiedere scusa alla terza giornata è doveroso, soprattutto a quei temerari che si sono sobbarcati 600 km per andare e tornare dalla laguna, ma è più doveroso porre rimedio a questa situazione, che per una volta, non dipende solo dalla qualità dei giocatori, ma da come vengono schierati sul parquet, questa Vuelle infatti ha tanti problemi da risolvere, ma tutto parte dalla mancanza di un vero e proprio gioco offensivo, visto che di canestri segnati al termine di azioni costruite, ne abbiamo visti davvero pochini in questi primi 120 minuti, non esiste uno straccio di pick and roll, anche se il 90% dei giochi parte dal blocco centrale del lungo, non abbiamo visto uno scarico in angolo per un tiratore piedi per terra, azione che Venezia ieri sera avrà messo a segno almeno una decina di volte, abbiamo visto sporadici giochi a due tra i lunghi, anche perché se uno dei due è McCree stiamo freschi, abbiamo visto il playmaker titolare preoccuparsi più di non dare fastidio ai compagni, che servirli coi tempi giusti, abbiamo visto pochissimi contropiedi primari e questa era un squadra che del gioco in velocità doveva fare il suo punto di forza e abbiamo visto il play di riserva pompare il pallone per tutti e 20 i minuti concessigli dal suo coach, senza costruire uno straccio di azione decente.

Della fase difensiva non ne parliamo nemmeno, perché lì servirebbe quella grinta e quella voglia che forse non vedremo mai in questa stagione, ma mettere le cose a posto, almeno in fase offensiva, ci sembra il minimo, perché l’attacco si insegna, gli schemi devono essere spiegati fino alla noia, o almeno finché non vengono assorbiti al 100%, ogni giocatore deve sapere dove posizionarsi e cosa fare co pallone in mano e se l’allenatore vede che non eseguono le sue direttive, ha il dovere di effettuare cambi punitivi, altrimenti, se li lasci 40 minuti sul parquet, pensano anche di aver giocato una bella partita. Domenica arriva Milano ed un altro trentello è assicurato, ma ci sono i trentelli presi in progressione, quelli che arrivano per manifesta superiorità dell’avversario – e quello lo possiamo anche capire – ma ci sono anche i trentelli derivanti dalla benevolenza dell’avversario, che sul più 42 ha deciso di darsi una calmata, praticamente quello che è successo ieri sera a Venezia e, se dovesse accadere anche contro l’Armani, saremmo meno disposti a sopportarlo per la seconda volta consecutiva.

DAGLI ALTRI PARQUET

Indovinate chi sono le due squadre in testa a punteggio pieno dopo tre giornate? Questa è facile, dato che Milano e Venezia sono le candidate designate per arrivare alla finale scudetto. Questa terza giornata verrà ricordata per l’importantissima vittoria conquistata dalla Virtus ad Avellino, con Bologna che si candida al ruolo di terza forza del campionato, a quota 4 punti, ci sono anche Cremona e Cantù, con i brianzoli che sono passati di autorità nello scontro diretto, c’è Sassari, brava ad espugnare il parquet di Brindisi, c’è Torino, vincente senza grossi problemi a Reggio Emilia e c’è anche Varese, che vince a Trento, lasciando ancora a quota zero punti la Dolomiti Energia, mentre Trieste muove la sua classifica superando Brescia.

 

 

 

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