Luce, acqua e gas: lunedì sciopero di otto ore degli addetti. I sindacati: “A rischio 70mila posti di lavoro”

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13 dicembre 2018

PESARO – Lunedì prossimo 17 dicembre, le organizzazioni sindacali di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl, Flaei Cisl e Uiltec Uil hanno proclamato uno sciopero nazionale di 8 ore dei lavoratori dei settori: elettrico, gas e acqua. Alla protesta aderiscono e partecipano anche i lavoratori del nostro territorio. I sindacati parlano di provvedimenti scellerati che vedrebbero destrutturati interi settori produttivi. In particolare si vogliono scongiurare gli effetti dell’articolo 177, comma 1 del cosiddetto Codice degli appalti.

“Tale regola, non trova alcun fondamento nella normativa europea di riferimento –scrivono le organizzazioni sindacali – e stabilisce che i titolari di concessioni già in essere al 18 aprile del 2016, che abbiano ricevuto l’affidamento “senza gara”, dovranno affidare una quota pari all’80% dei propri contratti relativi alle concessioni, di importo pari o superiore a 150.000 euro, mediante procedura di evidenza pubblica, per il restante 20% potranno ricorrere a controllate-collegate.

Se la norma dovesse applicarsi molte società si trasformerebbero in un sol colpo in piccole e medie società appaltatrici che dequalificherebbero servizi essenziali per la comunità, senza poter fare quegli investimenti necessari per modernizzare le infrastrutture energetiche. I concessionari sarebbero sostanzialmente espropriati delle attività inerenti la concessione, divenendo delle mere stazioni appaltanti prive di ruoli operativi e gestionali, e si determinerebbe una polverizzazione a favore di terzi”.

A ciò si aggiunge un’altra ipotesi “scellerata: “Una ulteriore motivazione dello sciopero- spiegano- risiede nel fatto che il Governo ha anche ipotizzato l’esclusione della Geotermia convenzionale dalle Fonti di Energie Rinnovabili meritevoli di incentivazione. Una scelta assurda e scellerata che, se attuata, porterà pesantissime conseguenze anche in questo settore che vede una occupazione di oltre 2000 addetti diretti e indiretti, in quanto la fine degli incentivi non renderà più economicamente sostenibili gli investimenti a causa dell’altissimo rischio di impresa”.

I rischi sarebbero: un blocco degli investimenti di circa 2,5 miliardi di euro oltre alla perdita del contributo Pil e il rischio per oltre 70.000 addetti nel settore a cui si somma un aumento potenziale della fiscalità generale”.

Lo sciopero sarà effettuato per l’intera giornata e riguarderà ogni ciclo di turnazione. Inoltre, l’astensione dal lavoro si svolgerà nel rispetto della legge 140/90 che attiene alla continuità del servizio e al mantenimento e la tutela degli impianti e dei cittadini.

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