Illusione, sofferenza e rabbia finale. La sosta non ha guarito la Vuelle dalla sua discontinuità nei quattro quarti

di 

4 marzo 2019

PESARO – Passano tre settimane senza basket giocato, ma quella che ritorna sul parquet è la solita Vuelle, quella che illude i suoi tifosi nel primo tempo, li fa tribolare nel terzo quarto e li fa tornare a casa arrabbiati alla sirena finale, certificando purtroppo, come i ragazzi di coach Boniciolli continuino ad essere un gruppo discontinuo, che quando gioca, lo fa anche bene, sfruttando il talento di Blackmon e McCree, ma che quando stacca la spina mentale, torna ad essere una “squadretta”, una che va in grossa difficoltà appena gli avversari si accorgono di poterla vincere, sfruttando quell’esperienza e quella panchina che Pesaro non ha e forse non avrà mai fino a maggio, anche se prima di bocciare Lyons ci dobbiamo riflettere bene, perché il play tascabile giramondo non ci sembra un bidone, ma un giocatore che ieri sera non avrà mai trovato la via del canestro, ma è sceso in campo armato delle migliori intenzioni, cercando di coinvolgere i compagni il più possibile, ma se in allenamento le cose filano liscio, in partita ti accorgi del reale valore della gente che ti sta intorno e i suoi colloqui in panchina con Ancellotti, reo di non essere mai al posto giusto nel momento giusto, sono un segnale che Lyons ancora non ha capito a chi dare la palla (Mockevicius) e a chi no (Zanotti e il capitano), perché purtroppo la panchina biancorossa è quella che è, la meno produttiva del campionato, con un nucleo italiano che anche ieri sere ha prodotto la bellezza di tre punti, e non è un caso che dall’altra parte la partita sia stata decisa da cinque minuti di grande basket di un nazionale come Abass, dai 10 rimbalzi di uno che in Nazionale non ci andrà (Zerini), ma che fa sempre la cosa giusta, da uno che della Nazionale (Luca Vitali) è il play titolare, e da uno (Laquintana), che con la sua tripla allo scadere del terzo quarto ha cambiato l’inerzia del match.

Proprio quella tripla è stata scelta da coach Boniciolli come una delle azioni simbolo della partita, quella dove la difesa biancorossa ha concesso, in un secondo e mezzo, al play di Brescia, di correre da solo tranquillamente e di scoccare un tiro da metà campo, che non è detto poi che vada sempre dentro, ma che sarebbe stato meglio non lasciargli prendere con quella facilità, da lì è iniziato poi il break di 15 a 0 che ha deciso il match, complice anche un quintetto con Zanotti ed Ancelotti contemporaneamente sul parquet che il coach pesarese poteva evitare di schierare, perché è inutile concedere due minuti in più di riposo ai titolari, se poi, quando rientrano i buoi sono già scappati. Di positivo c’è che questo gruppo non è composto da lavativi, ma da ragazzi di discreto talento che non ci stanno a perdere e che in un modo o nell’altro sono in grado di rientrare nel match, ma è tutto inutile se la palla del possibile meno uno, quella sull’83 a 86, finisce nelle mani del povero Mockevicius, invece che in quelle di chi ha più punti nelle mani, col lituano costretto a prendersi un semigancio che non ha raggiunto neanche il ferro, e su quell’errore si sono spente definitivamente le poche speranze di poter riacciuffare un match, che Pesaro nel primo tempo aveva giocato al meglio delle sue possibilità, segnando 51 punti, ma le partite devi chiuderle quando ne hai la possibilità, sul più 13 devi avere la necessaria lucidità per portarti sul più 16, invece di pensare di avere già i due punti in tasca, perché dalle nostre parti niente è deciso fino alla sirena finale.

boniciolliCoach Boniciolli ha affermato che sotto la sua guida, Pesaro ha perso contro avversarie più forti di lei (Milano, Venezia, Brindisi e la stessa Brescia), tutto giusto per carità, ma con questa mentalità, la Vuelle delle dieci partite rimaste, dovrebbe vincerne solo due, quelle con Reggio Emilia e Torino, ma non può e non deve essere così, perché anche la Germani vista ieri sera alla Vitrifrigo Arena non ci è sembrata irresistibile, così come non dobbiamo pensare lo siano Trieste, Cantù e Bologna, le prossime tre avversarie dei biancorossi, perché altrimenti la salvezza diventerà un traguardo impossibile da raggiungere, il tempo è il grosso nostro nemico, sempre secondo Boniciolli, ma bisognerà sfruttarlo al meglio, continuando a spiegare a questo gruppo l’Abc del basket, anche quelle situazioni, come la tripla di Laquintana, che ti vengono spiegate fin dal minibasket, ma probabilmente a quelle lezioni Blackmon e McCree erano assenti e allora, bisogna fare come alle superiori, con quegli alunni che pensi siano in grado di scrivere correttamente e poi ogni tanto si dimenticano una doppia o un apostrofo, bisogna armarsi di pazienza e spiegargli di nuovo le cose semplici, e se la pazienza non basta, va bene anche qualche urlo, a patto che serva per ottenere maggiore attenzione e maggiore applicazione, perché l’impegno da solo non basta, serviranno anche scaltrezza e concentrazione, consapevoli che 16-18 punti non saranno sufficienti per salvarsi e che si dovranno vincere anche delle partite, solo sulla carta, impossibili.

I PIU’…..

Egidijus Mockevicius: 12 tiri non se li era mai presi in questo campionato, soprattutto perché finalmente gli sono arrivati dei palloni giocabili dentro l’area, le mani non saranno da pianista, ma si dovrà continuare a servire il lituano con assiduità anche in futuro, consapevoli che catturare i rimbalzi non è mai stato un problema per Mockevicius.

Erik McCree (primo tempo): 19 punti, tre triple a segno, piroette in mezzo all’area da ballerino classico, canestro segnato e fallo subito, difesa accettabile e quando il suo coach lo richiama in panchina, si arrabbia di brutto perché voleva continuare a spaccare il mondo, ma poi c’era anche una ripresa da giocare.

Tiri liberi: 14 su 16 per la Vuelle, che meritava magari di tirare qualche libero in più, se la terna arbitrale avesse fischiato a suo favore qualche contatto dubbio, ma comunque la percentuale dalla lunetta stavolta è stata ottimale.

….. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – BRESCIA

Dominic Artis: Il tiro non gli entra mai, in difesa soffre contro Vitali e in attacco riesce solo a tratti a coinvolgere i compagni, l’arrivo di Lyons probabilmente ha minato le sue poche certezze, a coach Boniciolli il compito di rivitalizzarlo, altrimenti si potrebbe anche scegliere di metterlo in tribuna, se il rendimento di Lyons si alzerà di livello.

Erik McCree (secondo tempo): Solo 7 punti per Erik, in una ripresa dove si è intestardito a fare tutto da per lui, senza servire mai un compagno, anche in situazioni di contropiede quattro contro uno, e quando gioca così, fa più danni che cose positive.

Italiani: Ancellotti gioca cinque minuti, nei quali commette i soliti due falli evitabili, Monaldi ne gioca sei, nei quali evita di fare qualcosa di positivo, Zanotti ne gioca 23, segnando i soli 3 punti di marca nostrana, morale della favola, in tre hanno prodotto un meno uno di valutazione complessiva, siamo proprio sicuri che uno come Antonutti non ci avrebbe fatto comodo?

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Pesaro non è il Texas, dove qualche pistolero ancora si può vedere nelle immense praterie dello stato della stella solitaria, e in riva al Foglia non c’è neanche San Siro, dove il pistolero polacco delizia il pubblico di fede rossonera, ma nella Vuelle, secondo Boniciolli, ci sono dei pistoleri, quelli che come nel vecchio West, pensano di poter risolvere la situazione, facendosi strada da soli sparando all’impazzata, e ogni riferimento a McCree non ci sembra casuale, perché la partita di ieri sera è stata la cartina di tornasole di tutto quello di buono o cattivo che può fare Erik su un campo di pallacanestro, se giocasse come nel primo tempo, Milano potrebbe farci anche un pensierino per il prossimo anno, perché in venti minuti ha segnato da tre, ha attirato su di sé il proprio uomo, per batterlo in entrata, ha subito i contatti senza indietreggiare, ha anche dato una mano a rimbalzo, ha fatto insomma tutte quelle cose che un giocatore dotato del suo talento dovrebbe fare ogni domenica, ma il talento non ti rende automaticamente un fuoriclasse, per diventarlo devi giocare sempre concentrato e non perderti alle prime difficoltà, siamo arrivati a marzo e ancora nessuno gli ha spiegato che in contropiede puoi anche passare la palla ad un compagno più libero di te, altrimenti ti ritrovi a fare quei tiri tutto storto, con un terzo tempo concluso sempre appoggiandosi alla gamba sbagliata, che non ti consente di arrivare al ferro con la giusta energia, errori tecnici, oltre che tattici, da eliminare al più presto, se vuole diventare un fattore da questa parte dell’Oceano, perché è quasi inutile prendersela con dei giocatori poveri di talento, ma è lecito arrabbiarsi con chi il talento lo possiede, ma non sempre lo mette sul parquet. Coach Galli sapeva che il problema McCree avrebbe dovuto portarselo dietro fino alla fine, ne deve essere consapevole anche Boniciolli, perché la sua trasformazione in ala piccola, deve avvenire il più presto possibile, soprattutto quando se decidi di mettere Shashkov al posto di Murray nei dodici a referto, opzione anche giusta, a patto che si dia più fiducia al russo e si riesca a contenere gli eccessi, anche emotivi di McCree, di cui apprezziamo la voglia di restare sempre in campo, ma che non può neanche arrabbiarsi vistosamente quando il suo coach lo richiama in panchina.

Del problema Artis ne parleremo più avanti, perché era logico che l’arrivo di Lyons l’avrebbe condizionato, e per un giocatore, che aveva appena ritrovato un pizzico di fiducia in sé stesso con l’arrivo del nuovo coach, non è affatto semplice vedersi scavalcare nelle gerarchie interne, o almeno così speriamo, perché vorrebbe dire che il nuovo arrivato giochi meglio di quello che ha fatto vedere contro Brescia, dove il tiro non è mai entrato, ma per il resto non ci è dispiaciuto, soprattutto quando ha cercato di coinvolgere nei giochi il buon Mockevicius.

E’ andata in archivio così anche questa ventesima giornata, tutto sommato indolore, visto che hanno perso anche le altre tre pericolanti, ma rimane sempre il piccolo problema di capire quando questa Vuelle riuscirà a muovere di nuovo la classifica, perché il tempo scorre inesorabile e i difetti congeniti di questa squadra ancora non sono stati risolti.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano sbriga la pratica Torino in appena dieci minuti e mantiene sei punti di vantaggio su Venezia, che sabato sera era stata brava a rimontare un divario anche in doppia cifra a Bologna, vincendo alla fine di un solo punticino, si mantiene salda al terzo posto Cremona, brava ad espugnare Sassari dopo un supplementare. Aspettando il posticipo di stasera tra Cantù e Brindisi, a quota 24 i pugliesi sono stati raggiunti da Varese, che nell’ultimo quarto stacca in maniera convincente Reggio Emilia, mentre Avellino esce con le ossa rotte dalla trasferta di Trento, con la Dolomiti che sale a quota 20 insieme a Trieste, sempre avanti nella delicata trasferta di Pistoia.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>