A 50 anni dall’apertura del casello sull’A14, Ricci incontra i pionieri dell’uscita autostradale pesarese

casellantiPESARO – I pionieri si chiamano Francesco Fontana (76 anni), Giacinto Remedia (88 anni), Lucio Pavoni (80 anni) e Gianfranco Bacchini (74 anni). «Un pezzo di storia della città», dice Matteo Ricci, stringendogli la mano. Sono loro i primi casellanti, insieme al collega Fernando De Franceschi (impossibilitato a presenziare per motivi personali, ndr), a battezzare, il primo novembre del ’68, l’apertura dell’uscita autostradale pesarese. Oltre 35 anni di servizio, dall’Iri alla privatizzazione: «Siamo stati per anni il primo ufficio turistico. Al casellante si chiedevano informazioni di ogni tipo». Nel mezzo, aneddoti a non finire. Ma anche pagine meno felici. Come quella vissuta in prima persona da Bacchini: «Era il 19 giugno del 1987. Passate le 11 di sera, si ferma una 131. Scende Fabio Savi con la pistola. Ancora tremo. Fuggendo, allo svincolo svoltarono per Urbino. E pensare che proprio cinque minuti era passata la pattuglia di controllo. E’ stata la prima delle rapine alle stazioni autostradali per la banda della Uno Bianca». Con il sindaco, tra l’altro, discutono di opere accessorie. Vedendo di buon occhio il secondo casello a Santa Veneranda: «Un bel passo in avanti per la viabilità», osservano i pionieri. «E’ partito il cantiere di Muraglia. Adesso incalzeremo sul resto. Dopo la vicenda di Genova c’è apprensione: la minaccia di ritirare la concessione ad Autostrade sta tenendo fermi 10 miliardi di investimenti in giro per l’Italia. Noi lavoreremo per fare partire gli altri cantieri prima possibile. Nei prossimi giorni saremo di nuovo al ministero per fare il punto», commenta il sindaco.

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