25 aprile, Ricci: «Rimettere al centro i valori della Liberazione»

PESARO – «Oggi è la nostra festa del ringraziamento: mai dimenticarcelo. Siamo in un Paese democratico perché tante persone scelsero la libertà e la democrazia». Così Matteo Ricci nel 74esimo della Liberazione, davanti al monumento alla Resistenza. Il sindaco menziona i partigiani, «in particolare Cecchi e De Sabbata», «gli alleati» e «tutti coloro che hanno dato la vita per farci crescere nella società in cui viviamo». Puntualizzando: «Ho vissuto con grande fastidio le parole di qualche autorevole esponente del governo italiano. Il 25 aprile non è un derby tra fascisti e comunisti. La Liberazione non è un gioco, ma la celebrazione dei valori di un popolo. Che scelse la pace, la libertà e l’uguaglianza al posto della guerra, della dittatura e del razzismo». Ancora: «I valori della Liberazione e della Resistenza vivono quotidianamente, nonostante l’evoluzione e i cambiamenti»

Esempi: «Vivono quando un insegnante si ostina a evidenziare, nei giorni della Memoria, cosa è stato l’Olocausto. O quando, ai nostri figli, spieghiamo che i compagni di classe con un colore della pelle differente dal loro hanno gli stessi diritti degli altri. E quando ci battiamo per una società più giusta, che affermi il lavoro come elemento di dignità dell’uomo». Poi il monito: «I nazionalismi in Europa hanno sempre portato guerra, morte e disperazione. I padri fondatori sognarono un’Europa unita e di pace. Chi oggi mette in discussione il ruolo dell’Europa, mette in discussione il ruolo dell’Italia. Il nostro Paese non ce la farà da solo». Il fanatismo, sottolinea Ricci, «prende forme diverse ma vive ancora nella società di oggi. Si risponde reagendo, resistendo e rimettendo al centro i valori della Liberazione».

Nota il sindaco: «Stanno riemergendo segnali evidenti di intolleranza e razzismo, nei confronti dei quali non possiamo voltarci dall’altra parte. Anche per questo, due anni fa, abbiamo risposto allo sfregio delle svastiche davanti alla scuola Anna Frank insieme ai ragazzi delle scuole superiori. Leggendo i brani tratti dal Diario in sinagoga». Inciso: «Non deve passare il concetto che il fascismo sia un’opinione: il fascismo e il nazismo, in Italia, sono un reato». Conclusione: «La società cambia, ma i valori sono fondamentali. Non avremo futuro se non rimettiamo al centro i valori democratici di libertà, uguaglianza e solidarietà». Sono intervenuti il presidente della Regione Luca Ceriscioli, la presidente dell’Anpi Pesaro Matilde Della Fornace  e il presidente della sezione pesarese dell’Anps Lido Scalpelli, in rappresentanza delle Associazioni combattentistiche e d’arma.

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