Protesi di ginocchio senza dolore. Ecco la nuova terapia antalgica adottata dall’ospedale di Urbino

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21 giugno 2019

ospedale urbinoURBINO – Una nuova terapia antalgica per il dolore post operatorio: compresse di analgesico da mettere sotto la lingua nelle 72 ore successive all’intervento, aiutano il paziente a gestire il dolore in modo più regolare ed efficace. E’ una metodica di trattamento del dolore innovativa, adottata anche dall’Istituto Clinico Humanitas di Milano, che si basa sulla somministrazione di sufentanil sublinguale, un farmaco che possiede un rapido assorbimento e che in pochi minuti riesce a controllare efficacemente il dolore con un elevato profilo di sicurezza. L’Ospedale di Urbino dell’AV1 ha adottato questa nuova terapia antalgica per i pazienti operati di protesi totale di ginocchio, grazie a un protocollo ad hoc messo in atto dalle Unità Operative di Anestesia e Rianimazione di Ortopedia.

«L’intervento di protesi di ginocchio è molto più doloroso di quello dell’anca e necessita di un’immediata mobilizzazione – spiega il Dr. Marco Mulazzani, primario dell’Unità Operativa di Ortopedia – Spesso al paziente è praticata una mobilizzazione passiva del ginocchio già al suo arrivo in reparto, poco più avanti gli viene chiesto di alzarsi in piedi e caricare l’arto. Poterlo fare senza dolore e senza l’ingombro della flebo rappresenta un indubbio vantaggio. Poi la possibilità di effettuare la fisioterapia senza dolore, accellera il recupero post operatorio, con possibilità di dimissione precoce del paziente».

Attraverso un apposito dispositivo di auto-somministrazione, delle dimensioni di un comune smartphone, identificato da una speciale etichetta adesiva applicata al pollice che abbina senza possibilità di errore paziente e terapia, il paziente posiziona le compresse sotto la lingua. «il paziente autogestisce la propria terapia antalgica post operatoria, modellandola sulla personale percezione del dolore, in assoluta sicurezza e nel pieno rispetto della terapia indicata dall’anestesista e predisposta dagli infermieri, – spiega il Dr. Paolo Brancaleoni, primario di Anestesia, Rianimazione e Terapia antalgica dell’Ospedale di Urbino – «Dopo l’assunzione di una dose – prosegue il Dott. Brancaleoni – il dispositivo “intelligente” consente l’erogazione della successiva solo dopo 20 minuti e impedisce perciò al paziente di andare oltre le quattro dosi in un’ora. Le compresse si sciolgono sotto la lingua, il trattamento prosegue per un periodo massimo di 72 ore». Quali sono i vantaggi di questa modalità di gestione del dolore post operatorio? Risponde il Dr. Brancaleoni: «Il nuovo sistema di autogestione garantisce un controllo continuo del dolore, il paziente infatti assume il farmaco con maggiore rapidità, la compressa agisce nel giro di un paio di minuti impedendo al dolore di raggiungere i picchi d’intensità registrati durante l’attesa della somministrazione di un farmaco endovenoso. I risultati fin qui conseguiti sono molto positivi e lasciano prevedere un utilizzo della nuova metodica anche in altri ambiti chirurgici, a partire da quello addominale.»

Conclude il Dr. Mulazzani «I pazienti hanno espresso una elevata soddisfazione perché affermano di non aver sentito dolore nel post operatorio e di aver riposato bene durante la notte. Inoltre viene sempre garantita la sicurezza del paziente in quanto il sistema pre-programmato garantisce che ogni singola somministrazione avvenga in modo corretto riducendo i rischi di sovradosaggio e gli errori di somministrazione».

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