Vuelle con dei limiti e con la coperta corta. Ora Boniciolli dà alla società due soluzioni tra cui scegliere per il finale di campionato

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18 marzo 2019

vuellePESARO – Ci sono voluti più di due mesi, ma alla fine anche coach Boniciolli ha dovuto ammettere che la “coperta è un po’ cortina”, riferendosi al roster della Vuelle. Finora, forse per dovere di patria, o perché consapevole che la mancanza di un main sponsor, non consente alla VL di spendere dei soldi extra, il coach triestino aveva evitato di dichiarare l’ovvio, ovvero che con questi giocatori la salvezza della Vuelle è un’impresa probabilmente superiore alle sue capacità, qualche segnale per la verità l’aveva già dato, con quella dichiarazione che Pesaro aveva 4 giocatori di serie A1 e poi gli altri, il problema è che con l’arrivo di Lyons, invece di diventare cinque, sono diminuiti a tre, perché riteniamo che, oltre a Blackmon, McCree e Mockevicuis, il quarto dovrebbe essere stato Artis, ma Dominic, dopo l’arrivo di un nuovo play, è entrato in un tunnel emotivo dal quale sembra incapace di uscirne, avendo perso quel poco di fiducia nei propri mezzi che si era intravista a tratti, il problema è che Lyons, al di là di uno stato di forma non ottimale, non ci sembra un campione, ma un onesto regista, con buoni fondamentali e poco altro, con un tiro ondivago e poco affidabile, insomma parecchio lontano da quello che i tifosi pesaresi si aspettavano da lui, ricordando magari come di questi tempi negli ultimi due anni, era arrivato quel Rotnei Clarke decisivo nella conquista della salvezza.

Altro problema è che quei giocatori non ritenuti da serie A, sono peggiorati strada facendo, perché oltre al calo di rendimento di Artis, c’è stato il crollo di Lamond Murray, un fantasma che vaga per il campo senza sapere cosa fare, né col pallone in mano, né in fase difensiva, tanto da chiedersi due cose: la prima è se sia il caso di provare a reinserire Shashkov nei 12, che almeno qualcosina di buono la fa, se schierato da numero quattro, mentre nello spot di ala piccola, il caso Zanotti merita un approfondimento, perché non lo abbiamo mai ritenuto un titolare, tutt’altro, ma nemmeno uno che deve passare 40 minuti seduto in panchina, perché non ci sembra, ad esempio, tanto più scarso di quell’Andrea La Torre visto ieri con la maglia di Cantù, che è rimasto 24 minuti sul parquet, una via di mezzo tra 24 minuti e 0 si dovrà trovare, perché altrimenti quella coperta da cortina, rischia di diventare cortissima.

E questo ci porta alla seconda domanda: mancano meno di due mesi alla fine del campionato e, visto il calendario e il rendimento attuale della squadra, Pesaro rischia di non vincere più una partita, siamo sicuri allora, che non ci siano in cassa 25-30 mila euro, da spendere per un nuovo giocatore, chiedendo magari l’ennesimo aiuto al pubblico, aprendo, per le ultime due partite casalinghe, quelle con Sassari e Reggio Emilia, il terzo anello della Vitrifrigo Arena, con il biglietto in vendita a 10 euro? Certo, c’è sempre il rischio che arrivi un altro Lyons, cioè uno che non faccia realmente la differenza, ma è giusto ricordare che fino al 31 marzo, si possono fare ancora degli scambi con la serie A2, evitando così di pagare i 12.500 euro per un nuovo tesseramento, oppure, con diversi campionati giunti al termine dall’altra parte dell’emisfero, c’è sempre la possibilità di affidarsi alle conoscenze di Stefano Cioppi, andando a firmare quell’ala piccola che manca alla Vuelle praticamente da ottobre. Sappiamo già cosa pensano in Via Bertozzini, che con uno straniero da mandare, e pagare, in tribuna ogni domenica, prenderne uno nuovo non rientra nei loro piani, ma qui non conta la quantità, ma la qualità e su questo non siamo messi benissimo, con una coperta che, oltre ad essere cortina, è anche sfilacciata, e non sarà facile neanche per Boniciolli sistemarla a dovere.

I PIU’……

Egidijus Mockevicius: Contro una squadra senza un vero centro di ruolo, il pallone arriva con maggior continuità nelle mani del lituano e lui ringrazia, segnando 21 punti, mentre i 19 rimbalzi sono tutti farina del suo sacco, perché è da ottobre che è in testa alla classifica dei migliori rimbalzisti del campionato.

Palle perse: Pesaro ne perde solo 10, sotto la sua media stagionale, recuperandone altrettante, anche se siamo ancora lontani da una fluidità offensiva accettabile.

….. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – CANTU’…..

Tiro da tre: 3 su 19 per la Vuelle, che continua a sbagliare una marea di triple anche costruite decentemente, ma che non entrano mai, anche perché lo scarico sul lato debole, prevede che siano Artis o Murray a prendersi il tiro, ovvero i due peggiori tiratori a disposizione di coach Boniciolli.

Rimbalzi: 19 quei presi da Mockevicius, 12 quelli catturati dal resto dei compagni, tutti colpevoli di andare a rimbalzo con poca tecnica e ancora minore convinzione.

Lamond Murray: Sembra un corpo estraneo in questa Vuelle, con quella sensazione che non abbia mai legato veramente coi compagni, finendo per chiudersi nel proprio guscio e nella propria mediocrità.

Dominic Artis: Quando tira, sai già che non farà mai canestro, ma non è il solo problema, ma la punta di un iceberg che rischia di affondare le residue speranze di salvezza della Vuelle.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Solo nelle prossime ore, sapremo quali sono state le due opzioni messe sul tavolo da Boniciolli e proposte alla dirigenza biancorossa. Una è quasi sicuramente la richiesta di un ulteriore giocatore, ma stavolta vorrà essere lui ad avere l’ultima parola sulla tipologia e sul ruolo, è noto infatti che, già qualche giorno dopo il suo arrivo in riva al Foglia, il coach triestino abbia chiesto un rinforzo del nucleo italiano e il Ne di Zanotti contro Cantù e il non aver mai utilizzato Luca Conti, sono due chiari segnali della poca fiducia che ripone nei suoi giocatori tricolori, ma Boniciolli aveva chiesto quasi subito anche un’ala piccola diversa da Murray, una con più tiro da fuori e una maggiore attitudine difensiva, invece Costa e Cioppi gli hanno preso un altro playmaker, soprattutto per relegare Monaldi in fondo alla panchina, accorgendosi però che alla fine, il buon Diego è quello che fa meno danni, anche se siamo lontani anni luce da un regista decisivo per le sorti del match.

L’altra opzione proposta da Boniciolli potrebbe essere stata anche quella di “O arriva il rinforzo, o rassegno le mie dimissioni”, anche se non sarebbe una scelta in linea con il personaggio, uno che in carriera non ha mai abbondonato il timone della barca, anche se questa è la più disastrate della sua carriera, con la quale rischia di affondare. E’ chiaro che nella conferenza stampa post partita, si sia trattenuto dal dire quello che aveva in testa, limitandosi ad una disanima tecnica del match, anche se qualche frecciatina ai suoi giocatori è comunque arrivata, come quella dei due canestri presi direttamente dalla rimessa da fondo, situazione tattica che pensava fosse chiara ai suo giocatori e che non è quasi mai stata ripresa in allenamento, ma qui torniamo al discorso di come ancora Boniciolli non abbia capito come ai vari Blackmon e McCree, manchino proprio dei fondamentali della pallacanestro, difetti mascherati da un talento individuale evidente, ma dopo due mesi di convivenza, non ha ancora capito che questi ragazzi hanno bisogno di ripartire quasi da zero, come uno studente delle superiori che eccelle nelle materie tecniche, ma che ancora non azzecca mai un congiuntivo o una doppia.

Boniciolli pre #PesaroCantuNel frattempo è passata un’altra giornata tutto sommata indolore, anche se la sconfitta di Reggio Emilia ad Avellino rientra nella logica, mentre qualche possibilità di muovere la classifica l’aveva Torino, che invece ha subito la forza di Bologna nel primo quarto e non più riuscita a rientrare, e soprattutto Pistoia, che infatti ha ceduto solo al supplementare contro la Dinamo di coach Pozzecco, Domenica c’è in programma Pistoia-Reggio Emilia, match che spariglierà per forza di cose le carte in tavola e la Grissin Bon ci potrebbe arrivare con un nuovo straniero nel settore lunghi, operazione che costerebbe a Reggio Emilia quasi 200.000 euro tra la luxury tax da 40,000 euro da pagare per il passaggio al 6+6 e la conseguente rinuncia al premio degli italiani – altri centomila euro circa – più il costo del nuovo giocatore, ma i dirigenti reggiani non vogliono lasciare nulla d’intentato per raggiungere la salvezza a cercheranno di accontentare coach Pillastrini, lo faranno anche i dirigenti della Vuelle, con un esborso di denaro notevolmente inferiore, o, come sempre, sceglieranno di affidarsi alle congiunzioni astrali favorevoli?

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano getta al vento una partita che l’aveva vista dominare nel primo tempo, finendo per venire battuta da una Venezia mai doma, che vince a fil di sirena grazie ad un tap-in di Bramos, riaprendo almeno sulla carta, la corsa verso il primo posto, si ferma la corsa di Cremona, battuta nettamente a Varese nel derby, con la Vanoli raggiunta al terzo posto da Avellino, che surclassa un’arrendevole Reggio Emilia. Due le partite finite al supplementare, la prima è stata quella di Pistoia, dove il Banco di Sardegna riesce a conquistare i due punti, mentre Brindisi si deve arrendere al grande overtime giocato da Luca Vitali, che porta alla vittoria la sua Brescia, importante, in chiave playoff, anche i successi della Virtus Bologna a Torino e di Trento ai danni dell’Alma Trieste.

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