La tragedia di Maurizio Olivieri travolto e ucciso sulle strisce conferma che i pedoni sono la categoria più indifesa

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13 luglio 2019

PESARO – La tragedia di Maurizio Olivieri, il 40enne travolto e ucciso a Rosciano mentre attraversava sulle strisce pedonali, è l’ennesima in provincia. Anche qui chi cammina e attraversa la strada, procedendo sulle strisce, continua a essere nel mirino di chi è alla guida di un’auto, di una moto o di una bicicletta.

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All’estero massimo rispetto per chi camminando

In Italia, i pedoni sono i più indifesi, i meno tutelati. In tanti viaggi all’estero, per motivi di lavoro o per diletto, mai ho visto da parte degli automobilisti e dei motociclisti comportamenti così incivili. Quattro Cammini a Santiago negli ultimi tre anni hanno confermato che, in Francia, Spagna e Portogallo, chi cammina è rispettato. Appena ti vedono avvicinarti alle strisce, i conducenti dei veicoli si arrestano. In Italia, a Pesaro, accade abitualmente il contrario. È il pedone che deve aspettare, talvolta scansarsi per evitare di essere centrato.

Per fortuna, ogni tanto, ma è una rarità, un automobilista si ferma e invita il pedone ad attraversare. Allora scatta il grazie, quasi fosse una concessione, non il rispetto di una delle più elementari norme di educazione civica.

Già, l’educazione civica, cancellata dalle materie scolastiche, raramente prevista in famiglia.

Tutto il contrario di quanto accade all’estero. Durante una cena comunitaria in Cammino, una giovane statunitense innamorata dell’Italia ebbe modo di dirci: “Siete un Paese meraviglioso, avete un patrimonio artistico senza uguali, ma vi manca una dote che fa grande una comunità: il rispetto per la cosa pubblica e per gli altri”.

Che rispetto ha chi calpesta il diritto altrui, chi con il proprio comportamento scellerato alla guida mette a rischio la vita degli altri?

Uno scooterista incivile in Viale Cialdini

Ore 12,10 oggi, Viale Cialdini: attraverso sulle strisce pedonali e un’automobilista si ferma per farmi passare. Ma dietro l’automobile sbuca uno scooter, mi è sembrata una vecchia Vespa, condotta da un uomo con gli occhiali che ha una ragazza nella sella posteriore. Pur di non fermarsi, l’uomo fa lo slalom, rischiando di investirmi. Gli urlo: incivile! La risposta? “Che cavolo vuoi?”.

Così funzionano le cose sulle nostre strade, dove gli spazi dedicati ai pedoni sono occupati dalle auto in divieto di sosta.

Ho pensato a Maurizio Olivieri, alle altre vittime di chi non rispetta le norme del Codice della Strada. E mi sono chiesto che insegnamenti può dare lo scooterista alla ragazza che trasportava. E ancora: andrà mai a piedi, attraverserà mai una strada camminando sulle strisce pedonali?

Non solo auto e moto, anche le biciclette fanno la loro parte

E ho pensato che se i pedoni sono la categoria più indifesa non è solo colpa di automobilisti e motociclisti. Anche i ciclisti fanno la loro parte.

Un aspetto preoccupante, ormai diventato la “normalità”, in Italia e a Pesaro. Nella Città della Bicicletta che ha una straordinaria rete di piste ciclabili, i pedoni non hanno uno spazio garantito per camminare o passeggiare tranquillamente. Avrebbero il marciapiede, ma ormai è terra di nessuno. Nel senso che i ciclisti, giovani e meno giovani, uomini e donne, in sella a biciclette normali o ad avveniristiche mountain bike, se ne sono impossessati e i pedoni si devono districare facendo lo slalom tra le due ruote. Se qualcuno protesta, la risposta, talvolta accompagnata da insulti, è più o meno la stessa dello scooterista di stamattina. “Che cavolo vuoi?”, “Fatti i cavoli tuoi”, “Chi sei il vigile?”.

Beh, no… i vigili urbani magari si preoccupano della cacca dei cani o delle biciclette parcheggiate male sul marciapiede di Viale Trieste, ma non di chi infrange l’articolo 143 del Codice della Strada. A maggiore ragione in una città straordinariamente ricca di piste ciclabili.

Il cattivo esempio del sindaco e dell’ex assessore

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Ma se i primi a dare il cattivo esempio sono il sindaco Matteo Ricci e l’ex assessore, oggi consigliere regionale, Andrea Biancani, da sempre in prima fila nel promuovere l’utilizzo delle piste ciclabili, salvo poi pedalare sul marciapiede, ignorando la pista ciclabile ubicata dall’altra parte della strada, cosa ci si può attendere dalla polizia municipale e soprattutto dai cittadini?

Cari amici, prestiamo ancora più attenzione quando attraversiamo, sempre sulle strisce per carità!, o camminiamo sul marciapiede.

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