L’Ordine dei Commercialisti di Pesaro lancia la proposta di un tavolo congiunto fra commercialisti, magistrati e forze dell’ordine contro le infiltrazioni mafiose nell’impresa

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21 febbraio 2019

Paolo Balestieri presidente Ordine dottori commercialisti di Pesaro e Urbino

Paolo Balestieri presidente Ordine dottori commercialisti di Pesaro e Urbino

PESARO – Un tavolo tra commercialisti, magistrati e forze dell’ordine per l’individuazione e gestione di imprese in crisi come prevenzione contro le infiltrazioni mafiose. A lanciare la proposta è il presidente dell’Ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Pesaro e Urbino, Paolo Balestieri, all’indomani del convegno, organizzato dall’Associazione nazionale magistrati, Primavera della Legalità e Antimafia, sulle “criminalità organizzate nelle Marche” con il procuratore generale presso la Corte d’appello, Sergio Sottani, e i procuratori della Repubblica di Ancona e Pesaro, Monica Garulli e Cristina Tedeschini. Convegno nato con l’intento di tenere alta l’attenzione sul fenomeno delle mafie e delle infiltrazioni mafiose alla luce dell’omicidio di Natale a Pesaro di Marcello Bruzzese, ucciso con venti colpi di pistola da due sicari della ‘Ndrangheta, perché fratello del pentito Girolamo. I procuratori hanno messo l’accento, in particolare, sulla vulnerabilità delle imprese in crisi e a rischio fallimento, prede appetibili per le mafie.

“Lo stesso Sottani – spiega Balestieri – ha fatto presente ripetutamente quanto le procedure concorsuali possano costituire, in determinate condizioni, un’occasione criminogena per le mafie e come la vulnerabilità delle imprese in crisi possa renderle facili prede per la stessa criminalità organizzata. In questo senso, la competenza dei commercialisti può rivelarsi assai utile a tutte le parti coinvolte nella procedura (e, in primis, agli organi giudiziari) al fine di far emergere segnali di infiltrazione criminale”. Da qui, l’importanza strategica di creare un tavolo tra commercialisti, autorità giudiziaria e forze dell’ordine.

“Credo che la stretta collaborazione tra profili professionali diversi richiesta da tali procedure – continua Balestieri – potrà essere determinante nella gestione di imprese insolventi in odore di infiltrazione mafiosa. Questo, ritengo è il più grande contributo pratico che il nostro Ordine può dare per salvaguardare la salute del nostro tessuto economico-industriale”. E ancora: “Non andrebbe dimenticato, infatti, che la riforma del diritto fallimentare che entrerà in vigore dal prossimo anno – riprende il presidente dell’Odc – prevede un rafforzamento della presenza del pubblico ministero nella gestione della crisi d’impresa. Tale rafforzamento, sinonimo di un’aumentata e rinnovata consapevolezza del legislatore nei confronti del momento patologico del ciclo di vita dell’impresa, sarà tanto più efficace quanto più le competenze delle figure professionali che ruotano attorno alle procedure diverranno integrate, riuscendo così ad acquisire una maggiore consapevolezza delle problematiche economico-giuridiche collegate all’infiltrazione mafiosa”.

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