Fano, al Fosso delle Caminate disostruito l’alveo invaso da una frana e stabilizzate le sponde in località I Guadi

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26 febbraio 2019

FANO – Nuovo lavoro del Consorzio di Bonifica lungo il Fosso delle Caminate, a Fano, dove è stato ripristinato l’alveo ostruito da una frana e stabilizzata la sponda. L’intervento è stato progettato e coordinato dalla dottoressa forestale del Consorzio, Mirella Montalbano, in seguito a segnalazioni giunte al call center. La criticità è stata rilevata in località I Guadi, in un tratto in cui, a seguito dell’erosione, la sponda era diventata alta oltre 7 metri, con il conseguente distaccamento di una frana che ha ostacolato il regolare deflusso delle acque, anche a causa degli alberi scivolati in alveo.

fosso delle caminate“Lo smottamento aveva causato una eccessiva verticalità della parete spondale, aumentandone l’instabilità  – spiega la dottoressa Mirella Montalbano – per questo dopo aver rimosso gli alberi in alveo e disostruito il fosso, è stato realizzato un terrazzamento di due ordini, così da restituire la giusta pendenza alla sponda e renderla stabile. Una volta finita la risagomatura, per stabilizzarla maggiormente è stata effettuata l’idrosemina in superficie. In pratica – chiarisce l’esperta – sono stati miscelati semi di graminacee e leguminose scelti tra specie pioniere rustiche autoctone, insieme a collante e mulk (paglia fine che stabilizza il collante e permette al seme di aderire al terreno fino a che non germina). Dopo due settimane dall’intervento, la sponda si era già rinverdita restituendo al paesaggio la sua armonia. Questa tecnica di ingegneria naturalistica che restituisce la copertura erbacea, permette di proteggere il terreno dall’azione erosiva e battente delle piogge, lo consolida grazie all’azione rassodante delle radici e ricostruisce le condizioni pedo-climatiche e di fertilità preesistenti”.

“Un ringraziamento particolare va all’azienda agricola  Pierini – puntualizza il presidente del Consorzio, Claudio Netti, – che si è occupata dell’intervento facendo un ottimo lavoro in una situazione complessa. L’esperienza dell’escavatorista ha permesso di rimodellare l’ansa che presentava pareti particolarmente ripide e soggette a forte erosione, restituendo la giusta pendenza”.

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