Violante Placido domani a Fossombrone Teatro Festival con la prima nazionale di Per Elisa: “L’intimità di questo festival si sposa perfettamente con lo spettacolo”

FOSSOMBRONE – Domani alle 21.30 la prima serata dell’edizione 2019 di Fossombrone Teatro Festival si aprirà con la prima nazionale di “Per Elisa” (rileggi qui precedente scheda dello spettacolo pubblicata da Pu24). Ne abbiamo parlato con la protagonista Violante Placido:

“Per Elisa”, debutterà in prima nazionale proprio al Fossombrone Teatro Festival: come è nata e cresciuta l’idea di questa rappresentazione?

“La musa misteriosa a cui Bianca Melasecchi ha dato voce, attraverso anche le musiche del Maestro, ci aiuta a capire l’amore, la vita di Beethoven, con forza ma anche con dolcezza. Il compositore aveva un rapporto complesso con le donne, spesso irraggiungibili. Leggerò lettere sue indirizzate a questa donna misteriosa, ma anche le sue sensazioni nell’amarlo. Bianca conosce Beethoven molto bene e lo ha ricostruito dal punto di vista umano e intimo, personale: un uomo appassionato, a tratti tenero. L’amore non ha regole né limiti dove inscatolare tutto e Beethoven puntava ad elevare lo spirito, gli uomini. L’amore di questa donna lo completa, perché lo capisce e lo accetta”.

Cosa rappresenta per lei la musica?

“E’ qualcosa di cui non posso fare a meno. Ho iniziato a viverla tardi, forse proprio per il tanto amore che provavo per la musica, una sorta di un blocco che ho superato verso i 22 anni, quasi con il rammarico di non essere riuscita ad ascoltarmi prima. È sempre con me: suono e, se posso, mi esibisco anche voce e chitarra, come succederà il 14 luglio a Tricase, nel Salento”.

C’è spazio per il suo terzo album?

“C’è già qualcosa, bisogna capire quando farla uscire. Posso anticipare solo che si tratta di una collaborazione, molto piacevole”.

Violante Placido

Violante Placido

Cinema, tv, teatro, musica: è da anni protagonista su vari fronti, tra loro speculari e complementari. Un’attività poliedrica che denota curiosità e apertura artistica. In quale disciplina ama di più cimentarsi? Quale quella che ti stimola maggiormente?

“Il teatro l’ho scoperto da poco ed è meraviglioso. Ho tirato fuori una parte favolosa di ‘me attrice’, di come si lavora sul personaggio. Una palestra incredibile, che stimola la disciplina. L’alternanza tra cinema e teatro è la mia sintesi artistica e lavorativa. Con la musica sempre lì accanto a me, ovviamente”.

A 14 anni praticava l’equitazione e sognava le olimpiadi: cosa è rimasto di quella bambina sportiva e visionaria?

“L’equitazione per me è stata un’esperienza totalizzante e assoluta. Pensavo solo ad allenarmi tutti i giorni, mi ha regalato autonomia totale, mi ha insegnato a rialzarmi fisicamente da terra, in tutti i sensi. Sono una donna da sport individuali: amo stare con me stessa, sfidare me stessa. E in piccola parte, questo lato l’ho portato con me, anche se a volte può essere un limite. In questo il teatro, ad esempio, mi ha insegnato tanto, soprattutto sul concetto di squadra e di gruppo”.
Nei suoi primi 40 anni ha baciato Clooney, ha fatto l’autostop portandosi dietro un cavallo, ha mangiato uova strapazzate alle cinque del mattino con Nicholas Cage, si è calata nei panni di Moana Pozzi e in quelli della Fata Turchina nel Pinocchio di Sironi. Come immagina i suoi prossimi 40 anni?

“Vivo giorno per giorno. Vivo il presente e non amo fare progetti a lungo termine. Se una proposta, un personaggio, un disco mi conquista, lo faccio mio. Ma non amo pensarmi nel futuro”.

È la sua prima volta al FTF: con quali aspettative arriva a Fossombrone?

“Vorrei emozionarmi emozionando. L’intimità di questo Festival si sposa perfettamente con lo spettacolo e avere con me due fantastici musicisti diventa un’occasione perfetta”.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

“Da Fossombrone parte la tournee di ‘Per Elisa’ e sto girando ‘Enrico Piaggio’, la miniserie di Rai 1 diretta dal regista Umberto Marino, con Alessio Boni nei panni del costruttore della mitica Vespa”.

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