Alla riscoperta dei percorsi archeologici: sabato inaugura l’Antiquarium di Colombarone

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11 aprile 2019

Chiave romana all'Antiquarium di Colombarone (Foto Luigi Angelucci)

Chiave romana all’Antiquarium di Colombarone (Foto Luigi Angelucci)

PESARO – Sabato 13 aprile alle 11, inaugura l’Antiquarium di Colombarone (strada San Cristoforo 136). Annunciato nel 2016 in occasione della riapertura al pubblico dell’area archeologica, l’Antiquarium porta a compimento il ‘progetto Colombarone’, promosso da MIBAC/Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, Ales arte lavoro e servizi spa, Comune di Pesaro, Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Ente Parco San Bartolo, Sistema Museo con il patrocinio dell’Ente Olivieri.

A Colombarone sono conservati i resti di una ricca residenza tardo-imperiale sulle cui strutture, a partire dalla metà del VI secolo d.C. si insedia il complesso cristiano della basilica di San Cristoforo ad Aquilam. Collocato negli spazi della chiesetta ottocentesca recuperata dall’amministrazione comunale, l’Antiquarium completa la proposta espositiva sotto due aspetti: espone alla pubblica fruizione i reperti rinvenuti durante i 25 anni di scavi, offre visibilità a settori dell’area non inseriti nella visita.

Quella di Colombarone era già un’area archeologica unica perché immersa nel verde del Parco San Bartolo tra Marche e Romagna; oggi si arricchisce di un nuovo ‘piccolo’ museo che parla ad un pubblico universale e offre nuovi strumenti di comprensione della storia più antica del territorio. Altra novità importante riguarda il periodo di fruizione: fino ad ora l’area era visitabile durante il periodo estivo trattandosi di una superficie all’aperto; la realizzazione dell’Antiquarium allunga la fruizione ai 12 mesi dell’anno per i servizi essenziali ma anche per attività con le scuole e piccoli gruppi di turisti.

Moneta romana all'Antiquarium di Colombarone (Foto Luigi Angelucci)

Moneta romana all’Antiquarium di Colombarone (Foto Luigi Angelucci)

Il percorso espositivo parte dal piano terra, dove il visitatore avrà modo di immergersi virtualmente negli spazi della villa attraverso un video multimediale in cui i volumi dei vari ambienti prendono forma in una suggestiva ricostruzione. Al primo piano trovano spazio le tematiche legate all’individuazione del sito ad opera di Annibale Degli Abbati Olivieri e alla stazione di sosta lungo la via Flaminia. La sala maggiore mostra la successione delle due fasi principali del sito di Colombarone: il periodo della villa (secoli III-VI d.C.) e quello della basilica (secoli VI-VIII d.C.). Tra i materiali riconducibili alla prima si segnalano i tratti di conduttura in piombo per l’adduzione dell’acqua al settore termale, il vasellame da mensa della sala da pranzo e le anfore che attestano le provenienze più disparate di alimenti da tutto il bacino del Mediterraneo.

Ma è la basilica che restituisce i reperti più singolari che fanno dell’Antiquarium di Colombarone una tappa fondamentale per la conoscenza del periodo tardoantico nel settore medio-adriatico: tra questi, una vetrata, i frammenti dell’iconostasi (separazione fra coro e navate costituita da un architrave sostenuto da colonne) in marmo della chiesa e un raro esemplare di lampadario a sospensione con più luci (polycandilon), rinvenuto nella stanza che accoglieva anche un tesoretto monetale e i calici in vetro dell’apparato liturgico. Completano la visita alcuni reperti, soprattutto metallici, che facevano parte della sfera privata degli abitanti del sito: oggetti d’ornamento e abbigliamento, monete e semplici utensili domestici.

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