Vuelle, Sassari getta sale sulle ferite: pesaresi con la peggior difesa del campionato, col peggior apporto di assist e col penultimo score nel tiro da tre

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27 dicembre 2018

mockevicius

Mockevicius a canestro contro Sassari

PESARO – Ci potremmo consolare, come sempre, con le disgrazie altrui, ovvero col fatto che dopo 12 giornate, ci siano ancora tre squadre con due punti in meno della Vuelle, ma almeno Pistoia, Reggio Emilia e Cantù, le tre formazioni a quota sei, hanno dato l’impressione di essere vive, pur se alle prese con problemi da risolvere, l’encefalogramma di Pesaro invece sembra piatto, capace di risvegliarsi saltuariamente da uno stato comatoso, anche se a vedere la difesa di ieri sera, c’è da chiedersi cosa facciano durante la settimana, perché la difesa a zona del primo quarto, sembrava messa lì dopo aver perso una scommessa e non dopo averla provata e riprovata nella palestra nord della Vitrifrigo Arena, poi magari saremo anche sfortunati e a gente che tira abitualmente con meno del 20%, capita la serata magica contro di noi, ma se Cremona tira 20 su 40 dai 6.75 e segna 122 punti, e sette giorni dopo, Sassari segna 18 triple su 36, con la stessa percentuale del 50%, e infila 114 punti nella retina pesarese, ci viene da chiedere se la situazione sia cronica o esiste ancora qualche speranza di aggiustare la situazione. A livello tecnico, non è semplice uscirne, perché è palese che Blackmon e McCree siano lontani parenti di un difensore mediocre, che Artis è ufficialmente un difensore mediocre, che Murray è in bilico tra difendere male da guardia e difendere male da ala piccola e che Mockevicius tra le sue tante qualità, non ha ancora la necessaria scaltrezza per far la voce grossa dentro l’area piccola, magari ci possono salvare i panchinari? Difficile, perché Monaldi è piccolo e va in grosse difficoltà nella marcatura di play più fisici di lui, Ancellotti va in difficoltà contro chiunque e Zanotti difende con energia, ma zero tecnica. Allora ci può salvare la zona? I due match dove l’abbiamo provata per più tempo, sono state le trasferte di Venezia e Sassari, ovvero le peggiori partite giocate dalla Vuelle finora. Come se ne esce allora? Provando a cambiare la guida tecnica, ovvero trovare un allenatore che riesca a far capire a questi giocatori, che in Italia le partite si studiano, e che se anche se sei dotato di un buon talento offensivo, col passare dei mesi, ti prendono le misure, non ti concedono più quei tiri puliti, come accadeva ad ottobre, quelli che ti facevano pensare “tanto siamo bravi, vediamo di fare un punto in più degli altri”. Sbagliato, perché o sei Lebron James o ogni tanto, devi metterti giù col culo basso e difendere sul tuo uomo, magari davanti ad un video, quello che deve farti vedere un allenatore serio, perché se non sai che il trentino Mian è il migliore tiratore da tre del campionato, non è solo colpa tua, ma di chi queste cose deve dirtele.

Poi esiste anche il problema del tiro da tre, quello che ti fa segnare solo 3 triple sulle 21 tentate a Sassari, quello che in 12 partite è sotto il 30% complessivo, quello che in estate pensavi di non avere e che a Natale invece è uno di quelli più gravi da risolvere, perché alla fine, un tiratore puro non c’è l’abbiamo, per migliorare la percentuale esistono tre soluzioni: Il lavoro in palestra e quello speriamo che ci sia, la qualità dei tiri, e su quello ci sarebbe tanto da dire, od ingaggiare un tiratore, allungando tra l’altro un roster che, col passare delle giornate, è diventato ufficialmente corto. A questo proposito, apriamo una parentesi, e torniamo a parlare di un giocatore che è caduto troppo presto nel dimenticatoio, ma non è casuale che le due migliori partite della Vuelle – vittoria con Trieste e a Cantù – siano concise con Alexander Shaskov in campo, perché il russo è quel rinforzo di cui Pesaro ha bisogno, ma non vorremmo fosse “era”, perché è ormai un mese che non scende in campo e, in una situazione simile, nessuna squadra è rimasta trenta giorni senza uno straniero, ma tutte hanno prima cercato e poi ingaggiato un sostituto, in Via Bertozzini invece tutto tace, senza un referto medico sulla reale situazione della schiena di Shashkov, per cui, è bene ricordare, siamo passati al 6+6, con tanto di luxury tax pagata, e negare che la sua assenza non sia un problema, non è rispettoso né per il giocatore, né per il pubblico pagante, che comincia a chiedersi se l’immobilità, non possa portare a  conseguenze irrisolvibili. Ricapitolandolo: Pesaro ha la peggiore difesa del campionato, con oltre 90 punti subiti di media, è la penultima come percentuale da tre, e quella che concede le maggiori percentuali dal campo ed è ultima negli assist, potrebbe essere colpa di chi l’allena?

I PIU’ …….

Tiri liberi: 18 su 21, solo tre errori dalla lunetta, tra cui quello insolito di Blackmon, miglior liberista del campionato, una magra consolazione comunque in una serataccia.

Egidijus Mockevicius: Ancora una volta è stato il meno peggio dei suoi, anche se non è stata una delle sue migliori partite, soprattutto in fase difensiva, ma almeno ha dato segnali di vita, anche se come al solito, non gli arriva mai un pallone pulito, e si è preso solo 5 tiri dal campo.

….. E I MENO DELLA SFIDA SASSARI – PESARO

Tiro da tre: 3 su 21, tutti dietro la lavagna, o meglio dietro l’arco dei 6.75, a provare e riprovare un tiro che col passare delle partite ha sempre meno voglia di entrare dentro la retina.

Rimbalzi: 43 a 30 per Sassari, che è andata con tutti i suoi uomini a rimbalzo, mentre Pesaro ha lasciato, come sempre, il solo Mockevicius a lottare contro tutti.

Erik McCree: E se parliamo di mancanza a rimbalzo, il nostro Erik ne ha catturato uno solo in 30 minuti, dove ha passato il tempo a sparacchiare dai sette metri, a forzare le penetrazioni e a chiedere al compagno: “Ehi, man, quello era il mio o era il tuo? E nel frattempo entrava un’altra tripla nel canestro pesarese.

James Blackmon: Se il tiro da tre continuerà a fare cilecca, non sarà semplice per James vincere la classifica dei migliori realizzatori, perché la vita in penetrazione si fa più complicata, partita dopo partita, e se non apri la scatola da fuori, il ventello non è più così automatico.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano supera senza troppi problemi Brescia e porta il suo vantaggio su Venezia a sei punti, dopo la sconfitta inaspettata, ma giusta, subita a domicilio da Trieste, che si candida fin da ora al ruolo di terza forza del campionato, anche se la terza casella è per adesso occupata dal trio coppia Varese, Cremona ed Avellino, grazie alla vittoria agevole ottenuta dall’Open Job Metis su Cantù, dall’altrettanto agevole successo ottenuto dalla Sidigas a Torino nel posticipo  e dai due punti conqusitati della Vanoli a Brindisi, con i pugliesi raggiunti al settimo posto dalla Virtus Bologna, vittoriosa su Reggio Emilia. Trento vede l’ottavo posto, dopo il blitz a Pistoia, con i toscani che rimangono in fondo alla classifica, insieme a Reggio Emilia e Cantù.

 

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