Vuelle, il ko con Milano e quello sforzo di accontentarsi e vedere il bicchiere mezzo pieno

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29 ottobre 2018

Blackmon al tiro (Foto Luca Toni)

Blackmon al tiro (Foto Luca Toni)

PESARO – In un campionato che non riserverà troppe soddisfazioni ai tifosi pesaresi, ci si deve accontentare delle piccole cose, di averne prese solo 15 da Milano, di aver fatto comunque un passo avanti rispetto al meno 35 di Venezia, che speriamo rimanga il punto più basso della stagione della Vuelle, di aver visto pezzi di talento, nascosti qua e là nelle tante disattenzioni, sia a livello individuale, che di squadra, ma almeno sappiamo che il quintetto dovrebbe avere il necessario talento per ben figurare in futuro, a patto che il gioco di squadra sostituisca quello individuale, forse non ci si deve accontentare del contributo della panchina, non perché quella milanese ha prodotto 51 punti e la tua solamente 9, ma perché l’unica speranza di arrivare alla doppia cifra in futuro, passa tra le mani del 18enne Shashkov, visto che Conti è stato di fatto relegato al ruolo di decimo e da Zanotti non si possono aspettare miracoli,

Ci si deve accontentare di aver visto il Dominic Artis “estivo”, quello che doveva spaccare le difese in due con le sue entrate, e metterne a segno otto, contro la difesa milanese è sicuramente positivo, dobbiamo essere contenti dei 21 punti segnati da Blackmon, che il ventello lo deve mettere a referto ogni domenica, per avere qualche speranza di salvarsi il prossimo maggio, non è da buttare via nemmeno la doppia doppia di Mockevicius, che ha quel brutto difetto di catturare solo i rimbalzi facili, quelli che prendi senza nessuna opposizione, ma il vero salto di qualità il lituano, lo farà solo quando uscirà col pallone in mano da una lotta dentro l’area, e tutto sommato non è andato male neanche Murray, il più utilizzato dal suo coach, perché Lamond ha una qualità che pochi possiedono, quella di non andare mai sopra le righe e di fare quello che è utile per la squadra, qualità che ha come contro indicazione, quella di non essere un protagonista per tutti e 40 i minuti, ma nella costruzione della squadra non era quello il suo ruolo.

Non ci si deve accontentare però del match giocato da McCree, impreciso al tiro ed evanescente a rimbalzo, perché poi quando ci va a rimbalzo, ha le necessaria qualità per uscire col pallone tra le mani, ma lì sotto la vita è dura ed è chiaro che gradisce parteciparvi il meno possibile, ma alla Vuelle servono più le sue entrate che delle triple scagliate senza ritmo, servono i suoi rimbalzi e serve che in difesa ci metta almeno un po’ d’impegno, altrimenti il buco nello spot di ala grande, sarà sempre cercato dagli attacchi avversari.

Ti devi accontentare è vero, ma poi guardi il tabellino e ti accorgi che hai comunque subito 97 punti da una Milano che forse ha giocato al 60-70% delle sue possibilità, che nelle ultime tre partite hai segnato 65 punti meno dei tuoi avversari, che più guardi le altre squadre giocare e più ti accorgi che il livello medio di questo campionato si è alzato rispetto ai precedenti e che sarai costretto a vincere tutte le partite di terza fascia, quelle che giocherai in casa contro le avversarie fuori dalla zona playoff, altrimenti dovrai cercare fortuna tra le partite di seconda fascia, come quella di domenica prossima a Brescia, che non starà vivendo un momento brillantissimo, ma che rimane una formazione con un roster costruito per il doppio impegno campionato – Coppa Europea. La parte durissima del calendario è per adesso alle spalle e si dovrà cercare di ripartire dal secondo tempo giocato con Milano, quello dove Pesaro è stata in grado di segnare 48 punti, poi ne ha subiti 47, ma ci dovremmo pur accontentare di qualche cosa.

 

I PIU’…

Dominic Artis: 21 punti non sono pochi, specialmente se li segni contro Milano, che non ti concede mai canestri facili e chiude l’area con i centimetri dei suoi lunghi, il ragazzo non ha paura dei contatti ed è più “fisicato” di quello che appare dalle tribune, buoni anche i 5 assist a referto, anche se come playmaker, deve migliorare nelle scelte.

James Blackmon: E’ uno di quei giocatori che sembrano nati per giocare a basket, che li vedi sul parquet e pensi che fare canestro sia la cosa più naturale al mondo, peccato che non sempre riesca ad esprimerlo e che esiste la fase difensiva, ma se cercate un leader per questa Vuelle, il suo nome è in cima alla lista dei candidati.

Tiri Liberi: 15 su 18, in un match dove Milano ha tenuto praticamente la stessa percentuale (15 su 17), aiutate sicuramente da un punteggio mai in discussione, che non ha messo troppa pressione ai giocatori delle due squadre, da segnalare il primo errore dalla lunetta di Blackmon in campionato, dopo 15 iberi a segno consecutivamente.

 

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – MILANO

Tiro da tre: Pesaro si conferma la peggiore squadra del campionato dalla linea dei 6.75, con una percentuale sotto il 25% (5 su 21), la mancanza di un tiratore puro rischia di diventare un problema di difficile soluzione per coach Galli.

Rimbalzi: 39 a 30 per l’Armani, che sfrutta nel miglior modo possibile la sua supremazia fisica, con Pesaro che ha faticato nella cattura di quelli contestati, per far quadrare i conti in futuro, dovrò salire di livello Eric McCree, fermo a soli 3 rimbalzi di media in queste prime quattro partite.

Assist: I soli 11 assist a testa distribuiti dalle due formazioni, sui 67 canestri segnati dal campo, dimostrano che è stata una partita dove sono prevalse le individualità rispetto al gioco di squadra.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

“Ogni figlio è bello a mamma sua” recita un noto proverbio e quando li guardi con gli occhi di un genitore, parecchi difetti non li noti o almeno fai finta di non vederli, ma è sempre giusto confrontarsi con gli altri, sapere come vieni visto, da chi non intrattiene rapporti di parentela con il soggetto e per capire quale sia il reale livello della Vuelle attuale, basta leggere il commento sul match pubblicato sulla Gazzetta dello Sport, a firma di Mario Canfora, giornalista che segue abitualmente l’Armani e che probabilmente ha visto per la prima volta dal vivo Pesaro ieri sera, “Milano si limita al minimo sindacale, perché dall’altra parte non trova nessuna resistenza, Pesaro per 25’ minuti fa quasi tenerezza. I suoi stranieri faticano in attacco e, soprattutto, non hanno voglia di sbattersi in difesa”. Tutto giusto purtroppo, perché la partita è finita sul 62 a 41 per gli ospiti e da quel momento Milano ha gestito il match senza dannarsi l’anima, ma che Pesaro fosse 10 volte inferiore all’Armani lo sapevamo tutti e il buon Canfora, forse non può sapere che a Venezia, sul meno 20, sette giorni fa, la Vuelle ha finito per prenderne 40 e non è che l’Umana abbia giocato al suo massimo. Così, sempre per la famosa voglia di accontentarsi delle piccole cose, si deve ripartire da lì, da quel tentativo di non prendere un altro schiaffone, ma di rialzarsi e provare a metterne a segno qualcuno, dal calore di un pubblico che avrebbe maledettamente bisogno di una squadra in grado di trascinare l’ambiente, perché nonostante tutto, all’Adriatic Arena c’erano 4500 persone, sonnacchiose per 25 minuti, ma pronte ad accendersi per una palla recuperata o per una stoppata dei suoi giocatori, pronte a fischiare coach Galli per avere messo in panchina Shashkov nel suo momento migliore, perché il talento lo riconoscono anche se è nascosto dentro il corpo di un 18enne, persone pronte a lottare anche per i prossimi 13 impegni casalinghi, consapevoli che la salvezza passerà tra le mura amiche del palazzone della Torraccia.

Pesaro non gioca una bella pallacanestro, ha tanti giocatori talentuosi che ancora non lo hanno dimostrato completamente e ha tanti giocatori che di talento ne hanno pochino, vedere giocare sporadicamente la Vuelle non ti lascia belle sensazioni, ma chi, come noi, ne segue costantemente le gesta, si deve accontentare di quello che passa in convento, come il fatto di avere ancora due squadre dietro di sé in classifica, e se una (Trento), non dovrebbe restarci troppo, l’altra (Pistoia) è quella su cui puntare forte per salvarsi. Meglio che niente.

DAGLI ALTRI PARQUET

Resiste la coppia al comando della classifica, con Milano e Venezia appaiate a punteggio pieno, dopo la netta vittoria ottenuta dall’Umana a Trento, ancora ferma a quota zero punti, come Pistoia, battuta a domicilio da Brindisi nel posticipo, Sono quattro le squadre a quota 6 punti, la prima è Sassari, brava a superare una combattiva Torino, la seconda è Varese, sempre in controllo nella vittoria casalinga ottenuta ai danni di Trieste, mentre non finisce più di sorprendere Cantù, che supera Reggio Emilia in un match dal punteggio Nba, ma il colpo di giornata lo mette a segno Cremona, che espugna il Paladozza, rifilando un ventello alla Virtus, in una quarta giornata che ha visto anche il risveglio di Avellino, vincente al fotofinish a Brescia, prossima avversaria della Vuelle.

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