Orti Giulii, il Consiglio Comunale dà il via libera all’ultimazione dell’incompiuta

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19 febbraio 2019

orti giuliPESARO – «Diamo una risposta seria alla città: questa è buona politica. Gli Orti Giulii vengono completati e restituiti ai cittadini. Chi governa si pone il problema di fare le cose e si batte per realizzarle». Lo ha detto Matteo Ricci in consiglio comunale, intervenendo sulla delibera relativa all’«interesse pubblico» in merito all’ultimazione della struttura incompleta degli Orti Giulii, approvata con 17 voti a favore, sei astenuti (il gruppo del M5S, più Renzoni e Andreolli) e due contrari (Bettini e Dallasta). Secondo Ricci, «c’è chi intende la politica solo come scontro. Spesso quando non si hanno idee si ricorre alle carte bollate. Se si arriva agli esposti, però, è la fine della politica. Significa non avere la capacità di stare nel confronto. E si rischia, come in questo caso, di fare danni enormi. Quanto è costato alla città avere un rudere fermo per tutti questi anni?». Ha aggiunto il sindaco: «La sentenza lasciava spazi interpretativi complicati: in quattro anni abbiamo fatto almeno 20 riunioni per sbloccare l’impasse. Faticoso trovare la strada giusta, ma c’è stato un lavoro importante dei tecnici comunali. Arrivare alla via d’uscita è stato un atto di grande responsabilità amministrativa».

Il riepilogo: «C’erano tre soluzioni: completare l’opera, demolirla o lasciarla marcire. Con la delibera decidiamo di completarla, restituirla alla città. Rendendola fruibile». Ancora: «Abbiamo già trovato i fondi, nel piano delle alienazioni ci sono 500mila euro in più. Si è deciso di destinare 250mila euro al risanamento degli Orti Giulii». L’atto è importante «perché ci consente di partire con il percorso partecipativo. Per capire, adesso, a cosa l’opera sarà più utile, rimanendo dentro le previsioni del piano regolatore». In precedenza, nella mozione del M5S, approvata con l’emendamento del sindaco, Ricci si è detto «contrario a mettere in discussione la destinazione d’uso dal punto di vista urbanistico. Altrimenti andrebbe fatta una variante. Ma sarebbe un errore e si perderebbe un sacco di tempo».  Precisando: «Non proponiamo cose che stanno fuori all’attuale previsione del piano regolatore. Cioè alloggio per personale di custodia, uffici di associazioni, uffici di segreteria, attività di formazione, attività didattica, pubblici esercizi. Dentro queste sei possibilità poi si può discutere con ampia partecipazione cosa sia meglio». Confronto, quindi, che comprenderà anche «il contenuto del bando pubblico per le attività da svolgere dentro la struttura».

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