Henri Drell, un altro millennial per la Vuelle: alla Carpegna Prosciutto un fedelissimo di Perego. L’identikit

di 

19 luglio 2019

Henri Drell

Henri Drell

PESARO – E siamo a tre. Sì perché con la firma di Henri Drell, saranno tre i classe 2000 che faranno parte del roster di coach Perego la prossima stagione, tre” millennials”, tre scommesse, perché Miaschi, Eboua e Dredd non si possono definire altrimenti, anche se sono tre giocatori di indubbio talento, gli ultimi due pronti anche a fare il grande salto verso la Nba, e il prossimo giugno, c’è il “rischio” che sia Eboua che Drell verranno chiamati dal commissioner Adam Silver al primo giro del draft. Proprio per questa eventualità, al ragazzo estone è stato fatto firmare un contratto triennale, con Nba escape, con clausole da far scattare in base alla posizione in cui verrà eventualmente chiamato, perché se verrà scelto al primo giro, la sua partenza verso gli States sarà inevitabile, mentre se slitterà al secondo, potrebbe rimanere un altr’anno in riva al Foglia, in ogni caso, la Vuelle dalla sua partenza verso la Nba, guadagnerà qualche soldino, una novità per Pesaro, abituata a farsi scippare i suoi giocatori talentuosi, senza guadagnarci niente.

Drell è stato fortemente voluto da coach Perego, che lo ha fatto debuttare in prima squadra al Bamberg lo scorso aprile, dopo aver ben figurato nella serie cadetta tedesca e nella Nazionale juniores estone, debuttando anche in quella maggiore. La speranza è, che i tre millennials che indosseranno la canotta biancorossa dal prossimo settembre, sfrutteranno questi mesi per migliorare il loro gioco ed acquisire quell’esperienza che inevitabilmente gli manca e che potrebbe essere un problema da risolvere per la Carpegna Prosciutto, perché 4 italiani giovani possono anche andare bene, ma mettere in quintetto un ragazzo di 19 anni è sicuramente rischioso, soprattutto con la formula del 5+5, perché l’anno scorso, Shashkov era anche lui un ragazzo del 2000, ma con il 6+6, il suo contributo quasi nullo, era passato quasi sotto silenzio, soprattutto negli ultimi mesi, quando la Vuelle aveva ben otto stranieri sotto contratto, e il russo finiva regolarmente in tribuna, Drell invece dovrà farsi trovare subito pronto, altrimenti i conti in casa Vuelle rischiano di non tornare fin dalle prime giornate.

Che Tipo di giocatore è Henri Drell?

Come per Eboua, è difficile attribuirgli un ruolo ben preciso, fisicamente con i suoi 204 centimetri dovrebbe giocare da ala grande, ma il ragazzo nasce come guardia da ragazzino e, di quel ruolo, gli sono rimasti appiccicate tutte le caratteristiche, da un tiro veloce e redditizio, a un ball handling inusuale per uno della sua stazza, ma non gli manca neanche la capacità di battere in palleggio il suo avversario e di arrivare al ferro con facilità, sia con la mano destra che con la sinistra, il tiro da tre è ondivago, ma stilisticamente ineccepibile, e dalla lunetta dovrà migliorare il 70% tenuto lo scorso anno.

A livello difensivo, la sua versatilità è sicuramente un punto di forza, visto che è in grado di marcare indifferentemente le guardie e le ali avversarie, con una buona velocità di piedi e la giusta conoscenza della pallacanestro per passare dalla parte giusta del blocco, cosa non scontata come si pensa, e non si fa battere facilmente dal palleggio, il suo contributo a rimbalzo non è da sottovalutare, grazie ad un buonissimo stacco e una statura importante, e tenere una media intorno ai 6-7 rimbalzi a partita ci sembra nelle corde di questo ragazzo 19enne, che non sa di esserlo, nel senso che rispetto ai suoi coetanei italiani, è molto più maturo, più abituato ad essere protagonista.

Stiamo parlando già di un top player allora? Ancora no, forse lo diventerà tra qualche anno, ma per adesso, ci sono tanti aspetti del suo gioco in cui deve migliorare, soprattutto nella sinergia coi compagni, perché una volta ricevuto il pallone, tende a non ridarlo, ma a finalizzare in proprio l’azione, e sicuramente la sua visione di gioco è ancora limitata, alla fine, Henri Drell sarà l’ala piccola titolare della Carpegna Prosciutto, con Eboua a coprirgli le spalle, e Zach Thomas pronto a scambiarsi il ruolo con l’estone, in caso di necessità, un rischio indubbiamente, una scommessa che speriamo la Vuelle riesca a vincere e che in Via Bertozzini hanno voluto fortemente, consci che Pesaro quest’anno è una sorta di laboratorio per giovani giocatori in procinto di compiere il grande salto verso il basket che conta, perché se da sette anni non partecipi alle Coppe Europee e in campionato finisci sempre agli ultimi posti, non puoi consideranti una big, ma così vanno le cose in riva al Foglia, per una Carpegna Prosciutto che si appresta a diventare la squadra con l’età media minore della sua storia, chissà che non sia di buon auspicio per un futuro più roseo.

All’appello adesso, mancano “solo” il play e il centro, ma quel solo è virgolettato, data l’importanza di questi ultimi due tasselli, quelli che potrebbero fare veramente la differenza tra paradiso ed inferno, per il regista, resta sempre in piedi la pista Jon Elmore, giocatore conteso da almeno altre due formazioni, ma su cui la Vuelle crede molto ed è intenzionata anche ad aumentare la sua offerta, per il pivot invece cominciano a circolare i primi nomi, tutti rookies non scelti dalla Nba, ma che in Italia troverebbero il loro ambiente ideale per far valere le loro doti, sia fisiche, perché si sta cercando un pivot dominante dentro l’area, che tecniche.

CARPEGNA PROSCIUTTO BASKET PESARO 2019-20

TITOLARI PANCHINA

PLAYMAKER xxxxx MUSSINI

GUARDIA BARFORD MIASCHI

ALA PICCOLA DRELL EBOUA

ALA GRANDE THOMAS ZANOTTI

CENTRO xxxxx TOTE’

COACH FEDERICO PEREGO (nuovo)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>