Vuelle, una beffa che fa male. Ma il ko con Venezia non polverizza le tracce dei progressi con Boniciolli

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4 febbraio 2019

PESARO – Non siamo mai stati degli ottimisti, e gli ultimi sette anni della Vuelle non ci hanno certamente aiutato a cambiare atteggiamento, ma, dobbiamo fare mea culpa, perché, per un minuto, ieri sera, ci avevamo creduto, avevamo pensato di poter portare a casa i due punti, quando Pesaro era arrivata, con merito, a condurre per 59 a 38, con 16 minuti da giocare, ma ci eravamo illusi, perché ormai dovremmo essere preparati alle rimonte impossibili degli avversari, ricordando come da ottobre 2012 ad oggi, la Vuelle abbia giocato quasi 200 partite e quelle che è riuscita a vincere in maniera tranquilla, saranno state sì e no una decina.

Soprattutto, avremmo dovuto capire, come l’Umana vista fino a quel momento, fosse troppo brutta per essere vera, con quella difesa che aveva concesso troppe entrate facili, con tanto di canestro e fallo, con quell’attacco che aveva fallito 15 triple sulle 20 tentate, con la mancanza d’attenzione a rimbalzo, che le aveva fatto stabilire uno storico record negativo, quello di un solo rimbalzo conquistato nel primo quarto, insomma, solo se Venezia avesse continuato a giocare male, la Vuelle avrebbe potuto sperare di conquistare tranquillamente i due punti in palio, ma la Reyer non è seconda per caso, ma per merito, ha un roster così lungo, che pochi si sono accorti che mancasse Marco Giuri, e che può permettersi di tenere in tribuna un giocatore del calibro di Deron Washington, e, consentiteci di essere maligni, Venezia ci è sembrata in grado di portarla a casa, nel momento in cui Daye è uscito per cinque falli, perché Austin non ci sembra completamente a suo agio in questa Umana e, dalla sua uscita, Venezia ha piazzato il break che le ha permesso di espugnare la Vitrifrigo Arena.

E non è casuale nemmeno quello che è successo negli ultimi minuti, quando Venezia ha piazzato un break di 14 a 3, passando dal 75 a 83, all’ 89 a 86, quattro minuti dove Pesaro è riuscita a segnare un solo canestro, la tripla a fil di sirena di Zanotti, perché alla fine conta il talento, conta l’energia che sei riuscito a conservare, e Pesaro ne aveva spesa tantissima, vista anche l’assenza di McCree, con una rotazione a 8, contro gli 11 schierati da coach De Raffaele, contano gli schemi eseguiti e Bramos si è preso triple pulite, mentre Pesaro ha continuato ad attaccare il ferro, senza avere più la lucidità per farlo in maniera pulita, anche se improvvisamente il metro arbitrale è cambiato e i contatti, fallosi fino ad un attimo prima, sono diventati invece normali contatti di gioco, contano insomma tutte quelle piccole cose che fanno la differenza tra una squadra vincente ed una che per vincere, deve sempre superare i suoi limiti.

vl artis

Artis in palleggio

Fin qui i meriti di Venezia, ma siamo anche convinti che la Vuelle vista ieri sera, avrebbe vinto con quasi tutte le altre squadre, perché la gestione Boniciolli continua a dare i suoi frutti, è riuscito infatti a migliorare la fase difensiva, dove le triple piedi per terra concesse, cominciano a scendere di numero, è riuscito a coinvolgere tutti a rimbalzo, con il mantra che tutti possono catturarne, anche i piccoli, è riuscito a rivitalizzare Murray, che rimane un giocatore in odore di taglio, ma che almeno ha fatto vedere di poter ancora essere utile, è riuscito a far diventare un giocatore da Serie A, il buon Zanotti, che campione non è, ma che senza essere un vero titolare, si è trasformato in un buon cambio, ha modificato la mentalità di Artis, che anche ieri sera si è preso 17 tiri dal campo, sbagliandone sì 12, ma Dominic deve continuare ad essere il terzo violino di questa Vuelle, altrimenti la coppia Blackmon-McCree, sarà troppo prevedibile in fase offensiva.

Insomma, il rammarico per questa sconfitta non sparirà in fretta, soprattutto se stasera a Pistoia, l’Armani scenderà in campo con lo stesso atteggiamento di Venezia nel primo tempo a Pesaro, perché per Milano, questa è una partita poco importante, una scocciatura che la distrae dal suo unico obiettivo di questa parte della stagione, quello di raggiungere i playoff d’Eurolega, in una squadra che tra l’altro, deve ancora assorbire il grave infortunio capitato a Gudaitis, out per la stagione, e se Pistoia riuscirà a portare il match ad un finale punto a punto, non sappiamo quanta energia vorrà sprecare Milano, per conquistare due punti praticamente ininfluenti per lei. La zona retrocessione si è ridotta a sole quattro squadre, perché Trento e Cantù si sono tolte dai guai in maniera definitiva, con Torino salita a 10 punti, dopo il netto successo ottenuto ai danni di Reggio Emilia, con la Fiat che può vantare così il 2 a 0 negli scontri diretti con la Grissin Bon, domenica Pesaro andrà a far visita all’Armani, che anche volendo, in casa non perde mai, poi arriverà la pausa, in cui dovranno essere prese quelle decisioni inevitabili per sperare di poter raggiungere una salvezza che appare sempre più complicata.

I PIU’……

James Blackmon: Ha segnato 29 punti, prendendosi solo 12 tiri dal campo, ha fatto percorso netto dalla lunetta, ha catturato rimbalzi, ha distribuito assist, ha fatto tutto quello che poteva umanamente fare, perché per segnare i canestri decisivi nel finale, avrebbe dovuto essere Superman, ma purtroppo il mantello, non è ancora in grado di indossarlo.

Rimbalzi: 36 a 26 per la Vuelle, con tutti gli otto uomini schierati in campo che hanno portato il loro mattoncino alla causa, anche se alla fine, il migliore è stato il solito Mockevicius,

Primo tempo: Pesaro gioca al meglio delle sue possibilità, segnando 53 punti, con tre uomini in doppia cifra, controllando ogni fase del gioco, uno dei migliori giocati dalla Vuelle nella sua storia recente.

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – VENEZIA

Diego Monaldi: Lo abbiamo visto giocare anche peggio, ma nonostante l’impegno profuso, continua ad essere sterile in fase offensiva e poco creativo in fase di costruzione del gioco.

Tiro da tre: il 2 su 12 del secondo tempo è una della cause della sconfitta pesarese, anche perché Venezia, nello stesso periodo, ha tirato dall’arco con uno straordinario 11 su 18.

Assist: 10 canestri assistiti sui 28 realizzati, anche se alcuni palloni in più sono arrivati ai lunghi, ma ancora non basta per rendersi veramente pericolosi in ogni fase del gioco.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

La Vuelle è in cerca di un rinforzo, in punta di piedi, come suo stile, ma in Via Bertozzini si sta valutando di sostituire Murray, nonostante la buona partita giocata contro Venezia, affare che si dovrebbe fare durante la pausa, perché, anche se arrivasse Lebron James, difficilmente si riuscirebbe a vincere a Milano, e, così facendo, chiunque arrivi, percepirebbe solo tre stipendi – da metà febbraio a metà maggio – con la possibilità, una volta finito il nostro campionato, di accasarsi all’estero, magari in una squadra che ha bisogno di un rinforzo per i playoff.

Tutto calcolato insomma, perché quando hai pochi soldi in cassa, devi andare coi piedi di piombo e la prima mossa, come sempre, è quella di trovare un posto per Murray, liberarsi del suo stipendio, incassare magari un piccolo buyout e, con quello, andare alla ricerca del sostituto, tirando fuori 20-30 mila euro tutto compreso, ma cosa sta cercando Stefano Cioppi e quali requisiti dovrebbe avere il nuovo giocatore della Vuelle? La cosa più importante è che, per lui, non si debba pagare nessun buyout, ovvero che provenga da un campionato conclusosi da poco, come quello australiano, o che sia stato liberato dalla sua squadra, diventando libero di accasarsi altrove senza nessun esborso extra, poi ci sono le caratteristiche tecniche, che ci portano ad un atleta già esperto del basket europeo, e che magari in passato, sia stato anche nel Bel Paese, per evitare qualsiasi problema d’ambientamento, il ruolo deve essere quello dell’ala piccola, con possibilità di giocare anche da guardia, insomma un tre/due, con un buon tiro da fuori, che sappia difendere in maniera decorosa e tiri giù 4/5 rimbalzi, tutto quello insomma che ha fatto Murray contro Venezia.

Pretendere che arrivi un fenomeno non è realistico, perché la Vuelle si trova praticamente, nella stessa situazione di chi prenderà Murray e si chiederà se abbia fatto un affare o abbia preso un granchio, e si chiederà anche il motivo per cui Pesaro lo ha tagliato, così, per chiunque arrivi al suo posto, ci chiederemo il motivo per cui la sua vecchia squadra abbia rinunciato a lui, e se dietro al taglio ci siano, magari, questioni caratteriali o extra cestistiche, tutte domande lecite, dietro a cui ci possono essere risposte semplici, come problemi economici del club o necessità di rinforzarsi in un altro ruolo.

L’importante è che non si aspetti l’ultimo minuto e che il rinforzo sia a Pesaro già a metà febbraio, in modo da avere due settimane di tempo per conoscere compagni e coach, ambientarsi in città ed essere pronto per la sfida del 3 marzo con Brescia.

DAGLI ALTRI PARQUET

In attesa del posticipo di stasera tra Pistoia e Milano, Venezia consolida il suo secondo posto e stacca le inseguitrici, visto che Avellino è stata sconfitta in maniera fragorosa a Bologna, stessa sorte toccata a Cremona a Cantù nel posticipo, sale così al terzo posto anche Brindisi, la squadra più in forma del momento, capace di segnare 103 punti a Sassari. Risale in zona playoff Trieste, che vince lo scontro diretto a Brescia, con la Germani raggiunta a quota 16 punti da Trento, brava a contenere la rimonta di Varese, mentre Torino potrebbe aver piazzato il colpo decisivo per la salvezza, dopo aver superato Reggio Emilia, con tanto di 2 a 0 negli scontri diretti.

 

 

 

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