Nove anni senza Mondiale per Valentino e la fine del digiuno Yamaha: l’opinione di Maurizio Bruscolini

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28 ottobre 2018

Valentino Rossi (foto Amato Ballante)

Valentino Rossi (foto Amato Ballante)

PESARO – Giovedì 25 ottobre, è un giorno significativo per il motociclismo da corsa.

Questa data segna il raggiungimento del traguardo dei nove anni a “zero tituli”: da nove anni Valentino Rossi non vince un Mondiale, un titolo iridato.

Si è passato tanto tempo, anche se molti non si sono accorti.

Non per loro colpa certo. L’italica informazione motociclistica infatti, in questi nove lunghi anni, ha lavorato alla grande per spiegare che lui è sempre il più grande. Il migliore, che senza di lui la MotoGp chiude baracca e burattini.

Gli hanno dedicato pagine, speciali Tv, florilegi di ogni tipo.

Un giornale gli ha dedicato tempo fa addirittura TRE PAGINE.

Neanche per Pelè era stato impiegato tanto spazio e tanto inchiostro.

Nessuno ha mai evidenziato che, da 488 giorni, non vince una gara.

L’ultimo Gran Premio lo ha vinto nel 2017, il 27 giugno in Olanda.

Per mesi e mesi i giornali e le Tv “ di regime” (sia chiaro il regime valentiniano è un “cadeau” del vecchio cronista) ci hanno raccontato – dando voce al 9 volte iridato che da 9 anni non vince un titolo – che la Yamaha non va. La M1 non è competitiva hanno scritto.

Lo hanno scritto e detto tutti, tranne uno.

Vi hanno raccontato che con una M1 competitiva “lui” sarebbe in grado di vincere, che la Yamaha è inferiore a Honda, Ducati e Suzuki.

Poi in Australia, oggi, dopo 25 gare di digiuno la Yamaha ha vinto: si è messa dietro tutti anche se, va detto, due piloti del calibro di Marquez e Lorenzo non erano in gara.

Precisato il perché Marc (fresco campione del mondo per la settima volta ha abbandonato la gara dopo una violenta tamponata di Zarco che fortunatamente non si è fatto male mentre il Magnifico Lorenzo è in convalescenza) non erano in gara, facciamo notare che la Yamaha che ha vinto nell’ Isola di Filippo, è quella di Vinales. Quella numero 25.

Se avesse vinto lui immaginiamo già i titoli a nove colonne “Vale fa il miracolo”

E invece ha vinto Maverick: miracoli finiti.

L’ex (fino a oggi) pilota triste perché nessuno gli dava credito nel team, ha messo fine all’imbarazzante digiuno di vittorie della Yamaha. Ed ha dimostrato che la M1 non è una “cattiva” moto. Bel colpo ragazzo.

Vinales ha urlato per mesi e mesi a Yamaha: “Ascoltatemi, datemi retta, prepariamo la moto come chiedo io”.

Non so se lo hanno ascoltato ma, in Australia, ha vinto lui.

Valentino ha tagliato il traguardo al sesto posto, distante più di 5 secondi dal suo giovane compagno di squadra. “Mi scivolava la gomma posteriore” ha detto il 39enne, forse dimenticando che in passato, quando lo diceva Biaggi, lui sprezzante ghignava “gli tira il… perché arriva dietro”.

E mentre i compiacenti cronisti si arrampicano sugli specchi per giustificare le mancate prestazioni del “meraviglioso perdente”, una leggenda sta andando alle ortiche. La sua.

Attenzione perché alle ortiche ci vanno le leggende… “non leggende”: quelle vere durano nei secoli e non hanno certo bisogno del supporto dei media.

Domenica prossima si correrà in Malesia, dove nove anni fa il Dottore conquistò l’ultimo titolo.

6 Commenti to “Nove anni senza Mondiale per Valentino e la fine del digiuno Yamaha: l’opinione di Maurizio Bruscolini”

  1. Brusco 54 scrive:

    Ora motosprint afferma che Yamaha è a un bivio.Ora

    • francesco scrive:

      Brusco insomma al ranch viene fatto anche l’ovale! Tornerai con la seggiolina di vimini ad indagare e fare i tuoi scoop? Aspettiamo con ansia

  2. Marco scrive:

    15 anni di favoritismi antisportivi a un solo pilota.
    Adesso non servono più nemmeno se dessero a tutti le gomme di legno.
    Jerez 2016 la gara della vergogna
    …e la gomma che si “indurisce” nei 20 minuti sulla griglia di partenza è da incorniciare.
    Ti vogliamo vedere correre fino a 50 anni….FENOMENO!

  3. Luca scrive:

    A me fa riflettere che il giornale della terra di VR gli dedichi questo tipo di ‘attenzioni’ negative….al di là della personale ‘fede sportiva’ o simpatia per la persona da parte dello scrittore (di cui non discuto), trovo questa cosa di una tristezza unica…

    • francesco scrive:

      Luca hai ragione, purtroppo qui questo livore a fa sempre da padrone, è un peccato sprecare tempo è parole per dare addosso ad una persona, ma d’altra parte Bruscolini pare averne fatta una ragione di vita….

  4. Nina Hagen scrive:

    BRUSCO TI LASCIO QUESTO ARTICOLO DI MOTOSPRINT CIRCA L’OPERAZIONE DI MARC ALLA SPALLA E SOPRATTUTTO CIO’ CHE HA DICHIARATO IL DOTTORE ALLA FINE DELL’ARTICOLO

    COME HA FATTO? – Ma ciò che sconvolge di più il Dottor Mir, è come Marquez sia riuscito a gareggiare e a vincere un campionato con una spalla in quelle condizioni:”Quasi non capisco come sia stato in grado di vincere la Coppa del Mondo in queste condizioni – conclude – la spalla era messa male e non avrebbe potuto continuare così, ma la vittoria in queste condizioni gli dà ancora più merito.”

    Se la dichiarazione del dottore invece che a MARQUEZ fosse stata fatta al GIALLO cosa avrebbero fatto i MEDIA?
    – titoli in tutti i telegiornali nazionali,i giornali nazionali,sevizi confezionati ad HOC per il 46,medaglia d’oro del presidente della REPUBBLICA ITALIANA,interviste a gogo in tutte le trasmissioni più importanti delle TV nazionali,……………..e chi più ne ha più ne metta.

    Altro che EXTRATERRESTRE come quando è rientrato dall’incidente nel 2017(come dicevi tu)ma SUPERAPPELLATIVI che andavano al di là della fantasia umana………………

    Ti saluto e ti auguro buone feste in anticipo e ti seguo sempre su PADDOCK con BOBBIESE & C(e se magari ti và di fare un accenno a questo………)

    ————————————————————————————–
    sentite cosa dice il chirurgo che l’ha operato!!!!!!

    l chirurgo di Marquez: “Non so come abbia potuto vincere il campionato”

    Per alcuni poteva essere un’operazione da poco, del resto una spalla che “esce” , specialmente negli sportivi è cosa abbastanza comune, ma il Dottor Xavier Mir che il 4 dicembre ha operato Marc Marquez all’ospedale Dexeus a Barcellona, ha parlato di un fatto davvero insolito. Insolito, perchè con una spalla messa male come lo era quella dello spagnolo, secondo il dottor Mir è stata un’impresa molto ardua portare a termine il campionato e soprattutto vincerlo.

    L’OPERAZIONE – “La testa omerale di Marc – spiega il Dottore in un’intervista rilasciata al giornale spagnolo Marca.com – era fuori in tutte le direzioni, quindi abbiamo operato in due modi. In primo luogo con chirurgia a cielo aperto, mettendo un mozzicone osseo per bloccare la parte frontale, e poi in artroscopia abbiamo riparato i legamenti.”

    “Il braccio – prosegue – era uscito in tutte le direzioni, per questo è difficile garantire il 100% della guarigione in determinate circostanze, ma dopo l’operazione, sempre con Marc addormentato, abbiamo fatto un test di stabilità spostando la spalla in tutte le direzioni e la spalla non è uscita. Questo è un buon segno perché, quando è sveglio, ha la muscolatura che la trattiene, quando è rilassato, la testa dell’omero danza di più.”

    LA CONVALESCENZA – Adesso Marquez, che oggi sta già meglio e che ha potuto iniziare a fare piccoli movimenti con il braccio, tornerà a casa a Cervera dove lo attende una riabilitazione di sei settimane. Lunedì 10 dicembre dovrà però tornare in ospedale per un controllo, dopodichè potrà riniziare a fare piccoli movimenti anche con la spalla.

    COME HA FATTO? – Ma ciò che sconvolge di più il Dottor Mir, è come Marquez sia riuscito a gareggiare e a vincere un campionato con una spalla in quelle condizioni:”Quasi non capisco come sia stato in grado di vincere la Coppa del Mondo in queste condizioni – conclude – la spalla era messa male e non avrebbe potuto continuare così, ma la vittoria in queste condizioni gli dà ancora più merito.”(da motosprint il 6/12/2018)

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