Nasce Conf…Commercio Estero: ecco il nuovo interlocutore per l’internazionalizzazione delle imprese del territorio

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27 novembre 2018

PESARO – Nuova avventura per la Confcommercio Pesaro-Urbino che stringe la mano ad Aice (Associazione Italiana Commercio Estero) battezzando Conf…Commercio Estero Pesaro-Urbino Marche-NOrd. Ovvero la nuova costola interna all’associazione pesarese che, attraverso la partnership con Aice, si propone di agevolare tutte le esigenze di internazionalizzazione commerciali delle imprese della provincia di Pesaro-Urbino e della stessa regione Marche.

«Attivare canali di penetrazione aziendale all’estero è una esigenza importante per tante delle 4789 imprese a noi associate» spiega il direttore provinciale di Confcommercio Amerigo Varotti che ascrive la recente confluenza delle Camere di Commercio provinciali in un unico ente camerale regionale fra le concause della nascita di Confcommercio Estero: «Il timore è che, soprattutto nelle periferie d’impresa, possa venire meno quel lavoro di coordinamento che era svolto dalle camere di commercio locali anche attraverso l’azienda di internazionalizzazione locale Aspin 2000. Motivo per cui Confcommercio Estero vuole porsi come interlocutore delle aziende della provincia per aumentare le possibilità di affrontare i mercati esteri. Saremo però ben felici di dialogare con la Camera di Commercio regionale per tutte quelle azioni che tendano ad agevolare questo supporto all’impresa locale».

L’export rappresenta una delle azioni prioritarie in tal senso «che – ricorda Varotti – registra nella provincia pesarese il dato migliore rispetto alle altre della regione con 1 miliardo e 296 milioni di fatturato nel primo semestre del 2018 rispetto a 1 miliardo e 212 milioni dello stesso periodo del 2017». La media regionale segna invece una flessione dell’1,89% principalmente dovuto ad un calo di esportazioni della provincia ascolana.

La conferenza stampa di presentazione di Confcommercio Estero. Da sinistra: il docente dell'Università di Urbino Fabio Musso, il segretario generale Aice David Doninotti, il direttore provinciale di Confcommercio Amerigo Varotti e il presidente provinciale di Confcommercio Angelo Serra

La conferenza stampa di presentazione di Confcommercio Estero. Da sinistra: il docente dell’Università di Urbino Fabio Musso, il segretario generale Aice David Doninotti, il direttore provinciale di Confcommercio Amerigo Varotti e il presidente provinciale di Confcommercio Angelo Serra

«Abbiamo chiesto ad Aice di affiancarci in questo lavoro di consulenza e supporto – dice Varotti – per aiutare le imprese a comprendere i tipi di restrizioni, gli embarghi e i modus operandi nei mercati esteri. Cercheremo anche di sopperire ad una recente carenza da parte istituzionale della Regione nel sostegno all’internazionalizzazione»

David Doninotti segretario generale di Aice spiega come quest’ultima «sia una associazione d’imprese che fa parte di Confcommercio attraverso una struttura orizzontale che ha l’obiettivo di offrire servizi personalizzati alle imprese in base agli interlocutori, alle dimensione e ai settori merceologici della rispettiva azienda».

Tre le macro-categorie d’intervento di Concommercio Estero: «Prima di tutto l’assistenza specialistica – ricorda Doninotti – ovvero una consulenza su tutti i temi di commercio con l’estero che spazino dagli aspetti contrattuali, doganali e fiscali a pagamenti internazionali, trasporti, certificazioni, registrazioni marchi e brevetti. La seconda macrocategoria riguarda la formazione attraverso corsi, seminari e workshop che portano in aula oltre 3mila imprese l’anno. Terza macro-categoria, riguarda la sfera della promozione con affiancamento costante nel tempo per creare una cultura dell’internazionalizzazione».

Cultura che passa attraverso l’inclusione dell’Università di Urbino come parte di Confcommercio Estero: «Un progetto che rappresenta un esempio virtuoso da diffondere e comunicare – sottolinea Fabio Musso, docente di Marketing Internazionale all’Università di Urbino – l’università può allargare la logica ecosistemica di un mondo accademico a supporto dello sviluppo dei territori»

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