Divieto di distruzione di nidi di rondini. Arriva l’ordinanza comunale

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31 ottobre 2018

PESARO – Il comune di Pesaro ha adottato l’ordinanza  n. 1626 del 23 ottobre “Misure per la tutela della biodiversità in ambito cittadino. Difesa delle Rondini, Rondoni, Balestrucci e Topine e divieto di distruzione dei nidi”. L’Amministrazione ha scelto di potenziare la tutela in particolare dei nidi anche su richiesta della sezione di Pesaro LIPU ( (Lega Italiana Protezione Uccelli), che ha già collaborato a Pesaro con l’IperRossini per la protezione dei 30 nidi presenti nel parcheggio sotterraneo.

Il Comune di Pesaro, anche su sollecitazione del Parco Naturale del Monte San Bartolo, ha dunque approvato l’atto che vieta esplicitamente la distruzione dei nidi di Rondine.

“Invitiamo fin da subito tutti i cittadini ad essere custodi delle Rondini, – affermano l’assessore all’Ambiente del comune di Pesaro Franca Foronchi e Lucia Cherubini delegata provinciale della LIPU- segnalandoci la distruzione di nidi “.

A destra Franca Foronchi assessore all'Ambiente e, a sinistra, Lucia Cherubini delegata provinciale LIPU

A destra Franca Foronchi assessore all’Ambiente e, a sinistra, Lucia Cherubini delegata provinciale LIPU

L’obiettivo di Comune e LIPU è  lavorare insieme per una migliore qualità ambientale e per un’agricoltura più sana. Un ambiente più sano per le Rondini è sano infatti  anche per noi.

“Rondini, Balestrucci e Rondoni sono il simbolo della primavera – precisano Franca Foronchi e  Lucia Cherubini – ,della speranza, della rinascita della vita. Negli ultimi decenni queste specie sono diminuite a livello europeo a causa dell’utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura. Questo infatti ha determinato la diminuzione di insetti di cui appunto le Rondini si nutrono. Inoltre, questi piccoli migratori svernano in Africa centrale riunendosi in dormitori notturni nei quali vengono attivamente cacciate dalla popolazione locale. Infine, la desertificazione che avanza pone un altro problema: la possibilità per questi piccoli uccelli di trovare ambienti adatti per fermarsi, riposare e nutrirsi prima di affrontare la lunga traversata del Mar Mediterraneo. E’ necessario uno sforzo comune ed extraeuropeo per proteggerle.”

 

 

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