Vuelle, ripartire dalla reazione con Brindisi per lavorare sulle lacune

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28 gennaio 2019

PESARO – Se qualcuno sabato sera, non fosse stato tra i 4160 presenti alla Vitrifrigo Arena, potrebbe pensare che la Vuelle sia tornata quella pre-Boniciolli, quella che subiva 100 punti senza reagire, in balia dell’avversaria. Fortunatamente non è così, o almeno non lo è ancora, anche se dopo il primo tempo, qualche dubbio si era insinuato nelle nostri menti, visti i 60 punti subiti senza grossa opposizione, con quella difesa tristemente nota, che concedeva tanta libertà ai tiratori brindisini, che contraccambiavano segnando 11 triple su 18 tentativi, ma nel terzo quarto, c’è stata la reazione, con una difesa che ha concesso solamente 12 punti, risalendo fino a meno sei, anche se dall’altra parte c’era una Happy Casa in gran spolvero, probabilmente una delle due-tre squadre più in forma del momento, una formazione che con lo spostamento di Moraschini da play, ha trovato quell’equilibrio che non aveva con Wes Clark, con un roster lungo e di qualità, onestamente troppo anche per la Vuelle 2.0, che l’altra sera, ha avuto un differenziale di 30 punti tra la sua panchina (8 punti) e quella avversaria e che continua a dipendere totalmente dalla voglia delle sue stelle di dare sempre il 100%.

E contro Brindisi, sia Blackmon che McCree hanno giocato sotto il loro standard, con James che continua a non mettere dentro quelle triple ben costruite che la retina si rifiuta di accogliere, e quando il tiro da fuori non entra, la difesa si stringe e gli impedisce di arrivare al ferro con facilità, ma Blackmon potrebbe rendere di più anche in fase difensiva, dato che molte delle triple brindisine del primo tempo, sono state scagliate dall’uomo che doveva marcare, per la disperazione di Boniciolli, che lo incendiava con lo sguardo ogni volta che gli passava davanti.

E se il numero uno della Vuelle ha giocato sottotono, il numero due ha fatto decisamente peggio, prendendosi solamente otto tiri, infastidito dalla marcatura asfissiante su di lui studiata da coach Vitucci, come se il fatto di essere il secondo miglior realizzatore del campionato, gli aprisse di diritto autostrade verso il canestro avversario, Erik deve invece capire che proprio questo, lo ha fatto finire sotto i riflettori e per il futuro, dovrà trovare il modo di variare il suo stile di gioco, che probabilmente non contiene la parola rimbalzo, visto che ne ha catturato uno solo in 35 minuti, sintomo di una superficialità che troppo spesso lo ha caratterizzato in questa stagione, e come sapeva coach Galli, entrare nella sua testa è un lavoro logorante, che richiede applicazione quotidiana e tanta pazienza, senza dimenticare di usare anche il bastone ogni volta che esce dai binari.

PANCHINA VUELLEMa non ci sono solo brutte notizie, perché il terzo violino biancorosso ha cominciato a suonare la sua melodia, infilando la terza partita consecutiva di alto livello, dimostrando ancora una volta, come sia la testa a comandare il corpo, come la fiducia nei propri mezzi e un coach che a sua volta te la concede, faccia tutta la differenza del mondo, stiamo parlando naturalmente di Dominic Artis, che si sente un tiratore dopo l’arrivo di Boniciolli, e se il tiro da fuori tende ad entrare, aumentano le sue possibilità di arrivare al ferro con semplicità e in questo movimento, Artis è uno dei quattro-cinque migliori interpreti del campionato, poi se cresce la fiducia, cresce anche la possibilità di trasformarlo in un playmaker vero, ma per riuscirci, servirebbero dei compagni in grado di supportarlo con maggior efficacia.

Il problema è che in un basket che vive di scarichi sul perimetro e di pick and roll, questa Vuelle si trova in grande difficoltà, soprattutto perché non ha un lungo capace di rollare verso canestro, il buon Mockevicius, sabato sera non era al massimo della forma e i pochi palloni arrivati nelle sue mani, non è riuscito a convertirli in due punti, ma anche con il lituano al top, permangono i problemi a servirlo coi tempi giusti e di fatto, Egidijus è l’unico lungo di Pesaro, visto che Ancellotti lo conosciamo fin troppo bene, Shashkov è un’incognita e Zanotti è stato spostato da ala piccola per esigenze di squadra, a dire il vero ci sarebbe anche McCree, ma da ottobre si rifiuta di stazionare dentro l’area e convincerlo ad entrarci è uno dei tanti problemi, che coach Boniciolli dovrà risolvere al più presto.

I PIU’……

Tiro da tre: Non ricordiamo tante partite dove le due squadre hanno tirato col 50% complessivo, ma il problema è che Pesaro ne ha segnate 8 su 16, mentre Brindisi ne ha infilate 18 su 36, e se chiudi con un differenziale di 30 punti dal perimetro, non hai molte possibilità di vincere il match.

Rimbalzi: Pesaro alla fine ne ha catturati 33 contro i 30 dei brindisini, ma questo dato è stato inficiato dai tanti errori ravvicinati commessi dai biancorossi, che gli hanno permesso di avere tanti secondi tiri a disposizione, col piccolo problema che non sono mai riusciti a convertirli in due punti.

Dominic Artis: Una partita da protagonista in ogni lato del campo, perché oltre ai 27 punti segnati, ha riempito il suo tabellino di assist, palle recuperate, falli subiti e rimbalzi, dopo essere stato in odore di taglio sotto la gestione Galli, è ritornato ad essere protagonista.

….. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – BRINDISI

Palle perse: Pesaro ne getta al vento 18, tra passaggi sbagliati, forzature e un pessimo timing nell’esecuzione degli schemi, e ogni volta che la Vuelle ha perso palla è stata puntualmente castigata, da un’Happy Casa cinica e pronta a punire ogni disattenzione.

Erik McCree: Nella ripresa è sparito completamente, segnando solo due punti, senza nemmeno cercare di rendersi utile in qualche maniera, se fosse stato un giocatore continuo, Pesaro avrebbe qualche punto in più in classifica.

Difesa: Siamo tornato a subire più di 100 punti, dopo un primo tempo in cui Brindisi ne aveva messi a referto 60, e se l’Happy Casa è stata bravissima a segnare anche canestri difficili, non possiamo dimenticarci dei tanti tiri aperti concessi colpevolmente da una difesa pesarese perennemente in ritardo nelle chiusure.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Il primo anticipo stagionale della Vuelle al sabato, ci ha consentito di seguire più comodamente le altre sette partite in programma alla domenica e abbiamo avuto la conferma, che questo campionato ha un padrone già designato dalla prima giornata – Milano – ma tra le altre 15 squadre la differenza non è poi così marcata, e non è casuale che i risultati a sorpresa siano all’ordine del giorno. Tutto sommato, in ottica Vuelle, non è stata una brutta domenica, ma nessuna delle altre tre formazioni in lotta per la salvezza, sembra nettamente inferiore al resto della compagnia, Pistoia ha resistito un tempo, pur priva di Dominique Johnson, il cui sostituto arriverà in settimana, e Venezia ha dovuto impegnarsi per staccare l’ultima in classifica, Torino ha perso l’ennesimo finale punto a punto, ancora una volta al supplementare, ma ha il talento necessario per tornare subito alla vittoria, Reggio Emilia sta pagando a caro prezzo il gran numero di infortunati, ma anche la Grissin Bon è una squadra viva, che tra l’altro domenica sarà impegnata a Torino in una sfida molto importante, considerando soprattutto che la Fiat all’andata sbancò il PalaBigi per 98 a 85 e gli scontri diretti faranno la differenza alla fine e il 2 a 0 di Pesaro con Pistoia, potrebbe essere annullato ad esempio, in caso di un arrivo a tre con i toscani e Reggio Emilia, soprattutto se la Vuelle dovesse perdere con la Grissin Bon nel ritorno, dopo il meno 42 dell’andata.

Ma per fare calcoli è ancora presto, mentre siamo come sempre in ritardo alla voce “cambio dell’americano” o meglio dello straniero, perché non è che Shashkov stia convincendo più di tanto, anzi, se non fosse un giocatore in prestito da Milano, sarebbe già stato tagliato da un mesetto, perché è bene ricordare che per lui siamo passati al 6+6 con tanto di luxury tax pagata. Boniciolli, come sempre ha parlato chiaro, è sa che la sua “second unit”, quella chiamata volgarmente panchina, non è all’altezza della situazione, ci piacerebbe comunque sapere che cosa pensi di Luca Conti, anche se il fatto che non lo abbia né schierato, né nominato in queste tre settimane, lascia presagire che non sia in cima alle sue preferenze, visto che invece ha nominato altri due juniores come Tognacci e Morgillo, elogiandoli per il lavoro settimanale svolto, e con Conti non considerato, Shashkov che forse andrà in forma quest’estate, Ancellotti che quest’estate dovrebbe ritornare in serie A2, a lui più congeniale, Monaldi che si tiene stretto il suo record di minor punti segnati in rapporto ai minuti giocati e Murray che è diventato un panchinaro per demeriti acquisiti sul campo, la situazione non è per niente rosea.

Boniciolli fa il suo mestiere quando dice che deve migliorare il materiale umano a sua disposizione, ma al momento della sua firma con la Vuelle, ha accettato di fare un passo indietro dal punto di vista economico, per lasciare alla società un piccolo margine di manovra in caso di reale necessità e, per adesso, il 13esimo posto ci lascia la testa fuori dall’acqua, ma sono anche 13 le partite che mancano alla conclusione del campionato e per salvarsi, se ne dovranno vincere almeno altre 4 o 5, considerando però che le prossime due sono fuori portata e delle rimanenti 11, vincerne 5 non sarà per niente semplice e servirà una grande Vuelle, o meglio una Vuelle più lunga, con una rotazione che tenga in considerazione ogni brutta eventualità. Nelle prossime due settimane non succederà niente, perché la pausa di febbraio è troppo vicina e troppo allettante per anticipare un’eventuale mossa di mercato, che la nostra dirigenza sa di dover compiere, ma che non ha ancora deciso quando, perché tergiversare è più comodo in questo momento.

La prossima domenica, la classifica si muoverà per forza, visto lo scontro diretto Torino-Reggio Emilia e la Fiat poi avrà un’altra partita casalinga non impossibile – Sassari – così come la Grissin Bon – Cantù – con il serio rischio di ritrovarci tutti insieme a quota 12 prima della pausa, cosa faranno allora i dirigenti Vuelle?

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano ritrova la vittoria regolando senza troppi problemi la Virtus Bologna, al secondo posto solitario sale Venezia, che dopo un primo tempo sonnacchioso, rifila il ventello a Pistoia, al terzo posto si porta Cremona, che vince ad Avellino e la supera in virtù del 2 a 0 negli scontri diretti, mentre Brindisi viene affiancata al quinto posto da Varese, che ha superato Sassari nel posticipo. A Trieste serve un supplementare per superare Torino, che resta all’ultimo posto insieme a Pistoia, e a quota 16 punti sale anche Brescia, vittoriosa al fotofinish a Reggio Emilia, mentre a quota 14, Trento viene raggiunta e superata da Cantù, dopo la vittoria nello scontro diretto, con i brianzoli che possono vantare il 2 a 0 e di fatto, si tolgono dalla zona pericolo.

 

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