Vuelle, la spinta sfrenata della rimonta che non ti aspetti

di 

1 aprile 2019

PESARO – Dieci, forse venti, facciamo trenta va, ma non crediamo ci fossero più persone all’interno della Vitrifrigo Arena che pensassero, dopo il primo quarto, che Pesaro potesse vincere la partita contro Avellino, e i 4000 scettici non avevano tutti i torti ad essere pessimisti, perché i primi dieci minuti del match giocati dalla Vuelle, sono stati a dir poco orribili, lo dicono i numeri, quelli che raccontano come il tabellone indicasse 28 a 8 per la Sidigas e come la valutazione fosse 42 per gli irpini e -2 per la Vuelle, ma lo dicevano soprattutto i giocatori biancorossi, che sembravano smarriti ed impauriti, incapaci di compiere anche la più semplice azione, di segnare un canestro o di ricordarsi chi fosse l’uomo su cui dovevano difendere, insomma una vera Waterloo, da cui Pesaro rischiava di uscire non solo sconfitta nel punteggio, ma soprattutto nel morale, ma….

GIOIA VUELLESì, perché c’è sempre un ma, quando si va a vedere una partita della Vuelle, che ormai ci ha abituato alle montagne russe, ad andare su e giù come la torre della Palla di Pomodoro, perché non è il talento individuale a mancare, ma tutto il resto, da un gioco di squadra, ad una difesa convinta, il bello è che a tratti, la Vuelle sa giocare a pallacanestro, almeno quella che si sta vedendo in Italia in questa stagione, che è tutta fuorché bella, con quel abuso del tiro da tre che ormai è una triste costante, poi ci sono anche i demeriti degli avversari, perché è stata la Sidigas a perdere questa partita, dopo che si era trovata sul più venti senza neanche accorgersene, giocando a sua volta un basket dove la palla sotto non arriva quasi mai, pensando probabilmente che la pratica fosse già stata archiviata, che Pesaro non avesse la forza di rimontare non una, non due, ma ben tre volte, dopo essere sprofondata nuovamente a meno 20 a tre minuti dall’intervallo, ma, come vi avevamo detto nel consueto articolo di presentazione del match del venerdì, questo è un campionato dove la tredicesima può vincere tranquillamente con la quinta, e infatti oltre alla vittoria di Pesaro con Avellino è arrivata anche quella di Reggio Emilia contro Brindisi, poi magari non proprio tranquillamente, ma si possono portare a casa i due punti, aiutati anche da un pizzico di fortuna, come la tripla di McCree del primo vantaggio biancorosso che è finita in fondo alla retina dopo aver preso il secondo ferro, come quella stoppata di Mockevicius molto al limite su Harper a dieci secondi dalla fine, di fatto l’azione decisiva per la vittoria, ma vorremmo evitare di parlare degli arbitri, che ieri sera non ci hanno fatto una bella impressione, cambiando il metro di giudizio in corsa e commettendo almeno una decina di errori oggettivi, da ambo le parti, ma ci voleva anche tutto questo per tornare alla vittoria, ci voleva un Zanotti libero dalla scimmia che gli era salita sulle spalle nelle ultime giornate, perché Simone non è certamente un top player, ma nulla gli vieta di ripetere la stessa partita di ieri anche in futuro, ci voleva un Monaldi che sembra aver capito come può essere utile alla squadra, difendendo anche per chi non lo vuol fare e lasciando la scena in attacco ai suoi compagni, ci voleva anche l’arrivo di un giocatore esperto come Lyons, che non sarà il più estetico dei playmaker, ma che sa giocare a pallacanestro, capisce cosa deve fare e quando deve farlo, e gli potrebbe mancare poco per prendersi il ruolo di leader di questa Vuelle, che non vorrebbe dire che dovrà segnare 30 punti ogni domenica, ma che dovrà continuare a coinvolgere i compagni in quei timeout improvvisati in mezzo al campo, dove lui è al centro e gli altri quattro lo stanno a sentire e seguono i suoi consigli.

Ci voleva naturalmente anche il ritorno alla vittoria, perché il calendario continua ad essere complicato, con quattro trasferte sulle sei partite che separano la Vuelle dal 12 maggio, e di queste sei partite Pesaro, dopo i risultati di ieri, ne deve vincere realisticamente almeno due, per poter sperare di salvarsi, non sappiamo se e dove i ragazzi del Presidente Costa riusciranno a conquistare questi quattro punti, ma dopo il primo quarto con Avellino, la retrocessione sembrava più vicina e anche meritata, ma amiamo il basket anche per questo, per tutte le emozioni che ci dà e che speriamo ci dia anche in futuro.

I PIU’……

Tiro da tre: Pesaro infila 13 triple, a meno uno dal record di 14 stabilito contro Brescia, perché a dare una mano a Blackmon, ci hanno pensato Zanotti e Lyons, con McCree a segnare quella più importante, non vi piacerà, ma in questo basket, se non segni da tre, non hai molte chances di vincere.

Egidijius Mockevicius: Punti, rimbalzi, stoppate, con la ciliegina sulla torta del gioco da tre punti decisivo nell’ultimo minuto, non sappiamo dove giocherà la prossima stagione, ma sappiamo già che ci mancherà.

Diego Monaldi: Quando puoi essere utile anche senza segnare dieci punti, come ha detto il suo coach, perché la sua entrata in campo ha cambiato la difesa della Vuelle, e con essa sono aumentate in modo esponenziale le possibilità di portare a casa la vittoria.

 

E I MENO DELLA SFIDA PESARO – AVELLINO

Primo quarto: Pesaro rimane negli spogliatoi e gioca uno dei peggiori quarti della sua storia, con soli tre canestri segnati, cinque palle perse e tre stoppate subite, da catalogare nella categoria: cose da non ripetere in futuro.

Lamond Murray: In attesa del suo sostituto, Murray non fa niente per farsi rimpiangere, giocando sette minuti anonimi e scialbi come ormai ci ha abituato nel 2019.

Dominic Artis: Di fatto è diventato il terzo play della Vuelle, visto che se vuoi un quintetto offensivo fai giocare Lyons e se vuoi quello difensivo metti su parquet Monaldi, in futuro potrebbe finire anche in tribuna.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

In nottata, la Vuelle ha tentato l’ultimo assalto a Orlando Johnson, che sabato sera ha giocato e vinto con la sua squadra a Taiwan, segnando 26 punti, (10-12 da 2), catturato 12 rimbalzi e distribuito 3 assist, un accordo di massima col giocatore c’è, rimane da regolare il buyout per portarlo via dall’Oriente e farlo riatterrare in Europa, dove ha giocato anche in Eurolega, con i suoi 30 anni sarebbe un altro uomo d’esperienza a disposizione di coach Boniciolli, che dopo Lyons, avrebbe un altro uomo a cui affidare le chiavi della squadra.

Qualcuno potrebbe pensare che dopo i risultati di ieri, un rinforzo non serva più, niente di più sbagliato per almeno due motivi: il primo è che la Vuelle non è assolutamente salva, visto che Pistoia non si è assolutamente arresa, con la firma di Paolo Moretti come nuovo coach e quelle sconfitte che arrivano solo nel finale, dopo essere stata avanti anche di parecchio, un po’ come sta succedendo a Torino. Il secondo motivo è che sarà anche vero che Pesaro ha sette stranieri sul libro paga, ma di fatto può fare affidamento solo su quattro di essi, visto che Shashkov è ancora un oggetto misterioso, Murray è già con la testa da un’altra parte da almeno un mesetto e il rendimento di Artis è proporzionale a quello di Lyons, ovvero scende quando quello del compago sale.

L’arrivo di Johnson potrebbe portare così a cinque i giocatori da serie A della Vuelle – Boniciolli docet – coprendo in parte il buco nel ruolo di ala piccola, in un finale di stagione dove si dovranno ancora trovare almeno due vittorie per sperare di salvarsi, perché commettere lo sbaglio di dormire sugli allori sarebbe un errore capitale, soprattutto perché Pesaro è tutto meno che una squadra prevedibile e ogni domenica non sai se scenderà sul parquet la versione del primo quarto o quella dell’ultimo del match di Avellino, spendere 25mila euro oggi, potrebbe farcene guadagnare il quadruplo il prossimo anno, ma è presto per parlare della Fortitudo, c’è ancora un giocatore da firmare e ci sono due-tre vittorie da conquistare sul campo, impresa che pare impossibile, ma lo era anche rimontare 20 punti alla terza in classifica.

DAGLI ALTRI PARQUET

Solo vittorie casalinghe in questa 24esima giornata, ed è la prima volta che succede in stagione, con Milano che deve rimontare per vincere il derby contro Cantù di un grande Gaines (44 punti), portando il vantaggio su Venezia a quattro punti, dopo la sconfitta subita dall’Umana nel posticipo a Varese, cade anche Cremona e lo fa in maniera abbastanza pesante a Trieste, con la Vanoli che comunque rimane terza da sola, visti gli stop di Avellino e di Brindisi, uscita sconfitta a Reggio Emilia, da una Grissin Bon trascinata da Darius Johnson-Odom, in chiave playoff importanti anche i successi di Sassari, che rifila un ventello a Bologna, di Trento, che nell’anticipo del sabato aveva superato Torino grazie ad un super Flaccadori e di Brescia, che batte in rimonta Pistoia e lascia i toscani da soli all’ultimo posto.

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>